Voi valete più di molti passeri

 

 

La Parola del giorno  mi riempie di gioia, mi rassicura, mi fa guardare a questa giornata con fiducia, con commozione, con l’animo aperto allo stupore per quello che anche oggi il Signore mi ha preparato.

I problemi da affrontare,  come affrontarli, la consapevolezza che non ho strumenti sufficienti, adeguati,  per risolverli,  non mi turba.

Penso a quando, al risveglio,  le preoccupazioni  mi schiacciavano, quando la disperazione mi chiudeva lo stomaco, quando sui diari scrivevo in modo ossessivo: “Dio dove sei?”

Lo pensavo lontano, assiso sul suo trono inaccessibile, nel cielo.

Chi ero io perchè si scomodasse e mi tendesse la mano?

Penso a quando  quel Dio, per tanti anni cercato nei libri, nelle dispute dotte, nella profondità dei cieli infiniti, l’ho trovato nel mio limite, finalmente accettato, nel mio consapevole bisogno d’aiuto.

Oggi   lo voglio pregare con il Salmo 121, affidando a Lui tutto quello che mi pesa, mi angoscia, mi distoglie dal vivere l’incanto di quest’ora mattutina, mentre il sole pian piano si alza nel cielo e inonda la casa di luce.

 

Alzo gli occhi verso i monti: da dove mi verrà l’aiuto?

Il mio aiuto viene dal Signore, che ha fatto cielo e terra.

Non lascerà

vacillare

il tuo piede,

non si

addormenterà

il tuo custode.

Non si

addormenterà,

non prenderà

sonno,

il custode

d’Israele.

Il Signore

è il tuo custode,

il Signore è come ombra che ti copre, e sta alla tua destra.

Di giorno non ti colpirà il sole, né la luna di notte.

Il Signore ti proteggerà da ogni male, egli proteggerà la tua vita.

Il Signore veglierà su di te, quando esci e quando entri,

da ora e per sempre. (Sal 121)

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Il Messia

Gv 1,40-43 Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. [41]Egli incontrò per primo suo  fratello Simone, e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia (che significa il  Cristo)» [42]e lo condusse da Gesù. Gesù, fissando lo sguardo su di lui,  disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol  dire Pietro)».43]Il giorno dopo Gesù aveva stabilito di partire per la Galilea; incontrò Filippo e gli disse:"Seguimi". [44]Filippo era di Betsàida, la città di Andrea e di Pietro. [45]Filippo incontrò Natanaèle e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti, Gesù, figlio di Giuseppe di Nazaret»

"Abbiamo trovato il Messia". Come spiegare il fatto che in così breve tempo i primi chiamati abbiano riconosciuto il Messia?
Anche le parole che hanno sentite da San Giovani l’Immergitore non sono sufficienti a spiegare il fenomeno.Me lo sono chiesta e ho cercato in altri passi del Vangelo la risposta

Mc 10,21 Gesù fissatolo lo amò
Gv 1,50 E Gesù: "Tu credi solo perché ho detto che ti ho visto
sotto
il fico?
Vedrai cose ben più grandi di questa.

Penso che per tutti si sia trattato di uno sguardo, di un sentirsi penetrati dai Suoi occhi, dalla mitezza e dalla forza di quella finestra aperta sul mondo, su ognuno di loro, guardati e amati, per la prima volta, in modo nuovo, unico e vero. 

L’aver finalmente trovato un amore più grande!

Buone vacanze del parroco

Con questa locandina,  distribuita in modo ordinato, sui banchi della chiesa del piccolo paese dove domenica alle 11,30 ci siamo recati per partecipare alla messa, il parroco augurava "Buone vacanze". 

Fulminante apoftegma scolare
Tema:Una gita

Svolgimento: “ Domenica siamo andati a lamadonna demonteberico a chiedere la grassia per miasorela che è maritada da cinque ani e no a gnanca tosatei. Siamo andati, poi siamo pregati, poi siamo mangiati, poi siamo vegnuti a casa. O che siamo pregati male, o che non si siamo capiti co la Madona, fatostà che èrimasta insinta l’altra sorela che non è gnanca maridata”.
Pietro,3 elem.Ca’ Tron di Roncade-VI
 

L’adolescenza è in grado di stupirci, di piacevolmente stupirci. Temi così nelle grandi città è difficile che se ne scrivano. Ma basta allontanarsi dalle metropoli per ritrovare bambini non ancora smagati. Bambini che vedono con i propri occhi, che ragionano con la propria testa, non avendo dato gli uni e l’altra in appalto alla televisione. E gli occhi, e la testa (e il cuore) di un bambino non sono quelli di un adulto, non devono esserlo.
In questo periodo, mentre ci prendiamo un tempo di riposo, salviamo la nostra vita spirituale, la famiglia e gli affetti più cari….Sarà pace nel cuore, nelle case e nell’ambito della vita ecclesiale e sociale. Non mettiamo in “ferie”le nostre convinzioni e la morale!
Buon riposo, ricco di Dio e di attenzione per i fratelli!

