Pedagogia d'amore

Lc 18,1-8 In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai:
«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”.
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”».
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

Quando verrai troverai la fede sulla terra?
E' quello che oggi ci chiedi Signore.
Tu Signore sai tutto, sai come andranno a finire le cose e non ti stanchi di stimolarci in ogni modo e in ogni momento.
La liturgia degli ultimi giorni ci pone davanti un Dio giudice intransigente, un Dio che vorremmo non fosse così.
La parabola della pecorella smarrita, del figliol prodigo , ribattezzate "del buon pastore" e del "padre misericordioso", in queste ultime settimane, che ci separano dalla conclusione dell'anno liturgico, hanno ceduto il posto a visioni apocalittiche, dove la giustizia sembra svincolata dalla misericordia.
Arriverà il tempo in cui non ci saranno sconti per nessuno.
Due che dormono nello stesso letto, il padre e il figlio, il fratello e la sorella,sarano separati da una legge ineluttabile.
Nell'ora in cui cui tutti i nodi vengono al pettine, risuoneranno sinistramente le parole ascoltate tante volte con un po' di fastidio.
"Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non avete pianto."( Mat 11,17 )
E' arrivato il tempo della fede, Signore, la fede autentica in te che non dici cose tanto per dire, ma fai ciò che dici.
Signore, la fede è fiducia in te, fiducia illimitata, fiducia che va oltre il baratro, l'abisso che vediamo, la tenebra che ci avvolge, l'angoscia che ci attanaglia.
La fede, Signore, non sta nel chiederti dove sei, perchè difficilmente ti troveremmo lì dove ci ostiniamo a rimanere.
La fede è chiederci dove siamo per prendere coscienza di quanto siamo caduti in basso.
Adamo ed Eva erano andati a nascondersi, pensando che il luogo in cui tu non li avresti visti, dipendesse dal coprirsi la faccia e le vergogne.
Abbiamo preso l'abitudine ai traslochi per non vedere e non sentire le persone che ci stanno attorno, per non mettere mano alla pala per rimuovere le macerie che rendono inabitabile la nostra casa.
Viviamo lontani da noi stessi perchè non accettiamo di vederla diversa da come la vorremmo.
Ma tu ci vedi Signore e hai compassione di noi.
Proprio come un padre che, quando non riesce a convincere con le buone il figlio che sta percorrendo una strada pericolosa,lo minaccia e alza la voce per salvarlo.
Veramente Signore la tua pedagogia è pedagogia d'amore!

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17 pensieri su “Pedagogia d'amore

  1. Di queste letture domenicali mi ha colpito molto la domanda di Gesù: Ma il Figlio dell'uomo, quando tornerà troverà la fede sulla terra?

    Non si è domandato se troverà la pace, o se tutto sarà in ordine, ma se vi sarà la fede. La fede sta nella preghiera del Padre Nostro: "Sia fatta la Tua volontà".

    Mi colpirono Aronne e Cur che sostenevano il peso della braccia di Mosè. 
    Gli misero anche una pietra sotto per fare stare Mosè seduto. È un po' la nostra immagine, e l'immagine della Chiesa, che ha bisogno di continui appoggi, di sostegni da parte nostra. Sostennero Mosè dal sorgere del sole al tramonto.

    E Paolo ci ricorda sempre nella lettura di oggi, che la Parola di Dio è viva, è medicina, per essere pronti ad ogni opera buona.

    Quindi la Parola di Dio e la preghiera sono sostegno per le nostre braccia, per il nostro corpo, per arrivare fino alla fine del giorno con FEDE.

    Grazie Antonietta per queste riflessioni che fai, per te  e per me. Per noi.
    Buona domenica!!
    Oggi vengono parenti dal lago Maggiore…

  2. @riccardo Questa mattina il sacerdote, commentando le parole iniziali della lettura che la liturgia odierna ci propone(2Tm 3,14-4,2)"Figlio mio, tu rimani saldo in quello che hai imparato ", ha chiesto ai numerosi ragazzi presenti( del Movimento Eucaristico Giovanile), da chi s'imparano le cose più importanti.
    Scuola, Chiesa, MEG, hanno risposto.
    A nessuno è venuta in mente la Famiglia.

  3. @daniela Che bel risveglio! Non potevi farmi cosa più gradita. Alla Madonna di Loreto devo tante grazie.

  4. Ciò testimonia la crisi della Famiglia?

  5. Come la vedova anch'io chiedo. "Signore, non stare lontano! Fa' che io senta sempre la Tua presenza vicino a me, nell'umiltà delle mie giornate senza il sole della Tua luce.Fa' che nella preghiera, distratta e timida, io ricordi che sono tua figlia".
    Amici miei, come è bello leggere i vostri commenti!  Sempre pieni della presenza di Xsto! Grazie.

