Il bastone della tenda, ovvero fede e ragione

 

Ieri il mio nipotino di 5 anni si è tirato in testa il bastone della tenda, nonostante gli avvertimenti ripetuti della mamma di non appendervisi.Lo spavento è stato grande, perchè è venuto giù anche qualche pezzo di muro, sfiorandolo senza colpirlo.

Chissà se questo gli servirà a capire che non sempre è evidente la ragione di un diniego o di un precetto, ma è importante avere fiducia in chi parla.

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10 pensieri su “Il bastone della tenda, ovvero fede e ragione

  1. E’ un problema millenario o più, il problema del libero arbitrio.
    E’ giusto sgridare un bambino che sale su un tavolo e rischia di farsi male oppure è giusto fare in modo che impari dall’esperienza?

    Se dovessimo solo fidarci della parole allora anche la venuta di Cristo sarebbe vana. Invece l’esperienza del Dio umanato ci ha introdotti in un mistero altrimenti inestricabile con il solo aiuto della parola. E in tutto questo Dio ci lascia addirittura liberi di crederci o meno dandoci la possibilità di dannarci o salvarci.

  2. Hehehehe….ce lo auguriamo ma se ascoltasse sempre sarebbe preoccupante 😀

  3. I bambini sono i nostri più grandi maestri. La riflessione in questione è nata dal fatto che i cosiddetti obblighi che non capiamo, e che sentiamo imposti dall’alto, sono comprensibili solo se ci fidiamo di chi ce li impone.
    Ad un bambino non possiamo fare una dimostrazione matematica ogni volta che lo teniamo lontano da un pericolo con fermezza e magari con un urlo. Una volta divenuto grande, capirà che quell’urlo è stato dettato dall’amore.
    Solo alla luce di Cristo capiamo lo spirito della legge e ci sentiremo liberi di abbracciarla.
    D’altra parte sbagliando s’impara. Noi abbiamo l’obbligo di accompagnare i nostri figli perchè siano liberi di scegliere il bene per loro. Questo sarà possibile se a nostra volta avremo imparato ad ascoltare ciò che Dio vuole attraverso la Parola del Figlio, fidandoci di Lui.

  4. Scusa, non capisco, chi è che impone cosa?
    Non mi pare che Dio imponga niente a nessuno, almeno così credevo fino a ieri o almeno credevo di avere compiuto un libera scelta in Dio.
    D’altra parte lo scrivi pure tu: “Noi abbiamo l’obbligo di accompagnare i nostri figli perchè siano liberi di scegliere il bene per loro”, perchè se i nostri figli devono essere liberi di scegliere Dio dovrebbe imporre qualcosa?

  5. Le Tavole della Legge, date a Mosè sul monte Sinai, contengono la legge che Dio impone al suo popolo per entrare nella terra promessa e rimanervi (metaforicamente: essere reintegrati nella condizione originaria di famigliarità con Lui, interrotta con il pecato).
    Il popolo quella legge doveva accettarla per la fede in Chi si era preso cura di lui, liberandolo dalla schiavitù e accompagnandolo con amore nell’attraversamento del deserto).
    Gesù è venuto a mostrare lo spirito della legge e a condensare in un unico precetto i 10 comandamenti. “Amatevi come io vi ho amato”.
    In una famiglia non c’è bisogno di imporre niente, quando a guidarci è l’amore. I genitori amano i figli e provvedono a loro perchè li amano e vogliono il loro bene. I figli impareranno ad amare nella misura in cui noi saremo stati maestri coerenti e credibili.
    Gesù, attraverso il dono totale di sè non ci ha imposto niente, ma ci ha mostrato il vero volto dell’amore.

  6. Dunque, ricapitoliamo.

    Tu scrivi che bisogna fidarsi della parola senza farne esperienza necessariamente.
    Il bambino si è tirato la tenda in testa perchè non ha posto fede nelle parole della madre o di chi lo aveva avvisato di non appendersi alle tende.
    Io ti scrivo che, come nella vita, se l’uomo non avesse fatto esperienza di Dio attraverso Cristo, non avrebbe compreso il senso della sua fede. Dunque anche il bambino ha bisogno delle esperienze perchè altrimenti la sua scelta, basata solo su divieti e esperienza altrui, non sarebbe coerente.

    Tu ribatti e scrivi le stesse cose che ho scritto io… 🙂

    Lasciate che ai bambini cadano le tende in testa, di sicuro non si arrampicherà più su di esse e non si farà male. Basterà che quando sta per arrampicarsi gli stiamo vicini e se la tenda sta per cadere si faccia in modo che il colpo non sia mortale.

    Questo fa Dio con noi, ci lascia liberi di sperimentare e ci sta costantemente vicini per evitare che possiamo dannarci per l’eternità e mai si permetterà di imporci delle direttive perchè non lo farebbe per il nostro bene ma per il suo.

  7. secondo me il paragone non è da farsi tra Dio e chi impone ma tra noi ed i bambini.
    Ossia anche se qualcuno ci da consigli e direttive, raramente ci fidiamo ciecamente e quindi cerchiamo l’esperienza sulla propria pelle.
    Dio ovviamente ci lascia liberi di fare le esperienze che vogliamo e per la sua scelta di amare l’uomo nella sua libertà non interviene nelle conseguenze negative nate da esse, anche se non smette mai di darci un’altra possibilità

    un caro saluto

  8. Ciò che facciamo coi bambini è spesso il riflesso dei nostri desideri.
    Se impongo è perchè anche lui deve (secondo il mio vissuto) come me obbedire.
    Se lo lascio libero è perchè anch’io voglio essere lasciato libero.
    Nè l’uno nè l’altro è un atteggiamento mentale buono perchè presuppone ME.
    Quando capiremo che il bambino è un essere umano col quale mi devo relazionare?!

    Si obbedisce solo ed esclusivamente per amore, punto e stop! Non ci sono metodi giusti o sbagliati ma solo un rapporto TU ed IO.
    Se i miei bambini (scolari e figli) mi hanno obbedito (bontà loro!), è stato solo perchè mi mettevo in discussione io stessa (cosa dura e dolorosa) e non quando applicavo teorie.
    Dio fa lo stesso: si mette in relazione con noi liberamente e col PIACERE di farlo!

    Adesso scendo dalla cattedra e vado a pranzo perchè ho una fame boia 😀

  9. Il paragone è tra i bambini e noi, quando non vogliamo credere se non dopo avere capito, noi quando cerchiamo Dio più con la testa che con il cuore.
    Grazie a tutti voi, amici, che passate su questo blog, arricchendolo con le vostre riflessioni.

  10. Si trattava di Giovanni? Ora cresciuto non si attacherà più alle tende!…
    Il mio Giacomo, quasi 4 anni, non lo fa più. Ora è la volta di Francesco, quasi un anno, quando entra in casa, tolgo le tendine, quelle a vetro, del tinello e con questo gesto, tolgo a lui il piacere di farlo! Ciao

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