Una voce! Il mio diletto!


 (Lc 1,39-56)
In quei giorni, Maria si alzò e andò in fretta verso la regione montuosa, in una città di Giuda.
Entrata nella casa di Zaccarìa, salutò Elisabetta. Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino sussultò nel suo grembo.
Elisabetta fu colmata di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che cosa devo che la madre del mio Signore venga da me? Ecco, appena il tuo saluto è giunto ai miei orecchi, il bambino ha sussultato di gioia nel mio grembo. E beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto».
Allora Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.


 

(Ct 2, 8-14)

Una voce! Il mio diletto!
Eccolo, viene
saltando per i monti,
balzando per le colline.
Somiglia il mio diletto a un capriolo
o ad un cerbiatto.
Eccolo, egli sta
dietro il nostro muro;
guarda dalla finestra,
spia attraverso le inferriate.
Ora parla il mio diletto e mi dice:
“Àlzati, amica mia,
mia bella, e vieni!
Perché, ecco, l’inverno è passato,
è cessata la pioggia, se n’è andata;
i fiori sono apparsi nei campi,
il tempo del canto è tornato
e la voce della tortora ancora si fa sentire
nella nostra campagna.
Il fico ha messo fuori i primi frutti
e le viti fiorite spandono fragranza.
Àlzati, amica mia,
mia bella, e vieni!
O mia colomba,
che stai nelle fenditure della roccia,
nei nascondigli dei dirupi,
mostrami il tuo viso,
fammi sentire la tua voce,
perché la tua voce è soave,
il tuo viso è leggiadro”.

Annunci

Non vi lascerò orfani


 (Gv 14,15-21)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

" Non vi lascerò orfani"
Che bella parola quella chei ci presenta la liturgia odierna!
Gesù ci rassicura, dicendoci che non ci lascerà orfani, che ci manderà un altro consolatore.
Se è vero quello che dice, e chi l'ha incontrato non ha dubbi, i fortunati siamo noi che possiamo godere della sua presenza sempre, non dovendo arrampicarci sugli alberi, precederlo sull'altra riva, affrontare la fatica di tre giorni di viaggio per mangiare dopo averlo ascoltato.
Gesù ci promette un servizio 24 ore su 24, perchè in qualsiasi momento lo possiamo chiamare, invocare, pregare.
Ma ciò che è più importante essere nutriti del pane e della parola.
Grazie Gesù per questo incommensurabile dono che ci hai lasciato, dono per tutta la vita e oltre, grazie perchè abbiamo bisogno di chi ci consoli nel dolore, nei fallimenti, nella fine di quanto abbiamo di più caro.
Scendi con potenza, Signore, su tutti gli uomini, fà che ognuno percepisca quanto sia importante fidarsi di te, quanto sia dolce lasciarsi amare da te.

 

Spirito Santo

Ieri Giovanni mi ha chiesto se ero felice.

Non nego che mi ha spiazzata, visto che in quel momento ero in preda a forti dolori.

Poi mi sono ricordata di quello che lui qualche anno fa mi aveva risposto dopo una giornata da incubo a scartare i regali ricevuti al compleanno.

" I giochi non rendono felici", mi disse, perchè quando non hai nessuno che ti insegni come usarli è come farti un dispetto.
Ne aveva ricevuti in abbondanza di tutti i tipi, dimensioni ecc ecc…

C'era quello che si doveva montare… quello a cui si dovevano comprare le pile… quello che prevedeva più giocatori… quello che si poteva usare solo all'aria aperta, quello che …
Insomma un bel rebus per chi li ha ricevuti e per chi deve farsi carico di aiutarlo a farli funzionare sì che si diverta.
Perciò aggiunse che non i giochi ma uno che ti aiuta, ti consola e ti vuole bene, rende felice un bambino.
Noi grandi, di persone che abbiano questi requisiti, ne troviamo sempre meno sulla nostra strada, da quando siamo diventati genitori o nonni e siamo chiamati a dare non a ricevere.
Così, ripensando a tutto questo, gli ho detto che ero felice perchè avevo trovato Chi mi aiuta, mi consola e soprattutto mi vuole bene.
Lui sa di Chi stavo parlando, tanto che mi ha rivolto un'altra domanda
" Ma tu vuoi bene solo a Dio?"
Gli ho risposto senza tentennamenti che dentro al cuore di Dio ci sono tutti, lui, il fratellino, la mamma, il papà, il nonno, i miei amici e anche i suoi.
"Allora tu vuoi bene a tutto il mondo!" ha concluso.

