A Daniela

“La morte, Tua schiava, è alla mia porta.

Ha attraversato il mare sconosciuto

e ha recato alla mia casa il Tuo richiamo.

La notte è buia e il mio cuore è spaurito

eppure prenderò la lampada, aprirò le porte

e m’inchinerò dandole il benvenuto.

E’ il tuo messaggero che sta alla mia porta,

l’adorerò a mani giunte, e in lacrime.

L’adorerò ponendo ai suoi piedi

il tesoro del mio cuore.

Fatta la commissione, se ne ritornerà

lasciando un’ombra oscura sul mio mattino;

e nella mia casa desolata rimarrà

solo il mio corpo abbandonato

come mia ultima offerta a Te”

(Rabindranath Tagore)

Buone vacanze


Sono partiti per le vacanze. Da tempo aspettavo questo momento.
Ho paura di rimettere in ordine i giochi sparsi per terra e sulle poltrone. Anche il tavolo su cui lavoro è pieno di fogli e di colori, disegnati, scarabbocchiati, in attesa.
Ho paura che, cancellando le tracce del loro passaggio, il vuoto diventi incommensurabile e io sia incapace di gestirlo.
"Dio non mi basti", mi verrebbe da dire, perchè attraverso i suoi angeli mi invia messaggi di tenerezza.
E' quando rimani solo che ti accorgi di quanto siano importanti le persone, anche quelle per cui fatichi, che pretendono tanto, troppo da te, quelle che ti fanno arrabbiare, che non hanno pietà di te.
Ti accorgi di quanto hai bisogno di quella fatica per dare un senso alle tue giornate, di quei sì all'amore che ti uniscono a Dio, di quelle "adorabili canaglie" che ti fanno vivere nell'inferno per prepararti il paradiso.
Grazie Franco, grazie Monia perchè continuate ad affidarmi i vostri bambini.
Io non so se l'avrei fatto, visto come sono messa.
Voglio ringraziare il Signore perchè tutto questo è opera sua.

Bambini

Ieri Giovanni è andato in punizione ( pausa di riflessione, l'hanno chiamata i genitori), perchè ha detto la verità.
La cosa è andata così.
In visita dalla bisnonna Tonina, una vecchietta minuta, arzilla, ma piena di acciacchi le ha detto.
"Bisogna che ti procuri una baby-sitter fin quando muori".
Mi chiedo chi doveva fare una pausa di riflessione.

Con la bocca dei bimbi e dei lattanti
affermi la tua potenza contro i tuoi avversari,
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.
(Sal 8,3)

Parole

«Voi parlate quando non siete più in pace con i vostri pensieri;
E quando non potete più restare nella solitudine del vostro cuore, vivete con le labbra, e il suono è uno svago e un passatempo.
E in molte delle vostre parole il pensiero è quasi ucciso.
Perché il pensiero è un uccello leggero, che in una gabbia di parole può spiegare le ali, ma non può volare.

Vi sono quelli tra voi che cercano gli uomini loquaci per paura di restare soli.
Il silenzio della solitudine rivela a essi la loro nudità, e vorrebbero sfuggirla.
E vi sono quelli che senza consapevolezza o cognizione parlano di verità incomprese a loro stessi.
E ci sono quelli invece che hanno in sé la verità, ma non la esprimono a parole.
Nel loro petto lo spirito dimora in un silenzio pieno di armonie.
Quando per strada o in piazza vi imbattete in un amico, lasciate che lo spirito vi muova le labbra e vi guidi la lingua.
Lasciate che la voce della vostra voce parli all'orecchio del suo orecchio;
Perché la sua anima custodirà la verità del vostro cuore, come si ricorda il sapore del vino.
Quando si è dimenticato il suo colore e il bicchiere ormai non c'è più».

Kahlil Gibran

Vacanze

Dal 15 al 21 agosto 2010 saremo QUI

SEMINARIO DI POST EFFUSIONE PER GLI SPOSI

CAMMINO DI DISCEPOLATO


“La vocazione universale alla santità è rivolta anche ai coniugi e ai genitori cristiani: viene per essi specificata dal sacramento celebrato e tradotta concretamente nelle realtà proprie dell’esistenza coniugale e familiare. Nascono da qui la grazia e l’esigenza di una autentica e profonda spiritualità coniugale e familiare” (Giovanni Paolo II, Familiaris Consortio, 56).

Idea guida

La grazia del Sacramento del matrimonio impegna le famiglie cristiane a crescere nella spiritualità loro propria che li rende testimoni della carità di Cristo per la Chiesa in un cammino di continua conformazione a Gesù Sposo. Per quelle, poi, che nel RnS hanno sperimentato la straordinaria potenza della vita nuova nello Spirito Santo, si impone anche il compito di custodire e alimentare il carisma del movimento per donarlo alla Chiesa e al mondo.

Articolazione del programma

Si tratta di una settimana di esercizi spirituali con momenti di preghiera, catechesi e deserto e impegna per l’intera giornata. È prevista l’animazione dei figli per cui si chiede che, al momento della prenotazione, sia indicata l’età e il numero degli stessi.

A chi è indirizzato

Il corso è indirizzato alle coppie che hanno già partecipato al seminario per la preghiera di effusione sulle coppie di sposi e desiderano crescere nella spiritualità coniugale, alimentando la grazia sacramentale per vivere in pienezza la dimensione carismatica della vita sponsale-familiare nell’annuncio evangelico al mondo.

Periodo Luogo

15 – 21 Agosto Casa “Famiglia di Nazareth” – Loreto (AN)

Animatori

Raffaele e Mirella Loiacono ed équipe dell’ambito evangelizzazione famiglia.