Il Parroco

Seguimi!

 (Mt 9,9-13)

In quel tempo, Gesù passando vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al
banco delle imposte e gli disse: "Seguimi". Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre Gesù sedeva a mensa in casa, sopraggiunsero molti pubblicani e
peccatori e si misero a tavola con lui e con i discepoli.
Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: "Perché il vostro
maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?".
Gesù li udì e disse: "Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma
i malati. Andate dunque e imparate che cosa significhi: Misericordia io
voglio e non sacrificio. Infatti non sono venuto a chiamare i giusti, ma
i peccatori".
 

Ieri mattina la Parola del Signore mi ha spiazzato, perchè mi ha indotto
a riflettere su cosa significhi seguire Gesù.
Gesù, passando, posa lo sguardo su Levi, pubblico peccatore, e gli dice:
"Seguimi!". 

Levi si lascia guardare, si lascia catturare dallo
sguardo di Gesù e, alzatosi, lo seguì.

Chissà dove pensava lo portasse!
Matteo, questo è il suo nuovo nome, ha constatato che per seguirlo,
non doveva cambiare casa o commensali: era sufficiente che lo invitasse
a casa sua,  per condividerlo con gli altri invitati.

Una moglie per il figlio

(Gen 23,1-4.10.19; 24,1-8.62-67)
Gli anni della vita di Sara furono centoventisette: questi furono gli anni della vita di Sara. Sara morì a Kiriat-Arba, cioè Ebron, nel paese di Canaan, e Abramo venne a fare il lamento per Sara e a piangerla.
Poi Abramo si staccò dal cadavere di lei e parlò agli Hittiti: "Io sono forestiero e di passaggio in mezzo a voi. Datemi la proprietà di un sepolcro in mezzo a voi, perché io possa portar via la salma e
seppellirla".
Dopo, Abramo seppellì Sara, sua moglie, nella caverna del campo di Macpela di fronte a Mamre, cioè Ebron, nel paese di Canaan.
Abramo era ormai vecchio, avanti negli anni, e il Signore lo aveva benedetto in ogni cosa.
Allora Abramo disse al suo servo, il più anziano della sua casa, che aveva potere su tutti i suoi beni: Metti la mano sotto la mia coscia e ti farò giurare per il Signore, Dio del cielo e Dio della terra, che non prenderai per mio figlio una moglie tra le figlie dei Cananei, in mezzo ai quali abito, ma che andrai al mio paese, nella mia patria, a scegliere una moglie per mio figlio Isacco".
Gli disse il servo: "Se la donna non mi vuol seguire in questo paese,dovrò forse ricondurre tuo figlio al paese da cui tu sei uscito?".Gli rispose Abramo: "Guardati dal ricondurre là mio figlio! Il Signore, Dio del cielo e Dio della terra, che mi ha tolto dalla casa di mio padre e dal mio paese natio, che mi ha parlato e mi ha giurato: Alla tua discendenza darò questo paese, egli stesso manderà il suo angelo davanti a te, perché tu possa prendere di là una moglie per il mio figlio. Se la donna non vorrà seguirti, allora sarai libero dal giuramento a me fatto; ma non devi ricondurre là il mio figlio". Il servo si mise in viaggio e andò nel Paese dei due fiumi. [Di là condusse Rebecca, figlia di Betuel parente di Abramo].
Un giorno Isacco rientrava dal pozzo di Lacai-Roi; abitava infatti nel territorio del Negheb. Egli uscì sul far della sera per svagarsi in campagna e, alzando gli occhi, vide venire i cammelli. Alzò gli occhi
anche Rebecca, vide Isacco e scese subito dal cammello. E disse al servo:"Chi è quell’uomo che viene attraverso la campagna incontro a noi?". Il servo rispose: "È il mio padrone". Allora essa prese il velo e si coprì.
Il servo raccontò ad Isacco tutte le cose che aveva fatto. Isacco introdusse Rebecca nella tenda che era stata di sua madre Sara; si prese in moglie Rebecca e l’amò. Isacco trovò conforto dopo la morte della madre.



