Se guardo il cielo opera delle tue dita…..

O Signore, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!

Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissato,
che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi,
il figlio dell’uomo, perché te ne curi?

O Signore, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!

Davvero l’hai fatto poco meno di un dio,
di gloria e di onore lo hai coronato.
Gli hai dato potere sulle opere delle tue mani,
tutto hai posto sotto i suoi piedi.

O Signore, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!

Tutte le greggi e gli armenti
e anche le bestie della campagna,
gli uccelli del cielo e i pesci del mare,
ogni essere che percorre le vie dei mari.

O Signore, quanto è mirabile il tuo nome su tutta la terra!

(Salmo 8)

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Nelle tue mani è la mia vita

Salmo 15

Proteggimi, o Dio: in te mi rifugio.
Ho detto al Signore: «Il mio Signore sei tu».
Il Signore è mia parte di eredità e mio calice:
nelle tue mani è la mia vita.

 


 

Benedico il Signore che mi ha dato consiglio;
anche di notte il mio animo mi istruisce.
Io pongo sempre davanti a me il Signore,
sta alla mia destra, non potrò vacillare.

Per questo gioisce il mio cuore
ed esulta la mia anima;
anche il mio corpo riposa al sicuro,
perché non abbandonerai la mia vita negli inferi,
né lascerai che il tuo fedele veda la fossa.

Mi indicherai il sentiero della vita,
gioia piena alla tua presenza,
dolcezza senza fine alla tua destra.

Lo shampoo

Oggi abbiamo portato Emanuele alla Messa con noi.
C'erano due battesimi.
Mi sono messa d'impegno a spiegargli il significato di quello che stava accadendo, mentre il sacerdote versava l'acqua sulla testa dei piccoli .
A Giovanni, quando è ritornato a casa, così l'ha spiegata.
"In chiesa c'erano due bambini a cui il prete ha fatto lo shampoo".

Meno male che non siamo noi che convertiamo, ma il Signore.
Altrimenti sarebbe da pazzi .

Il Consolatore 2


Lc 24,46-53
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. Ed ecco, io mando su di voi colui che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».
Poi li condusse fuori verso Betània e, alzate le mani, li benedisse. Mentre li benediceva, si staccò da loro e veniva portato su, in cielo. Ed essi si prostrarono davanti a lui; poi tornarono a Gerusalemme con grande gioia e stavano sempre nel tempio lodando Dio.

Questa mattina il cielo era nuvoloso e non era bello a guardarsi. Eppure è il giorno in cui si celebra l'ascesa di Gesù al cielo. Qualcosa avrei voluto vedere di quella luce che inevitabilmente si sprigiona da lui.
Mi sono affacciata alla finestra. Era presto.
L'atmosfera immobile del mattino, la luce opaca filtrata dalle nubi spesse, le finestre chiuse delle case vicine, il freddo e l'umidità dell'ora mi hanno fatto rientrare.
Ho pensato che non era un caso che l'antifona d'ingresso della messa di oggi ci invita a distogliere lo sguardo dal cielo e il Vangelo ci indichi la via della testimonianza.
Ho ripensato a domenica scorsa, festa della mamma, a quanto mi mancavano le attenzioni di mia madre che non c'è più, di mio marito che  per quel giorno soleva farmi regali costosi al posto di mio figlio, di mio figlio che , sposandosi, aveva dovuto scegliere una mamma da festeggiare con i suoi figli, che, guarda caso, non ero io.
Era giusto che fosse così, ma io mi sentivo sola, tanto sola.
Il post di domenica scorsa parla proprio di questo e dell'attesa di un abbraccio, di quell'abbraccio che Gesù ci ha promesso, salendo in cielo.
Mi sono guardata attorno.
Sul comò della sala un vaso con un fiore. Un fiore di palloncini colorati. Me l'avevano portato la sera di domenica i bambini entusiasti, perchè insieme alla mamma e al papà avevano partecipato alla creazione del regalo per le nonne.
"Visto che i soldi non ci sono, e i fiori costano, ci siamo impegnati a cercare qualcosa di altenativo."
Prima che si sgonfiasse ho voluto fotografarla questa opera d'arte del Consolatore.
Già, perchè per fare quel fiore si è messa in moto una famiglia intera.
Grazie Signore, per quell'abbraccio che non mi neghi mai, quando ti cerco nella Parola che illumina la mia notte.

Il Consolatore



Oggi, festa della mamma, non c’è nessuno a cui poter fare festa, perchè la mia mamma è lassù, in cielo a fare la maestra agli angioletti, come ho detto a Giovanni, quando ci ha lasciato, e ora anche ad Emanuele, che non l’ha conosciuta.
Il 9 maggio era anche il suo compleanno e facevamo a gara noi figli per vederla felice.
Ho pensato sempre che le feste più belle sono quelle che fai agli altri e oggi mi trovo senza lavoro.
Non posso andare neanche a trovarla al cimitero per deporre sulla sua tomba un fiore, certa che l’avrebbe gradito.
Quando i suoi alunni glieli portavano, dopo che era andata in pensione,  le si illuminava il viso più di quanto potesse un nostro regalo utile pensato e costoso.
Oggi penso a quando dipendo dagli altri, all’impossibilità di muovermi autonomamente, a quanta fatica comporta anche cucinare qualcosa  per me.
Per una strana coincidenza le persone a me più vicine e più care, marito e figlio sono lontane.
Il Signore mi chiede un altro sì, più doloroso, che è quello di trovare un senso a questa solitudine che mi sta schiacciando.
Gesù oggi ci promette un Consolatore.
Ricordo la risposta che detti a Giovanni quando mi chiese chi era lo Spirito Santo.
"Uno che ti abbraccia" risposi
Sono qui che aspetto per rispondere a quell’ abbraccio

Inviati ad amare


Questa è’ la preghiera di coppia , nata dal seno dei laboratori della  XIII SETTIMANA DI STUDI sulla spiritualità coniugale e famigliare, tenutosi a  Nocera Umbra (località Fonte Angelica),dal 28 aprile al 2 maggio 2010, a cui abbiamo partecipato.
E’ troppo bella per aspettare di leggerla negli atti.
Noi l’abbiamo fotografata e ve ne facciamo dono.