Umiltà

Luca 14,1.7-11 -Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano a osservarlo.
Diceva agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cédigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».

Oggi il Vangelo ci fa riflettere sull’umiltà che spesso pensiamo si esaurisca nel riconoscerci piccoli, limitati, inadeguati, di fronte a Dio.
Non ci vuole molto ad ammettere che Dio è più grande, più bravo , più buono, più capace di noi.
Il difficile viene quando dobbiamo riconoscere gli altri migliori di noi.

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Accompagnamento

Finalmente è arrivato il certificato ufficiale dell’invalidità civile e del mio bisogno di accompagnamento.

Non c’è scritto però che io non possa o non debba provvedere agli altri.
Per cui la mia vita scorre su un binario parallelo, dove “Tutto posso in colui che mi dà la forza”(Fil 4,13 ).
Non è una strada facile e spesso mi sembra di soccombere.
Per questo approfitto di ogni momento di defaillance per chiedere consiglio all’Accompagnatore.
Che il mondo, lo stato laico, la società civile stia imparando a rilasciare certificati evangelici?


Previsioni

Luca 12,54-59 -In quel tempo, Gesù diceva alle folle:
«Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?
Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo».

Non ci vuole molto a capire che le cose così come ce le raccontano o come appaiono non vanno.
Il problema è che di fronte al male, alla sofferenza del mondo non sappiamo cosa fare, come agire.
Capita che ci si spenda anima e corpo per annunciare il vangelo, per incarnarlo nella propria vita e accorgersi che ci si è affaticati invano.
Viene voglia di fare marcia indietro, di rinchiudersi nel proprio appartamento e aspettare tempi migliori.
Chiediamo al Signore di non mollare mai la presa della sua mano, imploriamo il suo aiuto, quando sentiamo che tutto crolla e pensiamo che il piccolo resto è troppo piccolo per cambiare le cose.
Invochiamo il Suo nome santo su tutta la Chiesa, chiediamogli di vivere con più consapevolezza la nostra vocazione, nella comunione dei santi.
Con le mani protese al cielo offriamogli i nostri cuori , mostriamogli le nostre ferite e con Lui attendiamo con fiducia il compimento della promessa.

Il Fuoco

Luca 12,49-53 -In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!
Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

Le parole di Gesù sembrano contraddire il messaggio degli angeli che accompagnò la sua nascita"Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà", come anche le parole che , risorto, rivolse agli Undici riuniiti. (Pace a voi!).
Che la pace è cosa divina ce ne siamo accorti, perchè su questa terra facciamo fatica a trovarla.
Ma che ci sia un prezzo così alto da pagare, questo non vogliamo accettarlo.
Fino a quando pensiamo che la pace si costruisca con gli striscioni e i cortei che non ci scomodano( se non per un tempo limitato) dalle nostre occupazioni e preoccupazioni, avremo possibilità minime di cambiare le cose.
Se ci lasceremo incendiare dal fuoco dell’amore di Dio, di cui Gesù si è fatto braciere e tizzone ardente, non indietreggeremo di fronte alla necessità di scegliere tra bene el male, tra chi lo rifiuta e chi lo accoglie.
Concittadini dei santi e famigliari di Dio, come dice San Paolo, avremo l’armatura giusta per bruciare le scorie del peccato e convertire chi non ancora conosce il fuoco divorante dell’amore del Padre.

 

Guai

Guai a te! ho detto a Giovanni, mentre lo vedevo avventurarsi sui gradini della scala, inavvertitamente lasciata vicina al  basso muro del terrazzo.
Nella foga, ieri, di sottrarre alla furia degli elementi le nostre cose, ce n’eravamo dimenticati.
Guai a te se non scendi! ho urlato più forte, visto che non mi stava a sentire.
Guai a te se ci provi di nuovo! gli ho ripetuto con aria minacciosa , dopo che ero riuscita per puro miracolo ad afferrarlo, prima che si sfracellasse, cadendo di sotto.
Mi sono calmata solo quando l’ho stretto tra le mie braccia, ringraziando il Signore perchè, attraverso i piccoli che mi ha affidato, mi fa capire il vangelo, che in questi ultimi giorni non è tenero per niente per chi disubbidisce.

I guai sono quelli che ci vengono dal voler fare di testa nostra, dal rifiuto ad ascoltare chi ci vuole bene.
Dio non c’entra con tutti i guai che ci portano alla morte.

Il grembo

Luca 11,27-28 – In quel tempo, mentre Gesù parlava, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!».

Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».


«Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!».

Bisogna rinascere dall’alto, rientrare nell’utero di chi ci ha generato e, come accade per i bambini, imparare a riconoscere la voce di chi ci ama, prima di venire alla luce.

Il grembo al quale saldamente rimanere ancorati, anche quando le voci del mondo ci prospettano altre beatitudini.

Abbà, Padre.

Luca 11,5-13 -In quel tempo, Gesù disse ai discepoli:
«Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono.
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto.
Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

"Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto." Dice Gesù.
Non sembra però che Dio ci esaudisca sempre.
Del resto un genitore responsabile non dà ai figli tutto quello che chiedono, ma cerca di educare la volontà anche attraverso "no" dolorosi, ma necessari.
Gesù, per evitare che ci confondiamo le idee, ci ha suggerito cosa chiedere, attraverso le parole del Padre nostro.
Nella consapevolezza che chi ci ascolta non è un padre qualsiasi, ma "il papà di tutti i papà", come lo chiama Giovanni, il libro di carne che il Signore mi ha mandato a domicilio, affidiamoci completamente alla Sua volontà, che è volontà di bene per tutti i suoi figli.