La terra promessa ad Abramo e alla sua discendenza comincia con un piccolo pezzo di terra, a Canaan, chiesto agli Ittiti, per costruirvi un sepolcro, dove seppellire Sara. Abramo ne aveva fatta di stada da Ur, la terra dei due fiumi, la terra fertile, dove aveva lasciato tutte le sue sicurezze… per ottenere cosa? Un sepolcreto.
Si entra nel regno di Dio attraverso una morte, ma non ci si può fermare a piangere un passato che non ritorna. Bisogna guardare oltre e cercare in quel passato ciò che ci aiuta a dare vita ad una terra straniera, ad un luogo di lutto, di pianto e di morte.
Ed ecco la richiesta, apparentemente incomprensibile di Abramo al suo servo, perchè torni nel luogo da cui è partito, a prendere la donna con cui suo figlio, Isacco, dovrà rendere feconda la terra promessa.
Rebecca, la sposa, venuta da lontano, è quella con la quale Isacco avrebbe potuto dare vita a quel luogo, perchè anche lei, aveva imparato fin da piccola a mettere Dio al primo posto, dalla sua famiglia.
La condivisione di un valore così importante fa sì che un matrimonio sia benedetto da Dio e non rimanga sterile

Preghiera di coppia
Signore, tu ci scruti e ci conosci,
tu sai quando siamo fermi e quando ci alziamo.
Penetri da lontano i nostri pensieri,
ci scruti quando camminiamo e quando riposiamo.
Ti sono note tutte le nostre vie;
la nostra parola non è ancora sulla lingua
e tu, Signore, già la conosci tutta.
Alle spalle e di fronte ci circondi
e poni su di noi la tua mano.
Stupenda per noi la tua saggezza,
troppo alta, e noi non la comprendiamo.
Dove andare lontano dal tuo spirito,
dove fuggire dalla tua presenza?
Se saliamo in cielo, là tu sei,
se scendiamo negli inferi, eccoti.
Se prendiamo le ali dell’aurora
per abitare all’estremità del mare,
anche là ci guida la tua mano
e ci afferra la tua destra.
Se diciamo: "Almeno l’oscurità ci copra
e intorno a noi sia la notte";
nemmeno le tenebre per te sono oscure,
e la notte è chiara come il giorno;
per te le tenebre sono come luce.
Sei tu che hai creato le nostre viscere
e ci hai voluto insieme.
Ti lodiamo perché ci hai fatto come un prodigio;
sono stupende le tue opere,
tu ci conosci fino in fondo.
Non ti erano nascoste le nostre ossa
quando venivamo formati nel segreto,
intessuti nelle profondità della terra.
Ancora informi ci hanno visto i tuoi occhi
e tutto era scritto nel tuo libro;
i nostri giorni erano fissati,
quando ancora non ne esisteva uno.
Quanto profondi per noi i tuoi pensieri,
quanto grande il loro numero, o Dio;
se li contiamo sono più della sabbia,
se li crediamo finiti, con te sono ancora.
Scrutaci, Dio, e conosci il nostro cuore,
provaci e conosci i nostri pensieri:
vedi se percorriamo una via di menzogna
e guidaci sulla via della vita.( dal Salmo 139)

San Tommaso

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Signore ti lodo, ti ringrazio e ti benedico per gli uomini che hanno avuto bisogno di toccare, di vedere, di sentire, per accertarsi che sei fedele alle promesse e che non li avevi lasciati soli.

Grazie Signore per San Tommaso, per la sua incredulità, grazie per quei discepoli smarriti, impauriti a cui tu hai comunicato fiducia, certezza nella tua resurrsezione, mostrandoti  a loro.

Grazie Signore perchè la forza dell’evento ha cambiato, plasmato, trasformato i loro cuori, li ha resi sprezzanti del pericolo e coraggiosi nell’affrontare il martirio.

Grazie perchè quella testimonianza  ci aiuta ogni giorno a credere che non sei un fantasma, ma una persona viva e vera che continua a camminare con noi.

Preghiera nella prova

Signore mio Dio, non lasciarci soli a combattere una guerra così difficile.
 Aiutaci a confidare in te, ad affidare a te le persone che non riusciamo ad aiutare, quelle che non sono capaci di darci una mano.
 Aiutaci, Signore, ad amare questa nuova povertà, che ci fa sentire impotenti di fronte al male a alla sofferenza del mondo.
Con lo spirito e il cuore di figli, ti preghiamo, t’imploriamo, vieni in nostro soccorso. Il baratro è grande, è profondo, pieno di insidie, non sappiamo, Signore, come superare l’abisso.
Manda o Signore il tuo Spirito, getta una scala dal cielo, come la mandasti a Giacobbe, perchè possiamo afferrarla e salirvi, perchè possiamo prendere le distanze dalle cose e guardarle da un altro punto di vista, non secondo la nostra umanità, ma la tua misericordia.
Rendici capaci,Signore, di entrare nel tuo cuore e rimanervi , perchè possiamo con umiltà, con competenza, con amore e con passione, fedeli fino alla fine, occuparci del mondo che tu ci hai affidato e consegnartelo bello come lo hai, dalla notte dei tempi, pensato.