“Ha fatto bene ogni cosa; fa udire i sordi e fa parlare i muti”

Effata

VANGELO (Mc 7,31-37)
In quel tempo, Gesù, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidòne, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli.
Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: «Effatà», cioè: «Apriti!». E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente.
E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo proibiva, più essi lo proclamavano e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!».

“Ha fatto bene ogni cosa; fa udire i sordi e fa parlare i muti” dice Isaia.

Dal passo della Genesi che la liturgia oggi si presenta, non sembra che Dio abbia fatto bene ogni cosa, visto che nel paradiso c’è il serpente che non va ascoltato, un frutto che non si può toccare e che dà la morte a chi lo mangia, nonostante sia bello da vedere, buono da mangiare, desiderabile per acquistare saggezza, una donna che seduce l’uomo ed è causa della sua rovina.

” Dio ho fatto bene ogni cosa fa udire i sordi e fa parlare i muti”, lo ripetono quelli che assistono al miracolo della guarigione del sordomuto.

Già Dio, nella Genesi, si era pronunciato sulla bontà della creazione.” “ E’cosa buona”( riferito al mondo minerale, vegetale e animale senza intelligenza) , “E’ cosa molto buona”(riferito all’uomo, capace di scegliere), aveva detto.
Da quale sordità il Signore Dio nostro ci vuole guarire? Da quale mutismo?

Effatà! Apriti!

Sono le parole che il Sacerdote pronuncia al termine del rito battesimale, tracciando un piccolo segno di croce sulla bocca e sulle orecchie del battezzato.

Il peccato ha chiuso i canali di comunicazione con Dio e con l’altro e il Battesimo restituisce ai sensi la funzione per cui Dio ce li ha dati.

Gesù per farsi capire da un sordomuto, ha bisogno di gesti, di segni (che in altri contesti non usa, proprio perché quello che gli sta di fronte è sordo e muto dalla nascita e non sarebbe stato in grado di capire). Ma Gesù ha bisogno che il malato che gli sta di fronte non si fermi ai segni, ma guardi oltre, per vedere in essi la salvezza di Dio.

Dopo aver mangiato del frutto dell’albero, gli occhi di Adamo ed Eva si aprirono, ma per vergognarsi della loro nudità( ma non era cosa molto buona?) e sottrarsi allo sguardo di Dio.

L”isolamento e la solitudine sono la condanna di chi ha voluto prescindere da quello sguardo. Il Dio lontano, il giudice si fa voce vicina all’uomo per condannare sì, ma anche per promettere la liberazione.

“Una donna ti schiaccerà il capo” dice al serpente.

La voce , la Parola, diventa corpo in Gesù Cristo.

L’uomo ha bisogno di ascoltare per vedere.

“Ascolta Israele, se tu mi ascoltassi!”È il grido accorato di Dio che percorre tutta la Storia.

Ma l’uomo ha bisogno anche di vedere ecco perché Dio si fa uomo e si rende visibile, tanto vicino da diventare uno di noi.

”Io ti conoscevo per sentito dire, ma ora i miei occhi ti vedono dice Giobbe”

Vedi che Dio ha fatto bene ogni cosa solo se apri l’orecchio alla sua parola, se apri il cuore all’incursione dello Spirito.

Il sordomuto aprirà gli occhi della fede, quando Dio lo avrà guarito dalla sordità del peccato.

 

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