5 gennaio 2000

Dal diario di Antonietta


Il 5 gennaio era la data fatidica, per rimuovere il gesso che mi aveva imbalsamato 10 mesi prima.
Ma ad aspettarmi non c’erano ali che mi facessero librare in volo come una farfalla, finalmente libera dal bozzolo.
Il rumore della sega elettrica che si muoveva sul mio corpo imbalsamato non disturbava le mie orecchie, tutte protese a sentire il tonfo di ciò che era diventato ormai inutile sostegno.
Mi svegliai dal sogno quasi subito.
Perché non riuscivo a stare in piedi?

Questo mi portò la Befana con un giorno d’anticipo il 5 gennaio del ’77, proprio perché l’opulento e ricco Babbo Natale si era fatto beffe di me regalandomi, l’anno prima, una pelliccia che non feci in tempo ad indossare e che mai indossai, perchè da quel giorno mi misi a letto ad aspettare che il tempo passasse e l’incubo finisse.
.
Ne dovevo fare di strada per incontrare il dono giusto, fatto su misura per me,un altro 5 gennaio!
Dovevo mettermi in viaggio con i Magi e con loro accettare la fatica della ricerca, la stanchezza del cammino, il tempo dell’attesa.
Allora i re Magi, la stella cometa erano simboli, astratti e lontani, di una festa che non mi parlava di Dio
Ma proprio loro sono stati i simboli del presepe, che più mi hanno portato a riflettere.
Chi ero io, chi questi incomprensibili personaggi, che sembravano appartenere ad un altro copione, ad un’altra storia che non quella semplice di povera gente qualunque, artigiani, contadini, pastori, di un villaggio sperduto della Galilea di 2000 anni fa?

I re Magi sono stati i battistrada, con loro mi sono messa a seguire la stella, con loro mi sono fermata a chiedere dov’era il re dei Giudei, perché potessi adorarlo.
Poi il deserto, quel deserto che mi sono lasciata alle spalle, esteso a perdita d’occhio, la paura di smarrirmi tra le dune di quel mare di sabbia, fino a quando ho visto la stella fermarsi a indicarmi dov’era il Bambino…
Era il 5 gennaio del 2000
I lontani, i sapienti, i ricchi della terra, anche a loro, a me era, è dato vedere, sentire, adorare!
Il 5 gennaio del 2000, finalmente sono entrata dentro la grotta!
Erano secoli che camminavo, secoli, non il tempo che dista dal Natale alla Befana…
Mi sono fermata il 5,…il Signore ha avuto pietà… non mi ha fatto camminare ancora… un giorno prima sono arrivata, ma Lui era lì ad aspettarmi….Erano 2000 anni che mi aspettava…nella messa, la sera prima dell’Epifania…
La parola la stessa: ”Ti adoreranno, Signore, tutti i popoli della terra” s’incarnò nella mia vicenda personale e mi trovai, senza saperlo, mischiata ai pastori e ai re magi a contemplare il miracolo dell’amore di Dio.
E pensare che quegli strani personaggi, li solevano nascondere in un anfratto dell’ultimo monte e da lì si ricacciavano la notte della Befana.
La notte della Befana la ricordo come la più lunga, anche se noi non ci decidevamo mai a chiudere gli occhi, e spesso facevamo le finte perchè volevamo in anicipo i doni.
Tutto ciò che era stato nascosto quella notte veniva alla luce, i doni il Dono, i re, il Re.
Strane analogie che rivelano il significato arcano di questa magica notte in cui pastori e re s’inchinano davanti al Santo Bambino, perché Lui non fa distinzioni e non ha preferenze: per tutti c’è il dono infinito di un Dio fatto uomo, perché l’uomo divenga simile a Lui.

2 pensieri su “5 gennaio 2000

  1. Carissima, quando arriva la luce di Gesù non abbiamo più bisogno di favole e di fantasie..abbiamo tutto..La pagina bellissima del tuo diario lo spiega molto bene. Buona serata e un abbraccio! 🙂

  2. Ieri, anno 2000, come oggi, il miracolo è che il cuore dell'uomo cambi. Certo, anche quando si drizzano le gambe storte o si aprono gli occhi ai ciechi! Ma che cos'è un cieco che veda o uno storpio che cammini di fronte al cambiamento del cuore dell'uomo? Ecco la fede! Ecco la rinascita!
    Ecco che il cuore diventa più buono, più carico d'amore e di misericordia.
    Io Antonietta ti auguro un bene così, quest'oggi 2011!

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