A Elisabetta

Mi hai chiesto che ti scrivessi qualcosa, mentre mi preparavi ciò di cui avevo bisogno. Davanti al bancone ho fatto fatica anche a chiedertelo, interessata di più a cogliere i segni di una rinascita, dopo l’abbandono da parte della persona che amavi e con la quale avevi concepito un figlio, che all’estratto conto o al nuovo libretto di assegni.

Mi sono andata a sedere subito, perchè la fatica a stare in piedi è insostenibile. Non so cosa ti aspetti da me, cosa ti ha colpito per chiedermi parole nuove, diverse, parole di vita, visto il tempo brevissimo che abbiamo avuto per scambiarcele.

Alle tante, che potrei aggiungere, voglio che si sovrapponga l’immagine della gioia, della pace, della serenità che solo l’autore della vita può donare. Voglio ringraziare il Signore per te, che dici di non credere, ma che hai negli occhi stampata la nostalgia della prima carezza che il Signore ti ha fatto, quando ti ha dato la luce.

"Quando non abbiamo niente da portare, è allora che portiamo Cristo nella sua interezza"

Cattedra di Pietro

Signore, ti ringraziamo
di averci dato
un uomo e non un angelo
come pastore delle nostre anime.
Illuminalo con la tua luce
assistilo con la tua grazia,
sostienilo con la tua forza.
Fa’ che l’insuccesso non lo avvilisca
e il successo non lo renda superbo.
Rendici docili alla sua voce.
Fa’ che sia per noi amico,
maestro, medico, padre.
Dagli idee chiare, concrete, possibili;
a lui la forza per attuarle,
a noi la generosità nella collaborazione.
Fa’ che ci guidi con l’esempio, con l’amore,
con la parola, con le opere.
Fa’ che in lui vediamo, stimiamo e amiamo te.
Che non si perda nessuna
delle anime che gli hai affidate
Salvaci insieme a lui.

(Paolo VI)

 

Essere cattolico

Essere "cattolico" è amare la Patria senza lasciarsi superare da nessuno in questo amore. E allo stesso tempo, è fare proprie le nobili aspirazioni di ogni paese.

Quante glorie della Francia sono glorie mie! Egualmente, molti motivi d’orgoglio dei tedeschi, degli italiani, degli inglesi….,degli americani, degli asiatici e degli africani, sono, anch’essi, mio vanto.

-Cattolico! Cuore grande, spirito aperto.

(Josemarìa Escrivà )

S.Valentino

NON FIORI MA OPERE DI BENE

Oggi la festa di San Valentino è celebrata ovunque come Santo dell’Amore. L’invito e la forza dell’amore che è racchiuso nel messaggio di san Valentino deve essere considerato anche da altre angolazioni, oltre che dall’ormai esclusivo significato del rapporto tra uomo e donna. L’Amore è Dio stesso e caratterizza l’uomo, immagine di Dio. Nell’Amore risiede la solidarietà e la pace, l’unità della famiglia e dell’intera umanità.

11 febbraio: B.V. Maria di Lourdes

Quell’11 febbraio 1998, mentre, sovrappensiero, tornavo dall’ennesima terapia (questa volta alla spalla destra), un altro sovrappensiero mi piomba addosso, facendo volare in frantumi gli occhiali multifocali che indossavo.

 

Con gli occhiali quell’11 febbraio andarono in frantumi i miei sogni, le mie speranze, la mia forza di reagire, andarono in frantumi le certezze, quelle mie, quelle del dott. R., fu rimesso in discussione, per intero, il programma di rieducazione posturale, il mio rendimento sul lavoro, le mie relazioni, la mia identità, tutto.

( Da " Il gioco dell’oca", pag 83 e 88)

La scala

 

Alessia sta morendo. Ormai non c’è più nulla da fare.

A Natale si è scusata perchè non poteva farci gli auguri di persona, per via dell’influenza. "Appena passa verremo con i bambini  e faremo una bella tombolata", ci disse per telefono.

Il marito e la madre sono andati a comprarle i vestiti di una taglia più grande, perchè i medici hanno detto che si gonfierà, dopo.

Martina, la figlia di 13 anni, ha voluto sapere perchè sono stati via tanto tempo, la nonna e il padre.

Gliel’hanno detto. Si è accasciata sulla poltrona, con lo sguardo fisso nel vuoto.

Qualcuno le si è avvicinato e le ha chiesto se voleva parlarne. Ha scosso la testa, nascondendola nell’abbraccio muto e poderoso della persona amica,  fermando il tempo nel calore di quelle braccia.

La psicologa ha detto di non portare il piccolo Lorenzo a vedere la madre, perchè potrebbe rimanere traumatizzato per sempre, vedendola ridotta in quel modo.
Stiamo aspettando che ci dicano che è finita. I turni all’ospedale, il colloquio con i dottori, le analisi, le risposte, il suo viso spegnersi ogni giorno di più, la vita, man mano venir meno, le preghiere.
Chi dobbiamo pregare e cosa dobbiamo continuare a chiedere, quando la sentenza è irrevocabile e, a meno di miracolo, non c’è via d’uscita?
“Non posso pensare che Dio sia buono se toglie la mamma ai suoi due piccoli ”, mi ha detto la sua amica più cara. Perchè è diverso togliere ad una mamma un figlio, ad uno sposo la sposa?
Da cosa misuriamo la bontà di Dio?
Ho sempre pensato che il dolore è merce preziosa per Dio, da quando la morte prematura di mio fratello, l’apparente distrazione dell’Altissimo nel far nascere due bimbi malformati, sono stati il canale privilegiato per incontrarlo e riconoscerlo.
E’ da lì che sono partita, guardando non il mio dolore, ma quello degli altri, cercando di coglierne il senso, osservandone l’effetto su chi è vicino a chi soffre.
L’uscire fuori da me mi ha introdotto nell’amore di un Dio che non si diverte a far soffrire i suoi figli, ma vuole che entriamo nella dinamica di un amore più grande, essenziale, in cui sono conservati e custoditi i nostri piccoli e imperfetti amori, scintille della sua incommensurabile luce.
Siamo in attesa che il destino si compia, per Alessia.
La nostra preghiera non è più per lei.
Stiamo certi che c’è Chi veglia al suo capezzale e la sta guidando verso una strada di luce.
Il nostro pensiero va ai suoi piccoli, alla madre, al padre, allo sposo perchè vedano la scala che il Signore sta gettando dal cielo, come fu per Giacobbe, sulla quale angeli salivano e scendevano, nella notte più buia della sua vita.
Preghiamo perchè possiamo dire come lui:”Certo il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo!”