In cammino verso l'amore



"In cammino verso l’amore"

La comunità cristiana accoglie e accompagna i fidanzati alle Nozze"

Anche quest’anno la Consulta Regionale di Pastorale Familiare dell’Abruzzo e Molise

organizza il Convegno Regionale, giunto alla dodecisima edizione,

per operatori di pastorale familiare.


Tre giorni di studio, dal 27 al 30 Agosto 2009, presso l’Hotel Residence Club Primula di Pescasseroli.
Il tema scelto quest’anno è l’accoglienza e l’accompagnamento dei fidanzati durante il tempo del discernimento vocazionale (preparazione prossima) e la preparazione immediata al matrimonio,insieme a tutte le questioni inerenti alla scelta sempre più diffusa della convivenza.

Durante il Convegno verrà presentata l’esperienza (quasi decennale) del Percorso "Lui e Lei, camminarti accanto".

Se Dio vuole ci saremo anche noi a rispondere alla chiamata.Vi porteremo tutti nel cuore, carissimi amici.A presto


Verità e libertà

Matteo 23,23-26 -In quel tempo, Gesù parlò dicendo:

«Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pagate la decima sulla menta, sull’anéto e sul cumìno, e trasgredite le prescrizioni più gravi della Legge: la giustizia, la misericordia e la fedeltà. Queste invece erano le cose da fare, senza tralasciare quelle. Guide cieche, che filtrate il moscerino e ingoiate il cammello!

Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma all’interno sono pieni di avidità e d’intemperanza. Fariseo cieco, pulisci prima l’interno del bicchiere, perché anche l’esterno diventi pulito!».Mai come oggi le persone cercano di curare l’immagine, ricorrendo alle più svariate e progredite tecniche che la scienza mette a disposizione.

Se prima un attento maquillage, un vestito, potevano soddisfare i palati più raffinati, ora il bisturi in modo irreversibile dà nuovi connotati alla persona.

L’uomo creato a immagine e somiglianza di Dio, ha perso di vista il modello e così decreta la sua condanna, creandosi idoli che la moda puntualmente demolisce, dopo averli innalzati sopra gli altari.

Gesù, mite e umile di cuore, non riesce a trattenere lo sdegno contro gli scribi e i farisei di tutti i tempi, gli ipocriti, che si preoccupano di apparire piuttosto che di essere.

Seguire Gesù è l’unica strada che ci permette di conoscere e vivere la verità che ci abita.

“Gesù allora disse a quei Giudei che avevano creduto in lui: «Se rimanete fedeli alla mia parola, sarete davvero miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi». (Gv 8, 31-32)

Eredità

Matteo 20,1-16 – In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.
Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”.
Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».

Il Vangelo di oggi ci scandalizzerebbe di meno, se pensassimo a come ci comportiamo nei riguardi dei nostri figli.

Infatti, qualunque sia la data di nascita, a tutti destiniamo la stessa quota di eredità e scandalizzebbe il contrario.

La data della nascita quindi non fa la differenza.

E perchè la dovrebbe fare la nascita nello Spirito, la “rinascita dall’alto” , c he avviene con il Battesimo, e ci rende figli di Dio, coeredi di Cristo, partecipi del suo patrimonio infinito di grazia e di amore?

Il volto di Gesù


In Sicilia, il monaco Epifanio un giorno scoprì in sé un dono del Signore: sapeva dipingere bellissime icone.
Voleva dipingerne una che fosse il suo capolavoro: voleva ritrarre il volto di Cristo. Ma dove trovare un modello adatto che esprimesse insieme sofferenza e gioia, morte e risurrezione, divinità e umanità?
Epifanio non si dette più pace: si mise in viaggio; percorse l’Europa scrutando ogni volto. Nulla. Il volto adatto per rappresentare Cristo non c’era.
Una sera si addormentò ripetendo le parole del salmo: "Il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto".
Fece un sogno: un angelo lo riportava dalle persone incontrate e gli indicava un particolare che rendeva quel volto simile a quello di Cristo: la gioia di una giovane sposa, l’innocenza di un bambino, la forza di un contadino, la sofferenza di un malato, la paura di un condannato, la bontà di una madre, lo sgomento di un orfano, la severità di un giudice, l’allegria di un giullare, la misericordia di un confessore, il volto bendato di un lebbroso. Epifanio tornò al suo convento e si mise al lavoro.
Dopo un anno l’icona di Cristo era pronta e la presentò all’Abate e ai confratelli, che rimasero attoniti e piombarono in ginocchio. Il volto di Cristo era meraviglioso, commovente, scrutava nell’intimo e interrogava.
Invano chiesero a Epifanio chi gli era servito da modello.

Non cercare il Cristo nel volto di un solo uomo, ma cerca in ogni uomo un frammento del volto di Cristo.


