Attesa

Dio, hai scelto di farti attendere

Per tutto il tempo di un Avvento.

Io non amo attendere.

Non amo attendere nelle file.

Non amo attendere il mio turno.

Non amo attendere il treno.

Non amo attendere prima di giudicare.

Non amo attendere il momento opportuno.

Non amo attendere un giorno ancora.

Non amo attendere perché non ho tempo

E non vivo che nell’istante.

Ma tu, Dio hai scelto di farti attendere

Per tutto il tempo di un Avvento.

Perché tu hai fatto dell’attesa

lo spazio della conversione,

il faccia a faccia con ciò che è nascosto.

Solo l’attesa desta l’attenzione

             E solo l’attenzione è capace di amare


Jean Debruynne

Annunci

Vegliate e pregate

L’anno liturgico si è chiuso con un invito di Gesù a vegliare, e si apre con lo stesso invito.
Il cristiano è chiamato a stare sveglio sempre, per sentire il Signore che viene, lo Sposo per la sua sposa.
Nel buio più che di occhi, abbiamo bisogno di orecchi, per orientarci e andargli incontro.
E’ tempo di ascolto, quello dell’avvento.
Il tempo in cui risuonano le parole dei profeti che hanno annunciato l’arrivo del Messia.
Ma è anche il tempo della riflessione su quanto Gesù ci ha lasciato, che abilita i nostri occhi a vedere anche nel buio.
E’ tempo di attesa e tempo d’incontro, quello che oggi s’inaugura, il tempo in cui il "già" ci fa pregustare il… "non ancora"che attendiamo con la gioia nel cuore.

A Maria, madre dell'attesa



Battista da Vicenza, Madonna dell’Attesa – Basilica di Monte Berico (Vicenza).

O Madre, Tu conosci la trepidazione
e la bellezza dell’attesa.
Tu hai atteso la nascita del Figlio di Dio che ha scelto te come culla del Mistero.
Tu hai sentito il battito del Suo Cuore
umano e divino
e hai atteso la gioia
di vedere il Suo Volto.
Tu hai atteso l’ora decisiva di Gesù
e l’hai visto allontanarsi da casa
per dare una Casa a tutta l’umanità.
Tu hai atteso ogni giorno:
e puntualmente è giunto il giorno della Croce.
Tu hai continuato ad attendere
nel lungo e drammatico sabato santo
e hai visto la luce della Risurrezione.
Tu ora attendi per noi: Tu sei la Madre dell’attesa!
Metti olio nelle nostre povere lampade
e insegnaci ad attendere il ritorno di Gesù gioiosamente, fedelmente, tenacemente ogni giorno.

Maranà tha! Vieni, Signore Gesù!
La Chiesa ti invoca: Vieni, Signore Gesù!
Con Maria ti supplica: Vieni, Signore Gesù!

(A. Comastri)

Alzate il capo

Lc 20, 21-28 In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti.
Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».

Ai tempi di Gesù non esistevano nè televisione, nè giornali e quello che diceva lo si poteva solo immaginare.
Oggi basta premere un pulsante e l’apocalisse ci viene trasmessa in diretta. Come non tremare di fronte alle immagini che ogni giorno scorrono sotto i nostri occhi, di violenza, di odio,di devastazione, di morte?
Ora più che mai il Signore è vicino a chi lo invoca.

Salmo 33

 Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.

Io mi glorio nel Signore,
ascoltino gli umili e si rallegrino.
Celebrate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.

Ho cercato il Signore e mi ha risposto
e da ogni timore mi ha liberato.

Guardate a lui e sarete raggianti,
non saranno confusi i vostri volti.

Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo libera da tutte le sue angosce.
 L’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono e li salva.
 Gustate e vedete quanto è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia.

Temete il Signore, suoi santi,
nulla manca a coloro che lo temono.
 I ricchi impoveriscono e hanno fame,
ma chi cerca il Signore non manca di nulla.

Venite, figli, ascoltatemi;
v’insegnerò il timore del Signore.

C’è qualcuno che desidera la vita
e brama lunghi giorni per gustare il bene?
 Preserva la lingua dal male,
le labbra da parole bugiarde.
 Sta’ lontano dal male e fa’ il bene,
cerca la pace e perseguila.
 Gli occhi del Signore sui giusti,
i suoi orecchi al loro grido di aiuto.
 Il volto del Signore contro i malfattori,
per cancellarne dalla terra il ricordo.
 Gridano e il Signore li ascolta,
li salva da tutte le loro angosce.
 Il Signore è vicino a chi ha il cuore ferito,
egli salva gli spiriti affranti.