Mancano due settimane alla Pentecoste.
Se sapremo approfittare di questo tempo di attesa e di grazia per parlargli dell'Amore di Dio effuso attraverso lo Spirito Santo e testimoniarglielo con la nostra vita, cercherà e troverà risposta ai suoi più segreti bisogni.
 

VENI SANCTE SPIRITUS

VENI PER MARIAM

 

Cristo e i filosofi

 


Sempre più intenti a dichiarare il loro laicismo, quasi che ci si contamini a parlare di fede o a professarla, negli ultimi due secoli, i filosofi si sono sentiti chiamati a rispondere alla domanda: “Ma voi chi dite che io sia? “di Gesù il Nazareno, l’Uomo che ha trasformato e scomodato la storia in quel suo venire disarmato e impotente a predicare un vangelo di vita attraverso una storia di morte.

Un’equipe di studiosi, sotto la guida del prof. Silvano Zucal, docente di filosofia teoretica all’università di Trento, si è presa la briga di cercare, attraverso il pensiero, anche inedito, dei filosofi dell’800 e del 900, come e quanto la figura del Cristo abbia interpellato ognuno di loro.

Il risultato è stato a dir poco sorprendente.
Affascinati, insoddisfatti, ma mai indifferenti, ognuno ha dato la sua risposta in scritti puntigliosamente ricercati dai curatori dell’opera: ”Cristo nella filosofia contemporanea "(ed. S.Paolo).
Così pagine di straordinaria ricchezza e interesse sono state portate alla luce, facendola su quella che è un’ insopprimibile sete di sacro e di divino, delusa, frustrata, accolta a seconda dei casi.
Il mistero di Cristo inquieta e non cessa di sorprendere anche i più duri e accaniti difensori di non verità o di verità alternative.
Così c’è un Cristo nascosto in Marx o in Sartre, una scintilla che, pur nel tentativo di oscurarla o negarla, pur brilla percettibile negli scritti dimenticati e sottratti alla memoria, perché sfuggono ad ogni pretesa di catalogazione preconcetta e predefinita.
Solitudine, dubbio, contestazione accompagnano i filosofi in questa ricerca che continua da quando l’uomo ha cominciato a pensare.
Accettare il rischio e con umiltà alzare le braccia di fronte al limite è il salto che trasforma l’Evento in esperienza di verità e di vita.
Il “logos”, dovrebbe incarnarsi, come disse Platone alla fine della sua infaticabile ricerca, per guardarla quella luce che illumina e rende piane le strade impervie e sofferte dell’uomo che pensa.
La trasformazione dell’evento in esperienza permette quindi di entrare nel mistero e capirlo e progredire nella ricerca che da filosofica diventa teologica.
Partire da Cristo per capire l’uomo è il passo temerario e vincente che approda a Dio.
La filosofia dialogica apre la strada ad un metodo che sicuramente paga e appaga, perché dà la possibilità di entrare nel mistero trinitario attraverso l’uscita dell’io da se stesso per perdersi in un Tu che ha infinite cose da dirci.
Ma queste sono le considerazioni a cui arriva il credente che, dopo aver fatto l’esperienza di fede, sente prorompente la spinta a conoscere e ad approfondire la verità per annunciarla a quanti non la conoscono.

Compieta

.

 

INNO

Al termine del giorno,
o sommo Creatore,
veglia sul nostro riposo
con amore di Padre.

Dona salute al corpo
e fervore allo spirito,
la tua luce rischiari
le ombre della notte.

Nel sonno delle membra
resti fedele il cuore,
e al ritorno dell'alba
intoni la tua lode.

Sia onore al Padre e al Figlio
e allo Spirito Santo,
al Dio trino ed unico
nei secoli sia gloria. Amen.

Ant. Dimora all'ombra dell'Onnipotente:
troverai rifugio dalle insidie del male.

Alleluia, alleluia, alleluia.

SALMO 90 Beato chi si pone sotto la protezione dell'Altissimo
Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra i serpenti e gli scorpioni (Lc 10,19).