(Bruno Ferrero, A volte basta un raggio di sole)


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Protezione

Tonina è una vecchina arzilla, bisnonna di Giovanni, che di caratteristico ha la testa dura ed è innamorata di Gesù.
La incontriamo tutte le volte che Gianni e io decidiamo di sentire la messa nella Basilica della Madonna.
Ha gli occhi celesti, nonna Tonina, trasparenti come polle di acqua sorgiva, un sorriso dolcissimo, specie quando parla di Lui, Gesù, il suo amico fedele, il suo assistente di viaggio.
Quando al mattino sgattaiola dalla porta di casa, si accerta che nessuno della famiglia la veda e possa vietarle di raggiungere le sue mete abituali: la chiesa e il cimitero, dove riposa il suo amatissimo sposo,
A chi le chiede chi le dia tanto coraggio e tanta forza per affrontare le intemperie, la fatica della salita, per tornare alla sua casa arroccata sula collina, .risponde che lei, nonostante le ripetute cadute, ha Gesù che la potegge.
Tanto che si trova, sulla via del ritorno, compera qualcosa al mercato e si carica di buste per preparare qualcosa di buono a figli e nipoti.
Oggi è capitato di nuovo.
E’ caduta a terra di sasso, mentre faceva la fila alla posta per la pensione.
Ma lei ha Gesù che la protegge.
Infatti c’era sua figlia, presente lì per caso, che non ha cellulare, nè ricorda i numeri dei cellulari di nessuno della famiglia.
A fare la fila però c’era anche Rossano, un carissimo amico, che abita in un quartiere fuori città, che oggi aveva deciso di servirsi di quell’Ufficio Postale, perchè gli sta simpatico il direttore.
Quando è successo, ha telefonato al papà di Giovanni( i figli sono compagni di giochi), ha chiamato l’ambulanza, che ha seguito fino al Pronto Soccorso, con la  figlia.
Issata sul sedile di dietro, senza casco, la nonna di Giovanni un’ebbrezza simile doveva ancora provarla.
Da poco nonna Tonina, dopo gli accertamenti del caso, è tornata a casa, sempre più convinta che c’è Gesù che la protegge.
Se fosse capitato ieri chissà di quale angelo il Signore si sarebbe servito, visto che i figli e nipoti erano andati a fare una gita in montagna?

La nostra festa

Luca 1,39-56 – In quei giorni Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.

Oggi è la nostra pasqua, festa di resurrezione, festa di vita.
Maria, la madre, la donna, la sposa di Cristo ci ha preceduto in cielo e intercede per noi.
Ti lodiamo e ti benediciamo Signore, perchè le tue parole sono piene di speranza, perchè ad ogni uomo hai dato un destino di gloria.
Grazie Signore perchè il Magnificat è la più grande celebrazione della tua vittoria sul male che oggi attanaglia il mondo.
Noi ti lodiamo e ti benediciamo Padre e, come Davide, vogliamo liberi danzare davanti all’arca della Nuova ed Eterna Alleanza, come Maria vogliamo accoglierti nel nostro seno ed elevare a te canti di giubilo.
Nel deserto ci parlerai d’amore e attrezzarai le nostre mani alla battaglia.
Con Maria affronteremo il nemico, guidati dalla tua mano potente, perchè tutti i popoli ti riconoscano unico e insostituibile Signore della storia, Signore della vita.

La meraviglia dell'inizio


Matteo 19,3-12 -In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?».
Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: “Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne”? Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
Gli domandarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e di ripudiarla?».
Rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all’inizio però non fu così. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un’altra, commette adulterio».
Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi».
Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».

«Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi».
Così commentano i discepoli le parole di Gesù sull'indissolubilità del matrimonio.
Oggi non abbiamo fatto passi avanti in tal senso, perchè tanto i matrimoni non durano e vorremmo tornare indietro, quando era possibile ripudiare la propria moglie, come ai tempi di Mosè.
Con la variante che anche le donne possano fare lo stesso, altrimenti la lotta per la parificazione dei sessi sarebbe stata vana.
Il progresso da un lato ci porta avanti e dall'altro ci fa indietreggiare nello sconfinato deserto che ci separa dalla terra promessa.
Nel deserto si consumarono i tradimenti ripetuti del popolo d'Israele al Dio Creatore e Signore di tutte le cose, al Padre eterno e misericordioso, lento all'ira e ricco di grazia, allo Sposo tenerissimo e fedele verso la donna( il popolo) che si era scelto per farla sua sposa.
La capacità di amare chi non ti ama, chi ripetutamente ti tradisce, chi non ti ascolta e ti chiude la bocca condannandoti a morte è virtù divina.
L'uomo da solo non ce l'avrebbe mai fatta ad amare a prescindere, ad amare come Dio ci ha amato.
Gesù il Figlio,oltre a mostrarci il vero volto del Padre, ci ha lasciato un dono speciale: lo SPIRITO SANTO, l'AMORE fatto persona.
Attraverso i Sacramenti, sperimentiamo da un lato il perdono e la misericordia di Dio e dall'altro la grazia per agire di conseguenza.
Creati per amore, siamo chiamati all'amore.
Quale migliore occasione per fare esperienza di amore donato, quando decidiamo di unirci nel sacro vincolo del matrimonio ad una persona per tutta la vita?
Molti sposi cristiani ignorano che il dono più grande che viene loro fatto, quando si presentano davanti a Dio, il giorno delle nozze è il suo: la capacità di amare l'altro,con la GRAZIA DI CRISTO, nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia, per tutta la vita.
Tutto questo perchè  Dio ha affidato alla coppia il compito di narrare al mondo l'amore.
Quand'anche finissero tutte le ostie e non ci foossero più sacerdoti a consacrarle, basterebbe una coppia che si ama nel Signore per renderLo visibile a chi ancora vaga nel deserto alla ricerca della terra promessa.
Dio è il progettista della straordinaria macchina umana.
Sa di cosa abbiamo bisogno per durare in eterno.
Ascoltiamolo, perchè ci conviene.