Molte sono le sventure del giusto,
ma lo libera da tutte il Signore.
 Preserva tutte le sue ossa,
neppure uno sarà spezzato.

La malizia uccide l’empio
e chi odia il giusto sarà punito.
 Il Signore riscatta la vita dei suoi servi,
chi in lui si rifugia non sarà condannato

Educare

Educare significa dare ai figli buoni ricordi, i quali, al momento opportuno, si accenderanno come lampade e illumineranno il loro cammino.
(Fëdor Dostoevskij)
Non soltanto il bambino viene alla luce attraverso suo padre e sua madre,
ma anche i genitori attraverso il loro bambino.
(Gertrud Von Le Fort)
Non arrogatevi il diritto di prendere decisioni al posto dei vostri figli, ma aiutateli a capire i loro bisogni, e non si spaventino se ciò che amano richiede fatica e fa qualche volta soffrire: è più insopportabile una vita vissuta per niente.
(S. Ambrogio, IV sec.)

Quando dei genitori decidono di mettere al mondo un figlio non gli domandano il permesso, ma gli “impongono” la vita.
Consciamente o inconsciamente i figli, nella loro esistenza, domanderanno il perché di questa scelta.
L’educazione è l’impresa, che dura tutta la vita, di rispondere a questa domanda dei figli.
L’educazione è una grande responsabilità; come dice lo stesso termine è un “dare risposta”, un rendere ragione del dono della vita.
Quale è il volto del nostro destino? Siamo qui per caso, viviamo per caso e quindi moriamo come se non fossimo mai esistiti oppure siamo in ogni momento portati nelle braccia di un Amore, di una Persona che ci ama?
Educare significa introdurre la persona umana nell’incontro con il suo destino, accompagnarla nello scoprire il senso della sua vita.

Tratto da "Trasmissione della Fede ai figli "(don Cristiano Marcucci)

La finestra



A proposito del ritiro sulla " Trasmissione della fede in famiglia" a cui abbiamo partecipato di recente, chi ci ha introdotto ai lavori è stato Giovanni.
Dopo essersi accertato, appena arrivato, che in camera non c’era la TV, ha guardato in alto e ha visto una finestra.
"Poco importa "ha esclamato. "Questa notte scruterò il cielo per vedere la stella cometa".
Lo schermo giusto attraverso il quale cercare la luce che porta alla grotta.


Niente di nuovo sotto il sole

1Mac 1,10-15.41-43.54-57.In quei giorni, uscì una radice perversa, Antioco Epìfane, figlio del re Antioco, che era stato ostaggio a Roma, e cominciò a regnare nell’anno centotrentasette del regno dei Greci.
In quei giorni uscirono da Israele uomini scellerati, che persuasero molti dicendo: «Andiamo e facciamo alleanza con le nazioni che ci stanno attorno, perché, da quando ci siamo separati da loro, ci sono capitati molti mali». Parve buono ai loro occhi questo ragionamento. Quindi alcuni del popolo presero l’iniziativa e andarono dal re, che diede loro facoltà d’introdurre le istituzioni delle nazioni. Costruirono un ginnasio a Gerusalemme secondo le usanze delle nazioni, cancellarono i segni della circoncisione e si allontanarono dalla santa alleanza. Si unirono alle nazioni e si vendettero per fare il male.
Poi il re prescrisse in tutto il suo regno che tutti formassero un solo popolo e ciascuno abbandonasse le proprie usanze. Tutti i popoli si adeguarono agli ordini del re. Anche molti Israeliti accettarono il suo culto, sacrificarono agli idoli e profanarono il sabato.
Nell’anno centoquarantacinque, il quindici di Chisleu, il re innalzò sull’altare un abominio di devastazione. Anche nelle vicine città di Giuda eressero altari e bruciarono incenso sulle porte delle case e nelle piazze. Stracciavano i libri della legge che riuscivano a trovare e li gettavano nel fuoco. Se presso qualcuno veniva trovato il libro dell’alleanza e se qualcuno obbediva alla legge, la sentenza del re lo condannava a morte.