L'essenziale

Carissimi amici, che con me condividete le gioie e i dolori di questo viaggio, grazie, sia che passate in silenzio, sia che lasciate un segno.
Ringrazio il Signore perchè l'essenziale pur se invisibile agli occhi, non è nascosto al cuore.

GRAZIE

 

Oggi mamma avrebbe compiuto 96 anni.

In cielo, ora che fa la maestra degli angioletti, come dicono Giovanni ed Emanuele, sicuramente ci saranno grandi festeggiamenti e riceverà  regali più belli di quanti ne abbia mai ricevuti qui dai suoi suoi scolari, piccoli e grandi.

Scolari lo eravamo un pò tutti, famigliari, amici, amici di amici, sconosciuti, perchè c'era sempre qualcosa da imparare da lei.
Il regalo che oggi voglio farle è  il mio grazie per il tempo che ha dedicato alla preghiera affinchè i suoi figli si salvassero.
Ogni giorno, un rosario, il sabatro tre, per un voto fatto quando nacque il primo di noi.
Il più grande, che l'ha preceduta in cielo, si è addormentato pregando, come spesso accadeva anche a lei la notte, quando rubava il tempo al sonno per assolvere alla promessa.

Grazie mamma perchè hai creduto che la salute dell'anima è ben più importante di quella del corpo, grazie perchè hai consegnato a Maria la tua preghiera.

Casa di Betania


 

Ne avevo bisogno, come dell'acqua il mare, come dell'aria l'uccello, come ogni uomo di una casa dove sentirsi al sicuro.
Ci sono momenti in cui Dio non ti basta, specie quando la prova si prolunga nel tempo e le forze vengono meno.
In certi momenti di solitudine, di sofferenza, di abbandono, il bisogno che qualcuno ti prenda in braccio e si prenda cura di te, è insopprimibile.
Bisogno di sguardi, sorrisi, parole, bisogno di calore di mani che stringono le tue, per riprendere fiato e continuare il cammino.
Sono stata sempre una pecora madre e mi sono spesso trovata ad invidiare quegli agnellini che Gesù porta sul petto.
Così, nonostante la realtà smentisse vistosamente il desiderio di cambiare rotta, ho fatto un atto di speranza e ho presentato il progetto al Signore.
Fino all'ultimo non sapevo se quel desiderio insensato di fare un viaggio alternativo ai percorsi abituali di medici e ospedali, chiese e convegni pastorali, era giusto. Se avrei ricevuto l'ok.
E' arrivato il benestare e sono partita.
Il Signore sa di cosa abbiamo bisogno. Me lo sono ripetuto per tutto il viaggio che mi ha portato prima a Milano e poi a Novara.
Quando mi sentivo più male, dicevo che ogni posto è buono per morire e facevo una preghiera.
Ho cercato Dio non tanto nelle chiese, ma nelle relazioni, nelle storie condivise di amici che sono diventati occhi,orecchie, braccia, mani, cuore di Dio per accogliermi, coccolarmi, amarmi, come mai mi era accaduto.
Ho sentito forte il profumo inebriante che si sprigionava dal vaso di purissimo Nardo nella casa di Daniela, il profumo dell'amicizia, il rinnovarsi di una Presenza che riconosci quando senti battere il cuore all'unisono per l'Unico grande Maestro.
Ci siamo stretti sulle poltrone perchè oltre a me, che dovevo stare distesa, a Gianni, Daniela, Lucio, Lucia, Paolo, Riccardo( che aveva fatto i salti mortali per non mancare all'appuntamento) ci fosse posto per quelli che avremmo desiderato ci raggiungessero perchè la nostra gioia fosse piena.
Carlo e Rosella ancora in cerca di casa, Mariangela e Giangregorio che si erano fatti precedere dal “vino della gioia”, una bottiglia di vino buono per ognuno di noi e tante belle e consolanti parole.
Al ritorno ci siamo fermati a Loreto.
Maria ci stava aspettando nella Sua Casa , dove voleva che sperimentassimo fino in fondo la gioia di essere suoi amici, amici del Figlio.
Il profumo del Nardo purissimo è diventato più intenso durante la messa, quando Gesù in persona si è chinato sulle nostre ferite.
Abbiamo, io e Gianni ricordato la prima volta che ci siamo entrati ad agosto del 2002 con l’ansia di non farcela a sentirci una messa.
E invece quella fu la prima di tante che hanno cambiato la nostra storia di coppia che nel grembo di Maria ha ritrovato lo Sposo.
A Mariangela, per telefono avevo detto, scusandomi per non potermi fermare da lei, che speravo d'inciampare in una messa, sulla via del ritorno. E così è stato.
Voglio lodare benedire e ringraziare il Signore perchè sa sempre di cosa abbiamo bisogno.
Voglio ringraziare tutti quelli di cui si è servito per comunicarmi il Suo amore.