Pietre

Gv 8,1-11

In quel tempo, Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro.

Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo.

Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani.

Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».


La parola del Signore è venuta a confermarmi quanto ieri ho sperimentato sul perbenismo, fariseismo che alberga ancora dentro di noi, senza che ce ne rendiamo conto.

Saremo giudicati sull’amore e non sulla quantità di messe e di rosari e di servizi prestati alla chiesa.

Il Vangelo di oggi mi è stato anticipato da un incontro , “non incontro”, che non dimenticherò facilmente, visto che alla persona che mi offriva la sua povera merce ho risposto di no, senza alzare lo sguardo dal foglio su cui stavo annotando le mie meditazioni sulla Parola di Dio.

Ero in macchina sabato, ad aspettare che mio marito finisse di fare la fila, pagasse e caricasse sulla macchina la spesa fatta al supermercato, dove non ci eravamo fatti mancare niente, persino i semi di fiori estivi per un improbabile prato da reperire non si sa dove.

Ma si sa che quando entri in questi posti, sembra che tutto ti debba servire.

No, non ho bisogno, non voglio niente”, ho risposto a quella che mi era sembrata una nuova, a giudicare dall’ombra e dalla voce.

I “ vù cumprà?”sono di pertinenza di mio marito, per cui, se dico no, non mi sento per niente colpevole.

Neanche per un caffè?“ ha osato insistere la poverina.

Non mi serve niente”, ho risposto di nuovo a chi mi chiedeva, senza guardarla negli occhi.

Ce l’aveva detto domenica scorsa padre Giunti, nell Convegno Catechistico Diocesano, che siamo ormai una minoranza, i credenti praticanti convinti, un 15%, e ci dobbiamo attrezzare a sconfiggere la cultura di morte dominante.

A cominciare dallo sguardo.

Quando dite di no ad un povero, guardatelo negli occhi” ha sottolineato con forza, tanto che gli avevamo battuto le mani.

Ho pensato che io non avevo bisogno che qualcuno me lo ricordasse, perchè dell’incrocio degli sguardi avevo fatto il cavallo di battaglia delle mie catechesi ai fidanzati, alle coppie che chiedono il Battesimo per i propri figli, al Gruppo, alla radio, sul Web.

Non è bene che l’uomo sia solo, voglio fargli uno che gli stia di fronte, (incroci il suo sguardo e vi si specchi)” è scritto nella Genesi.

Fissatolo, lo amò”, c’è scritto a proposito dell’incontro di Gesù con il giovane ricco.

Quante cose sapevo sullo sguardo di Dio, uno sguardo proiettato lontano verso noi incoscienti e ribelli, pecore senza pastore, con lo sguardo perso nel vuoto delle carrube…il cibo per i maiali.

Era proprio necessario che ci fosse qualcuno che mi venisse a tirare le orecchie, che mi svegliasse dal sonno, dall’incapacità di comunicare l’amore attraverso la lingua universale del cuore.

La piccola ombra era la stessa persona che la sera prima, insieme al marito, avevamo incontrato per prepararli all’incontro con l’Amore di Dio, mediante il Battesimo della piccola Eunice, che oggi lo riceverà nella nostra comunità parrocchiale.

Li avevamo ricevuti con un certo imbarazzo, perchè non conoscono la lingua ed è stato un problema comunicare con loro.

Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra ……”è scritto.

Oggi solo ho capito che  Gesù, scrivendo quei nomi, non voleva salvare solo l’adultera, ma tutti quelli che si sarebbero astenuti dal lanciare le pietre, consapevoli del proprio peccato.

Salmo 80

Un linguaggio mai inteso io sento:
«Ho liberato dal peso la sua spalla,
le sue mani hanno deposto la cesta.
Hai gridato a me nell’angoscia
e io ti ho liberato.

Io sono il Signore, tuo Dio: ascolta la mia voce.


Nascosto nei tuoni ti ho dato risposta,
ti ho messo alla prova alle acque di Merìba.
Ascolta, popolo mio:
contro di te voglio testimoniare.
Israele, se tu mi ascoltassi!

Io sono il Signore, tuo Dio: ascolta la mia voce.


Non ci sia in mezzo a te un dio estraneo
e non prostrarti a un dio straniero.
Sono io il Signore, tuo Dio,
che ti ha fatto salire dal paese d’Egitto.

Io sono il Signore, tuo Dio: ascolta la mia voce.


Se il mio popolo mi ascoltasse!
Se Israele camminasse per le mie vie!
Lo nutrirei con fiore di frumento,
lo sazierei con miele dalla roccia».

Io sono il Signore, tuo Dio: ascolta la mia voce.