Voi chi dite che io sia?

Voi chi dite che io sia?

Ogni volta che mi si pone questa domanda mi chiedo se per davvero Gesù è il Signore della mia vita, il Messia , il Cristo che Dio ha mandato per mostrarci il Suo volto.

Anche se sembra scontato rispondere così per noi credenti, poi facciamo come Pietro, che alla prima verifica fa dietro front.

Diciamo che sì, Gesù è il figlio di Dio, che è venuto a salvarci, ma della salvezza abbiamo un’idea alquanto personale.

La salvezza, per noi, è sempre associata alla liberazione da ciò che ci opprime, uomini o eventi che ostacolano la nostra voglia di affermarci, di emergere, di bastare a noi stessi, di vivere la vita senza preoccupazioni di sorta.

Il Messia è colui che è venuto a salvarci dalla fame e dalla sete di giustizia, ma la giustizia la invochiamo sul comportamento degli altri, mentre per noi invochiamo la misericordia.

Il Messia è venuto a salvarci perché avessimo un lavoro garantito e sicuro, una casa, la prima e anche la seconda, se è possibile, indipendentemente da ciò che gli altri hanno, anzi a discapito, purché non lo sappiano e non diventi problema per noi.

Il Messia è venuto a salvarci dalle malattie, dalle persecuzioni, dalla morte nostra e dei nostri cari.

Se poi muoiono in 10.000 o 100.000 per un ciclone o un terremoto, ci limitiamo ad informarci come vanno gli aiuti e ci indignamo se la macchina internazionale si inceppa.

Dio è venuto a salvarci, perché possiamo fare discorsi pertinenti e convincenti su come dovrebbero andare le cose nella comunità internazionale, scandalizzandoci quando i governanti non si sparano per la polvere e non riescono a sedersi allo stesso tavolo delle trattative.

Chi dite voi che io sia?

A Giovanni, che si turba, quando vede scene di guerra o di grandi disastri, parlo di collaborazione, di solidarietà, per aiutare tanta povera gente.

Poiché le immagini che scorrono sul video sono sempre le stesse ed è sempre la stessa persona ad essere estratta dalle macerie, si convince che non è poi così grave la cosa e che le vittime di cui si parla sono pure invenzioni pubblicitarie.

Dio è venuto a salvarci dalla morte, facendoci l’anestesia al cervello e al cuore per quello che succede ai lontani e facendoci balenare la speranza che a noi non può succedere.

Il mondo è diviso in due parti: gli sfigati e gli altri.

Quando facciamo le preghiere ci sentiamo sempre un po’ sfigati, molto o troppo, a seconda dei casi.

Poi quando siamo buoni diciamo:”c’è di peggio, mi accontento”, ma è un modo di dire”effetto placebo”,che dura giusto il tempo per tornare sfigati, quando l’ennesimo cretino ci si ferma davanti, per far passare un pedone e ci fa perdere tempo, oppure ci viene l’influenza quando abbiamo programmato per il fine settimana una cena, una gita, o qualcos’altro.

Ma la meraviglia più grande è constatare che le cose succedono proprio quando tutto sembrava filare liscio come l’olio, figli sistemati, mutuo pagato, salute di ferro, pensione assicurata, tempo libero per fare tutto quello che avevi sognato da giovane e che ti è stato impedito dagli eventi.

Capita sempre quando pensi che il mondo ce l’hai in mano.

Voi chi dite che io sia?

E’allora che devi rispondere.

Quando ti muore un figlio, quando perdi il lavoro, quando una malattia seria ti giunge inaspettata, quando scopri il tradimento ripetuto negli anni del tuo coniuge.

Voi chi dite che io sia?

Se ci sono terremoti e tornadi non ci preoccupiamo più di tanto. Con un S.M.S. passa la paura e si mette la coscienza a posto.

Le preghiere sono loro, le vittime, se hanno fatto in tempo, che devono farle.

Noi ci pensiamo quando accendiamo la TV e forse in chiesa, la domenica, se qualcuno ha messo l’intenzione nella preghiera dei fedeli.

Voi chi dite che io sia?

«Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente», risponde Pietro, ma quando Gesù cominciò a dire apertamente ai suoi discepoli che doveva andare a Gerusalemme e soffrire molto..e venire ucciso e risuscitare il terzo giorno….” al suo successore, primo papa appena nominato, gli sale il sangue alla testa…a cui le ultime parole sembrano un optional.

“Vade retro Satana!” è la risposta di Gesù all’inevitabile indignazione del discepolo.

Addirittura!

Che male c’è a desiderare un salvatore siffatto, uno che ci liberi per sempre dai problemi, dai rimorsi, dai complessi di colpa, dal fare, dal pensare, dall’agire senza sporcarci e ferirci? Uno che con la bacchetta magica ci fa uscire dal bozzolo e ci fa spuntare le ali? Uno che ci toglie la fatica di crescere e di diventare grandi?

Non aveva detto che bisogna ridiventare bambini? Rinascere dall’alto?

Già dall’alto. A questo non pensiamo.

Perché ridiventare bambini ci piacerebbe, almeno per quelli che sono i vantaggi connessi: avere uno che sta sempre a nostro servizio e ci vuole bene a prescindere.

Certo, ma i nostri genitori sono diventati vecchi e siamo noi che dobbiamo pensare a loro, a meno che non siano già morti.

Forse sarebbe bene che il Messia ci liberasse da questa ennesima incombenza.

Liberaci dal male, diciamo nel Padre Nostro.

E il male sappiamo qual è o pretendiamo di saperlo: la fatica di occuparci degli altri o di difenderci dagli altri.

Voi chi dite che io sia?

Gesù, quante cose sbagliate abbiamo nella testa, quanti pregiudizi, quanta presunzione, quanta smemoratezza, quanta ingratitudine!

Liberaci dal male, Signore, dei nostri pensieri che non sono i tuoi pensieri, donaci, ogni volta che ce ne allontaniamo, d’incrociare il tuo sguardo e come Pietro versare lacrime amare che ci liberino davvero.

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Un pensiero su “Voi chi dite che io sia?

  1. NON CI INDURRE IN TENTAZIONE … se non per LIBERARCI DAL MALE.

    PROVACI SEMPRE PER QUANTA FORZA CI HAI DATO.
    RENDICI PARTECIPI NASCONDENDO QUELLO CHE ABBIAMO DI TE IN NOI.

    RIMETTICI IL MALE E I BENE PER POTER DISTINGUERE SE ABBIAMO FATTO BENE … FACENDO IL MALE E IL MALE … FACENDO IL BENE.

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