Tu che abiti al riparo dell'Altissimo *
e dimori all'ombra dell'Onnipotente,
di' al Signore: «Mio rifugio e mia fortezza, *
mio Dio, in cui confido».

Egli ti libererà dal laccio del cacciatore, *
dalla peste che distrugge.
Ti coprirà con le sue penne, *
sotto le sue ali troverai rifugio.

La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza; *
non temerai i terrori della notte,

né la freccia che vola di giorno, †
la peste che vaga nelle tenebre, *
lo sterminio che devasta a mezzogiorno.

Mille cadranno al tuo fianco †
e diecimila alla tua destra; *
ma nulla ti potrà colpire.

Solo che tu guardi, con i tuoi occhi *
vedrai il castigo degli empi.
Poiché tuo rifugio è il Signore *
e hai fatto dell'Altissimo la tua dimora,

non ti potrà colpire la sventura, *
nessun colpo cadrà sulla tua tenda.
Egli darà ordine ai suoi angeli *
di custodirti in tutti i tuoi passi.

Sulle loro mani ti porteranno *
perché non inciampi nella pietra il tuo piede.

Camminerai su àspidi e vipere, *
schiaccerai leoni e draghi.

Lo salverò, perché a me si è affidato; *
lo esalterò, perché ha conosciuto il mio nome.

Mi invocherà e gli darò risposta; †
presso di lui sarò nella sventura, *
lo salverò e lo renderò glorioso.

Lo sazierò di lunghi giorni *
e gli mostrerò la mia salvezza.

Ant. Dimora all'ombra dell'Onnipotente:
troverai rifugio dalle insidie del male.

Alleluia, alleluia, alleluia.

LETTURA BREVE Ap 22,4-5

Gli eletti vedranno la faccia del Signore e porteranno il suo nome sulla fronte. Non vi sarà più notte e non avranno più bisogno di luce di lampada, né di luce di sole, perché il Signore Dio li illuminerà e regneranno nei secoli dei secoli.

RESPONSORIO BREVE

R. Signore, nelle tue mani affido il mio spirito. * Alleluia, alleluia.
Signore, nelle tue mani affido il mio spirito. Alleluia, alleluia.
V. Dio di verità, tu mi hai redento.
Alleluia, alleluia.
Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.
Signore, nelle tue mani affido il mio spirito. Alleluia, alleluia.

Ant. Nella veglia salvaci Signore,
nel sonno non ci abbandonare:
il cuore vegli con Cristo
e il corpo riposi nella pace, alleluia.

CANTICO DI SIMEONE Lc 2, 29-32 Cristo, luce delle genti e gloria di Israele

Ora lascia, o Signore, che il tuo servo *
vada in pace secondo la tua parola;

perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza *
preparata da te davanti a tutti i popoli,

luce per illuminare le genti *
e gloria del tuo popolo Israele.

Ant. Nella veglia salvaci Signore,
nel sonno non ci abbandonare:
il cuore vegli con Cristo
e il corpo riposi nella pace, alleluia.

ORAZIONE


Salga a te, o Padre, la nostra preghiera al termine di questo giorno memoriale della risurrezione del Signore: la tua grazia ci conceda di riposare in pace sicuri da ogni male, e di risvegliarci nella gioia, per cantare la tua lode. Per Cristo nostro Signore.


Il Signore ci conceda una notte serena e un riposo tranquillo.

R. Amen.

Preghiera per il pastore

Signore, ti ringraziamo
di averci dato
un uomo e non un angelo
come pastore delle nostre anime.
Illuminalo con la tua luce
assistilo con la tua grazia,
sostienilo con la tua forza.
Fa’ che l’insuccesso non lo avvilisca
e il successo non lo renda superbo.
Rendici docili alla sua voce.
Fa’ che sia per noi amico,
maestro, medico, padre.
Dagli idee chiare, concrete, possibili;
a lui la forza per attuarle,
a noi la generosità nella collaborazione.
Fa’ che ci guidi con l’esempio, con l’amore,
con la parola, con le opere.
Fa’ che in lui vediamo, stimiamo e amiamo te.
Che non si perda nessuna
delle anime che gli hai affidate
Salvaci insieme a lui.


(Paolo VI)