 

BUON FERRAGOSTO A TUTTI

Ti auguro del tempo per…

Io ti auguro non tutti i possibili regali.
Io ti auguro solo quello che la maggior parte della gente non ha:
Io ti auguro del tempo per gioire e per ridere,
e quando lo usi puoi cambiare qualcosa là fuori.

Io ti auguro del tempo per il tuo fare, per il tuo pensare,
non solo per te stesso, ma anche per regalarlo.
Io ti auguro del tempo per non avere fretta e per correre,
ma il tempo per poter essere soddisfatto.

Io ti auguro del tempo non solo così per poterlo sprecare.
Io ti auguro che ti possa restare del tempo per stupirti,
e del tempo per avere fiducia,
invece che guardare come passa il tempo nell'orologio.

Io ti auguro del tempo per poter afferrare le stelle
e tempo per crescere, cioè per maturare.
Io ti auguro del tempo per sperare di nuovo e per amare
non ha senso rinviare questo tempo.

Io ti auguro del tempo per trovare te stesso,
ogni giorno, ogni ora per trovare la felicità.
Io ti auguro del tempo anche per perdonare gli altri.
Io ti auguro di avere tempo per vivere..

(Elli Michler, Aus: Dir zugedacht, Wunschgedichte,© Don Bosco Verlag, München, 19. Aufl. 2004)

http://www.qumran2.net/qumrancd/ritagli/rit0.htm

Stabilirò con te un'alleanza eterna

Ez 16,1-15.60.63
Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell’uomo, fa’ conoscere a Gerusalemme tutti i suoi abomini. Dirai loro: Così dice il Signore Dio a Gerusalemme: Tu sei, per origine e nascita, del paese dei Cananei; tuo padre era un Amorreo e tua madre un’Ittita. Alla tua nascita, quando fosti partorita, non ti fu tagliato il cordone ombelicale e non fosti lavata con l’acqua per purificarti; non ti fecero le frizioni di sale né fosti avvolta in fasce. Occhio pietoso non si volse verso di te per farti una sola di queste cose e non ebbe compassione nei tuoi confronti, ma come oggetto ripugnante, il giorno della tua nascita, fosti gettata via in piena campagna.
Passai vicino a te, ti vidi mentre ti dibattevi nel sangue e ti dissi: Vivi nel tuo sangue e cresci come l’erba del campo. Crescesti, ti facesti grande e giungesti al fiore della giovinezza. Il tuo petto divenne fiorente ed eri giunta ormai alla pubertà, ma eri nuda e scoperta.
Passai vicino a te e ti vidi. Ecco: la tua età era l’età dell’amore. Io stesi il lembo del mio mantello su di te e coprii la tua nudità. Ti feci un giuramento e strinsi alleanza con te – oracolo del Signore Dio – e divenisti mia. Ti lavai con acqua, ti ripulii del sangue e ti unsi con olio. Ti vestii di ricami, ti calzai di pelle di tasso, ti cinsi il capo di bisso e ti ricoprii di stoffa preziosa. Ti adornai di gioielli. Ti misi braccialetti ai polsi e una collana al collo; misi al tuo naso un anello, orecchini agli orecchi e una splendida corona sul tuo capo. Così fosti adorna d’oro e d’argento. Le tue vesti erano di bisso, di stoffa preziosa e ricami. Fior di farina e miele e olio furono il tuo cibo. Divenisti sempre più bella e giungesti fino ad essere regina. La tua fama si diffuse fra le genti. La tua bellezza era perfetta. Ti avevo reso uno splendore. Oracolo del Signore Dio.
Tu però, infatuata per la tua bellezza e approfittando della tua fama, ti sei prostituita, concedendo i tuoi favori a ogni passante. Ma io mi ricorderò dell’alleanza conclusa con te al tempo della tua giovinezza e stabilirò con te un’alleanza eterna, perché te ne ricordi e ti vergogni e, nella tua confusione, tu non apra più bocca, quando ti avrò perdonato quello che hai fatto»

Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette



Matteo 18,21-19,1 –
In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?».
E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».
Terminati questi discorsi, Gesù lasciò la Galilea e andò nella regione della Giudea, al di là del Giordano.
:
Liberaci dal male, Signore quando giudichiamo, quando ci isoliamo, erigiamo muri, formiamo barriere, quando non siamo capaci di perdonare.
Perdonati perdoneremo Signore, con la tua grazia.
Abbi pietà di noi e non ci indurre nella tentazione che il nostro peccato sia più grande della tua misericordia.

Correzione fraterna

Matteo 18,15-20
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano.
In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

La consuetudine a stare con i bambini mi aiuta a penetrare il senso delle scritture, senza sforzare troppo il cervello, facendo tanti ragionamenti.
Oggi, per esempio le parole del vangelo mi hanno riportato ad un’esperienza che spesso vivo, quando sono al parco con Giovanni o con Emanuele.
C’è sempre qualcuno che, lontano dallo sguardo del genitore, ammazza la noia ,o sfoga la rabbia mettendo  in pericolo  la sua vita e quella degli altri.
Contravvenendo alle regole, fa giochi spericolati, o si diverte a  danneggiare le piante, i giochi e gli arredi del giardino con fantasia, incoscienza e anche con sottile cattiveria.
In genere , quando mi accorgo del pericolo, mi avvicino e richiamo all’ordine l’incosciente di turno.
Ma quando non ce la faccio a convincerlo, mi guardo in giro e chiamo in aiuto le persone che sono di casa che, conoscendo meglio i frequentatori del parco, hanno più voce in capitolo.
A volte è capitato che nessuno è riuscito a dissuadere il piccolo avventuriero, per cui ci siamo dati da fare per trovare il padre, che sicuramente avrebbe avuto più autorità di noi, per convincerlo a smettere di attentare alla sicurezza di quel luogo e di chi lo frequenta.