  6. Mmmmhhh!
    Ma di quale fede si parla?
    In Dio certamente, ma solo in quella?
    Gesù chiede se "il Figlio dell'uomo troverà la fede SULLA TERRA!
    Quindi è un qualche cosa che riguarda la terra.
    Credo che la domanda si possa anche tradutte in "troverà qualcuno che si fidi dell'altro?"
    E' facile (più o meno) fidarsi di Dio che non  vediamo, ma lo è fidarsi del prossimo?
    Direi proprio di no, direi che è un pericolo più che evidente e non si può davvero fidarsi di Dio ed escludere gli uomini.
    Eppure tutte le letture parlano di questa fiducia umana
    Mosé si fida di Dio, ma si fida anche di Aronne, Cur e Giosué
    Aronne e Cur di fidano di Mosé come pure Giosuè.
    Tutti si fidano l'uno dell'altro e si fidano di Dio.

    Poi c'è la preghiera, certo, è il live motif della domenica, ma che preghiera è?
    Credo sia una preghiera comunitaria, di più persone e tutte per uno stesso scopo.
    La preghiera dell'altro deve essere sostenuta da noi stessi.

    C'è anche la Legge in queste letture: quella in mano a Mosé nel bastone e quella invece in pugno (come se fosse sua) del giudice disonesto.
    La prima una legge che verte tutto sull'amore e sul difendere l'amore, la seconda … bé … verte più che altro a stare bene.

    Inoltre e la finisco qui, questo Mosé con il bastone in mano e rivolto al cielo, sostenuto da persone che credono come lui e che si fidano, che si siede su un sasso a lui portato da Cur ed Aronne … a me fa venire in mente il Papa.

    Sono convinta che sia un'interpretazione "alternativa", ma credo che ci sia qualcosa di vero.

  7. scusate, non ho firmato
    sono Anna(da Nicodemo)

  8. @utente anonimo Anna di Nicodemo Grazie della tua riflessione che conferma ancora una volta che non può esistere relazione felice senza che sia feconda( felice dal greco phio, produco, porto frutto) e  dia origine ad un terzo. Ogni relazione è trinitaria. Se uno si fida di Dio, si fida anche delle persone che lui ama.La fede è un dono e umanamente non è possibile fidarsi di tutti. Solo in Dio e da Dio e con Dio l'amore cresce e si sviluppa.

  9. @Daniela mi sarebbe piaciuto
    @Lucia Grazie dei tuoi preziosi contributi di preghiera
    @Riccardo Purtroppo sì

  10. Anna da Nicodemo, però non so se il centro del messaggio sia la fiducia degli uomini verso Mosè. Mosè è un tramite, e il centro è la fede in Dio. 
    Tu dici che Cur e Giosuè si fidavano e avevano fede prima di tutto in Mosè?

    Se fosse così viene a crollare un po' quello che si è detto nel tuo blog?

  11. Interessante, Riccardo, il richiamo che hai posto cliccando blog.
    Fa piacere sapere che ci sono persone – come te, Daniela, Antonietta e chissà quante altre – che continuano a "seminare" gocce di spiritualità (che per noi equivale in primis a sentire e a vivere umanità efraternità) attraverso queste infinite pagine del web.
    E' un sincero invito a intensificare la… semina, portando tanti navigatori ad una sosta nelle vostre oasi.

    La compagnìa del Carlo
    in lettura… congiunta.

    [Chissà che prima o dopo costringiamo il Carletto ad aprire casa e a darsi da fare anche lui in tal senso, anzichè (farci) commentare come i cucù che non hanno casa e depongono i commenti, pardòn, le uova nei… nidi altrui].

  12. E a foto di Carretto, colà (blog) pubblicata, ci ricorda per somiglianza fisica un altro grande profeta, il dottor Marcello Candia.
    Grandi testimoni di umanità e di fraternità. Giganti di spiritualità.
    Tutta stupenda "bella gente" di cui sentiamo una grande mancanza.

    Carlo & co.

  13. Compagnia del Carlo. Ma sì, se non se la sente il Carlo a fare una sua casetta, ben venga questo suo pellegrinare a due a due….

  14. @Riccardo #12 e @tutti :
    Fede (o fiducia) e servizio sono due aspetti, che io ho colto, del Vangelo del 3 ottobre; io mi ero soffermato principalmente sull'aspetto del servizio semplice e gratuito, grazie a tutti (riccardo, Anna, Daniela, laprimaparola) per aver ampliato e trattato anche della fede, questo mi accresce nella comprensione.

  15. Ho dimenticato di firmare il commento #16:
    Nicodemo (di notte)

    Ciao e grazie a tutti

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