L'olivo

Si può essere tristi per un olivo che viene abbattuto?
Non pensavo che mi facesse così male vedere la pianta, sotto la cui ombra ci siamo rifugiati per tanti anni, cadere ingloriosamente sotto i colpi di una ruspa inclemente.
Ha dovuto fare spazio alle macchine che nel frattempo sono aumentate.
Al suo posto sorgeranno garages .
36 anni fa, quando fu costruita la casa, l'unico albero che sopravvisse alle ruspe fu lui, l'olivo, che divenne sempre più rigoglioso a e verdeggiante .
I bambini ci facevano il girotondo, la tana per il nascondino, il campo di prova delle loro prodezze , scalandolo, gettando ai rami e agli uccelli sassi e pigne e nel tempo del raccolto godendo della festa di un copioso raccolto.
Noi mamme e poi nonne, sedute sulle panchine a ridosso, abbiamo intrecciato discorsi e fili di vari colori sulle nostre creazioni d'amore.
Abbiamo vigilato sui nostri bambini insieme all'albero amico, agli uccelli che vi si posavano che con il canto rallegravano l'aria.
Ripenso con nostalgia a quel " Ci può pensare anche il vento" che disse Giovanni, quando la palla s'impigliò nei suoi rami.

 

La sede della vita

Questa sera siamo andati all'incontro con i fidanzati per la preparazione al Sacramento del Matrimonio.

A parlare c'era un medico che ha proiettato delle diapositive per spiegare come avviene il concepimento di un bambino.

Mi ha colpito questa immagine dell'utero femminile .
Mentre parlava della sua funzione mi è venuta in mente un'altra immagine


Dio ha fatto bene ogni cosa, non c'è che dire.

Diventare grandi

Emanuele è diventato grande.
Finalmente anche a lui cadono i denti come a quelli della scuola primaria.
La scuola materna gli si sta facendo un po' stretta, poichè cresce a vista d'occhio e sembra voglia superare i duemetri del padre.
Ricordo
quello che scrissi quando cominciò ad andare solo.
Quanti passaggi, quante speranze, quante delusioni.

Questa mattina sono andata dal dentista per salvare gli ultimi denti rimasti, ben pochi in verità, e mi sto sforzando di ricordare cosa provai quando mi cadde il primo dentino.

Ai nostri governanti

LA RICERCA DELLA SAPIENZA
Il giudizio del Signore su chi esercita il potere

 Ascoltate dunque, o re, e cercate di comprendere;
imparate, o governanti di tutta la terra.
Porgete l'orecchio, voi dominatori di popoli,
che siete orgogliosi di comandare su molte nazioni.
Dal Signore vi fu dato il potere
e l'autorità dall'Altissimo;
egli esaminerà le vostre opere e scruterà i vostri propositi:
pur essendo ministri del suo regno,
non avete governato rettamente
né avete osservato la legge
né vi siete comportati secondo il volere di Dio.
Terribile e veloce egli piomberà su di voi,
poiché il giudizio è severo contro coloro che stanno in alto.
Gli ultimi infatti meritano misericordia,
ma i potenti saranno vagliati con rigore.
Il Signore dell'universo non guarderà in faccia a nessuno,
non avrà riguardi per la grandezza,
perché egli ha creato il piccolo e il grande
e a tutti provvede in egual modo.
Ma sui dominatori incombe un'indagine inflessibile.
Pertanto a voi, o sovrani, sono dirette le mie parole,
perché impariate la sapienza e non cadiate in errore.
Chi custodisce santamente le cose sante
sarà riconosciuto santo,
e quanti le avranno apprese vi troveranno una difesa.
Bramate, pertanto, le mie parole,
desideratele e ne sarete istruiti.(Sap 6,1-11)

Sono stanchi i miei occhi

La mia tenda è stata divelta e gettata lontano,
come una tenda di pastori.

Come un tessitore hai arrotolato la mia vita,
mi recidi dall'ordito.
In un giorno e una notte mi conduci alla fine.

Io ho gridato fino al mattino.
Come un leone, così egli stritola tutte le mie ossa.
Pigolo come una rondine,
gemo come una colomba.

Sono stanchi i miei occhi
di guardare in alto.(Dal Salmo 42)

Deserto

Sono giorni molto difficili questi.

La preghiera sale inascoltata.

Piccoli sprazzi di luce illuminano per brevi tratti la notte popolata di mostri.

Il tempo si è fermato su questo dolore.

I nemici sono tanti che non li posso contare.

Maria, la Madre, mi è vicina e mi stringe la mano.

Vorrei morire tanta è aspra la guerra.

Solo in cielo troverò la pace e vorrei che fosse ora.

 

Salmo 41

 

Come la cerva anela ai corsi d'acqua,

così l'anima mia anela a te, o Dio.

L'anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente:

quando verrò e vedrò il volto di Dio?

 

Le lacrime sono mio pane giorno e notte,

mentre mi dicono sempre: «Dov'è il tuo Dio?».

Questo io ricordo, e il mio cuore si strugge:

attraverso la folla avanzavo tra i primi

fino alla casa di Dio,

in mezzo ai canti di gioia

di una moltitudine in festa.

 

Perché ti rattristi, anima mia,

perché su di me gemi?

Spera in Dio: ancora potrò lodarlo,

lui, salvezza del mio volto e mio Dio.

In me si abbatte l'anima mia;

perciò di te mi ricordo

dal paese del Giordano e dell'Ermon, dal monte Misar.

Un abisso chiama l'abisso al fragore delle tue cascate;

tutti i tuoi flutti e le tue onde

sopra di me sono passati.

 

Di giorno il Signore mi dona la sua grazia

di notte per lui innalzo il mio canto:

la mia preghiera al Dio vivente.

Dirò a Dio, mia difesa:

«Perché mi hai dimenticato?

Perché triste me ne vado, oppresso dal nemico?».

Per l'insulto dei miei avversari

sono infrante le mie ossa;

essi dicono a me tutto il giorno: «Dov'è il tuo Dio?».

 

Perché ti rattristi, anima mia,

perché su di me gemi?

Spera in Dio: ancora potrò lodarlo,

lui, salvezza del mio volto e mio Dio.