La porta

“ Ecco, una porta era aperta nel cielo.”(Ap 4,1)

Ha cominciato così, l’omelia don Ermete che predilige sempre commentare la prima lettura dove trova compimento ciò che nel Vangelo è annunciato.
Il Vangelo è il catechismo che ci è arrivato, la vita di Gesù raccontata da quelli che furono testimoni della morte e resurrezione di Gesù.
Non mi sembra che lo fu San Luca e neanche San Marco, ma se la veridicità del vangelo dipendesse dall’essere stati suoi contemporanei allora cadremmo nella più grande confusione.
Lo Spirito Santo soffiò allora e continua a soffiare sui testimoni della Parola di Dio.
Questo è certo.
Certo è anche che noi abbiamo come punto di riferimento i santi che la liturgia non dimentica di ricordare che ci parlano con la loro vita straordinaria di cose straordinarie da essi compiute.
Il papa ha detto che essere santi non è poi così difficile, senza fare gli eroi.
Basta solo vivere con Cristo la nostra quotidiana battaglia.
Certo, ha detto don Ermete, gli sarebbe piaciuto avere i carismi di San Francesco, ma lui, quando sente freddo non si scopre il petto e si corica per terra, ma accende il termosifone, come anche, se fa freddo in inverno, indossa il cappotto.
Ognuno da a Dio quello che può e sa dare.
Dio dà a tutti una mina.
A differenza di Matteo, Luca dice che dà una moneta ad ognuno dei dieci servi.
Dio non fa preferenze, né quando affida il compito di occuparsi dei suoi affari, né quando poi retribuisce gli operai dell’ultima ora, perchè i figli sono figli e, se uno nasce dopo o è meno capace intelligente o sfortunato rispetto ad un altro, riceve l’eredità in egual misura dei fratelli più dotati.
Chissà perchè sto facendo questo discorso, forse perchè mi ha colpito quella porta in cielo aperta che don Ermete si è augurato sia aperta anche per noi , che non siamo capaci di fare grandi rinunce, ma che cerchiamo di amare e di perdonare come Gesù ci ha insegnato.
Amare tutti, anche quelli che nel fazzoletto tengono nascosta la mina, cercando di portare ogni uomo a desiderare di metterla in circolo perchè tutti collaboriamo alla costruzione del regno di Dio.

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