Salmo 136

 

Lungo i fiumi di Babilonia,
là sedevamo e piangevamo
ricordandoci di Sion.

Ai salici di quella terra
appendemmo le nostre cetre,

perché là ci chiedevano parole di canto
coloro che ci avevano deportato,
allegre canzoni, i nostri oppressori:
»Cantateci canti di Sion!».

Come cantare i canti del Signore
in terra straniera?

Se mi dimentico di te, Gerusalemme,
si dimentichi di me la mia destra;

mi si attacchi la lingua al palato
se lascio cadere il tuo ricordo,
se non innalzo Gerusalemme
al di sopra di ogni mia gioia.

 


(Ef 1,3-10)

Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo,
che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo.
In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo
per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità,
predestinandoci a essere per lui figli adottivi
mediante Gesù Cristo,
secondo il disegno d'amore della sua volontà,
a lode dello splendore della sua grazia,
di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
In lui, mediante il suo sangue,
abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe,
secondo la ricchezza della sua grazia.
Egli l'ha riversata in abbondanza su di noi
con ogni sapienza e intelligenza,
facendoci conoscere il mistero della sua volontà,
secondo la benevolenza che in lui si era proposto
per il governo della pienezza dei tempi:
ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose,
quelle nei cieli e quelle sulla terra.

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5 pensieri su “Salmo 136

  1. Un dono inaspettato. Un momento che rimarrà nel cuore spirituale e carnale di tutti noi. C'è un silenzio lunghissimo, sguardo del Signore. Occhio di Dio. È un silenzio che ci riporta nella dimensione della regola. La preghiera è un tempo ritrovato per andare incontro al Signore. Lo scopo non è ritrovarsi tra di noi, ma trovare la dimensione e il tempo del dono al Signore.

  2. Secondo il disegno della Sua volontà… mio Dio ti offro oggi la mia giornata, povera di tempo a Te dedicato, ma ricca di voci di bimbi che giocano.

  3. Cara Antonietta,
    "chiudiamo" con te, dopo la visita a Daniela e a Riccardo, in una lettura di spiritualità che il tuo post ci offre e che leggiamo con attenzione, adagio, parola per parola…
    Un cordiale saluto da tutti noi, in compagnìa.

    Rosella e Carlo,
    Bruna e Giovanni
    e Pasquale

  4. @carlo, rossella, amici e amici degli amici.Ci sono momenti della vita in cui non troviamo parole per esprimere la sofferenza del corpo e dell'anima. Le parola di Dio è quella che sopra ogni altra riesce a dare voce ai sentimenti più nascosti in modo mirabile.
    Ciò che ci unisce è proprio il riconoscere che il linguaggio dell'amore infrange le barriere dello spazio e del tempo.
    Un caro saluto da chi sta nella fossa dei leoni.

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