Capire

Marco 8,14-21 -In quel tempo, i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un pane solo. Allora Gesù li ammoniva dicendo: “Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!”.
E quelli dicevano fra loro: “Non abbiamo pane”. Ma Gesù, accortosi di questo, disse loro: “Perché discutete che non avete pane? Non intendete e non capite ancora? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?”. Gli dissero: “Dodici”. “E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?”. Gli dissero: “Sette”. E disse loro: “Non capite ancora?”.

Gesù ci invita ad aprire le orecchie e gli occhi alla fede in Dio che opera nella nostra storia, ieri, oggi, sempre.

Ma la fede è frutto di una memoria, di un ricordo, di qualcosa che ci ha visti spettatori e partecipi del miracolo della moltiplicazione dei pani, della vita che non viene meno anche dopo 40 giorni di diluvio o 40 anni di deserto.

C’è un Dio che mantiene viva la speranza, se mantieni aperte le orecchie alla sua Parola e gli occhi allo stupore di un ramoscello d’ulivo portato nel becco da una colomba o dell’acqua che sgorga improvvisa dalla roccia.

 Segni di una presenza che risplende nel naufragio delle nostre certezze, nella vanità dei nostri lieviti farisaici.

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5 pensieri su “Capire

  1. Il più grande miracolo è la conversione del cuore.
    Grazie Anto
    Buona giornata e un bacio.
    Dani

  2. Gesù Cristo è il pane eucaristico che ogni giorno rinnova il suo sacrificio sull’altare. Come possiamo dire che non abbiamo pane se abbiamo Lui? E’ una contraddizione in termini. Quando Lui ci dice, tramite Marco, non avete ancora capito? vuol farci comprendere che come nella moltiplicazione dei pani per la folla che lo seguiva così oggi Lui continua a moltiplicarsi sugli altari del mondo per la nostra salvezza.
    Se ti va vieni a trovarmi sul mio blog inteconfido.splinder.com
    Un saluto.
    Giò

  3. Ci ricordava don Paolo oggi: “e noi quali frutti porteremo al Padre? Quali frutti raccoglieremo durante la nostra vita, durante il nostro lavoro, tutti i giorni, da portare al prossimo?». Era riferito ad una lettura del Siracide e Gesù che secca il fico che non da frutti.

  4. E’ così, se riusciamo ad aprire le orecchie e gli occhi alla fede, allora Dio potrà cose meravigliose in noi e nella nostra vita.
    Un abbraccio 🙂

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