I VERBI DELL’AMORE .

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(Lc 10, 30-35) «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico e cadde nelle mani dei briganti, che gli portarono via tutto, lo percossero a sangue e se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e, quando lo vide, passò oltre. Anche un levìta, giunto in quel luogo, vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto, vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi lo caricò sulla sua cavalcatura, lo portò in un albergo e si prese cura di lui. Il giorno seguente, tirò fuori due denari e li diede all’ albergatore, dicendo: “Abbi cura di lui; ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno”.

I verbi dell’amore di Dio

lo vide
ne ebbe compassione.
gli si fece vicino,
gli fasciò le ferite,
vi versò olio e vino
lo caricò sulla sua cavalcatura,
lo portò in un albergo
si prese cura di lui.
lo affidò all’albergatore, perchè ne avesse cura, pagando in anticipo
Ciò che spenderai in più, te lo pagherò al mio ritorno.

Ciò che mi sconvolge oggi, leggendo questo passo del Vangelo, non è tanto quello che io sono chiamata a fare per entrare nel regno dei cieli, ma quanto il Signore ha fatto per me.
Le parole del Salmo 8 ben esprimono il sentimento che provo di inadeguatezza, di limite, di indegnità di fronte a Dio che mi ha creato.
“Quando vedo i tuoi cieli, opera delle tue dita,
la luna e le stelle che tu hai fissato,
che cosa è mai l’uomo perché di lui ti ricordi,
il figlio dell’uomo, perché te ne curi?“
Chi sono io Signore per attirare la tua attenzione, per mettere in pericolo la tua stessa vita, pur di salvarmi?
”Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli, di gloria e di onore lo hai coronato. Tutto hai messo ai suoi piedi”
Signore Gesù, fa che mai dimentichi queste parole, specie quando la mia vita mi sembra inutile, insensata, pericolosa, quando mi sento attaccata da ogni parte, quando nel deserto vedo solo volteggiare nel silenzio gli avvoltoi.
E’ bello, quando ci travolgono le tempeste e ci sentiamo inadeguati a fronteggiarle e a ripararne i danni, ascoltare la tua Parola, che è Parola di speranza, parola di vita.
Tu hai pagato per me fino all’ultimo spicciolo, mi hai affidato alla Chiesa perchè continuasse a prendersi cura di me fino al tuo ritorno…
Grazie Signore della Tua Parola, grazie dell’Eucaristia, grazie del tuo Spirito effuso su tutta la Chiesa perchè impariamo a prenderci cura gli uni degli altri senza passare oltre.

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