ANGELI

Giovanni 1,47-51
In quel tempo, Gesù, visto Natanaele che gli veniva incontro, disse di lui: “Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità”.
Natanaele gli domandò: “Come mi conosci?”. Gli rispose Gesù: “Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto il fico”.
Gli replicò Natanaele: “Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!”. Gli rispose Gesù: “Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, credi? Vedrai cose maggiori di queste!”.
Poi gli disse: “In verità, in verità vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo”.

“Vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul Figlio dell’uomo”.

C’è da chiedersi se la scala l’ha vista solo Giacobbe o c’è un’ora, in questa vita, in cui la vedremo anche noi.
Mi sono messa a pensare a quante volte il Signore mi ha gettato una scala dal cielo e io non l’ho vista e non ci sono salita, alle volte in cui qualcuno mi ha preso in braccio e mi ci ha messo, perchè potessi evitare un pericolo e mettermi in salvo.
Quante volte il Signore si è servito dei suoi angeli per annunciare la sua presenza!
Ho pensato a quando l’Arcangelo Michele ha combattuto per me e con me contro gli attacchi del nemico e mi ha difeso perchè non cedessi alla tentazione di mollare.
E che dire dell’Arcangelo Raffaele che è stato mandato nella mia casa per guarirci dalle ferite del corpo e dell’anima che ci eravamo inferte inconsapevolmente io e il mio sposo?
Ho ringraziato il Signore perchè continua a mandare l’Arcangelo Gabriele ad ogni uomo, per chiedergli se vogliamo accogliere la Parola, custodirla, farla crescere e darla alla luce.

LETTERA DI ABRAHAM LINCOLN ALL’INSEGNANTE DI SUO FIGLIO…

Caro professore, lei dovrà insegnare al mio ragazzo che non tutti gli uomini sono giusti, non tutti dicono la verità;
ma la prego di dirgli pure che per ogni malvagio c’è un eroe, per ogni egoista c’è un leader generoso.
Gli insegni, per favore, che per ogni nemico ci sarà anche un amico…
e che vale molto più una moneta guadagnata con il lavoro che una moneta trovata.
Gli insegni a perdere, ma anche a saper godere della vittoria, lo allontani dall’invidia
e gli faccia riconoscere l’allegria profonda di un sorriso silenzioso.
Lo lasci meravigliare del contenuto dei suoi libri, ma anche distrarsi con gli uccelli nel cielo,
i fiori nei campi, le colline e le valli.
Nel gioco con gli amici, gli spieghi che è meglio una sconfitta onorevole di una vergognosa vittoria,
gli insegni a credere in se stesso, anche se si ritrova solo contro tutti.
Gli insegni ad essere gentile con i gentili e duro con i duri e
a non accettare le cose solamente perché le hanno accettate anche gli altri.
Gli insegni ad ascoltare tutti ma, nel momento della verità, a decidere da solo.
Gli insegni a ridere quando è triste e gli spieghi che qualche volta anche i veri uomini piangono.
Gli insegni ad ignorare le folle che chiedono sangue e a combattere anche da solo contro tutti, quando è convinto di aver ragione.
Lo tratti bene, ma non da bambino, perché solo con il fuoco si tempera l’acciaio.
Gli faccia conoscere il coraggio di essere impaziente e la pazienza di essere coraggioso.
Gli trasmetta una fede sublime nel Creatore ed anche in se stesso, perché solo così può avere fiducia negli uomini.
So che le chiedo molto, ma veda cosa può fare, caro maestro.