Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi

 

VANGELO (Mt 11,28-30)
In quel tempo, Gesù disse:
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Quando Gesù, dopo aver visto Matteo seduto al banco delle imposte, gli ha detto “Seguimi” non so quanti di noi si sono sentiti interpellati da quell’invito.
In fondo non facciamo il mestiere sporco di Matteo, anche se passiamo gran parte del nostro tempo a stare seduti, appartati, aspettando che il mondo ci dia quello che ci spetta con gli interessi.
Avanziamo sempre qualcosa dagli altri e viviamo con rabbia, rancore, rassegnazione la nostra condizione di schiavi non retribuiti.
La vita così diventa faticosa e ci opprime a tal punto che, se non abbiamo il coraggio di gridare più forte, d’imporci,di far valere le nostre ragioni, anche imbrogliando le carte, siamo profondamente infelici.
Allora l’invito di oggi, non ci possiamo sbagliare, è per noi, per tutti, non solo per chi si chiama Matteo, Giacomo, Giovanni, Simone, Andrea ecc. ecc.
Basta essere stanchi e oppressi ( chi non lo è? ) per sentirsi chiamati a vivere l’esperienza di una vita rinnovata.
Sembra la reclame di un agriturismo, quello che oggi leggiamo nel vangelo: vitto e divertimento assicurato.
Il giogo magari non sappiamo neanche com’è fatto, perchè da tanto abitiamo in città e un tuffo nel passato non può che farci bene.
Ci accorgiamo, una volta giunti a destinazione, che essere aggiogati non è una bella prospettiva, ma forse vale la pena provare, vista l’autorevolezza di chi abbiamo di fronte.
Il padrone di casa, il fattore, si mette in gioco anche lui e promette che sarà compito suo fare tutta la fatica, basta fidarsi e abbassare la testa.

Già abbassare la testa, sottomettersi, fidarsi, sono tutte parole che nel nostro vocabolario associamo a fregatura.
Vita di tutti i giorni perpetuata all’infinito?
Non è possibile che vada sempre così.
Ma la preghiera con cui esordisce Gesù è illuminante perchè parte da un grazie al Padre che, nella sua benevolenza, ha nascosto i misteri del regno ai dotti e ai sapienti e li ha rivelati ai piccoli, primo fra tutti Lui, che si è fatto ultimo tra gli ultimi, umiliandosi e, senza ribellarsi, si è sottomesso al giogo del Padre, per la nostra salvezza.

” Imparate da me che sono mite e umile di cuore”.

Allora andiamo a scuola di discepolato, perchè nella fattoria, entra solo chi è iscritto alla scuola dell’infanzia.

 

(Mt 11,25)
In quel tempo Gesù disse:Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli.”
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5 pensieri su “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi

  1. Che bella preghiera che Gesù fece al Padre!

    Buona giornata!

  2. Ciao Antinietta bellissima questa preghiera grazie!!!
    Spero che stai bene, ti lascio un caro saluto!!!
    Mary.

      

     

  3. Tutti abbiamo quel momento di stanchezza fisica e interiore. Forse l'importante è riconoscerlo, e sapere andare alla fonte giusta, anche se quel cammino richiede un sacrificio in più.

  4. Buon sabato!

                              

  5. … e buona domenica!
    A tutti.

    Carlo con Rosella.

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