Riconciliazione

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“In nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio” (2Cor 5,20)

Lasciarsi riconciliare significa che non noi ma Dio vuole fare pace con noi. E’ incredibile come la Quaresima non inizi con una minaccia per i peccati che abbiamo commesso, ma con un richiamo accorato di Dio a tornare nella sua casa, a lasciarsi abbracciare da Lui.
La Quaresima è un tempo di attesa , attesa di Dio che aspetta i suoi figli alla porta con lo sguardo fisso lontano aspettando che l’orizzonte si muova e la polvere che si solleva gli dia il segno della vita che si rinnova.
La polvere è il simbolo di questo giorno in cui ci vengono imposte le ceneri, frutto della combustione delle palme agitate al passaggio di Gesù nel suo ingresso solenne nella città dove avrebbe trovato la morte.
Morte e vita s’incontrano in questo giorno in cui non c’è cosa che non ci ricordi la morte, non c’e cosa che non ci ricordi la vita, facce di una stessa medaglia se ci lasciamo riconciliare da Dio.
Quello che più mi colpisce è che il protagonista di questa giornata non è l’uomo impastato di terra, destinato a tornare in polvere, ma Dio che non si rassegna che i suoi figli muoiano lontano da casa, dalla sua casa.
E’ Lui che ci ha creato, è Lui che ha soffiato lo Spirito sopra di noi, è Lui che vuole tornare a donarci quel soffio di vita.
Rispondere ad una chiamata, questa è la Quaresima, un tempo in cui il deserto in cui Lui ci vuole condurre, chiarificherà il nostro desiderio e ci farà chiaramente distinguere cosa è essenziale per non rimanere terra riarsa, senz’anima, priva di vita.
Ogni anno ci si ripropone lo stesso invito, ogni anno Dio ci propone una vacanza in un luogo non sponsorizzato dalle agenzie turistiche, non ricercato da persone che hanno tutto o pensano di avere tutto, un luogo speciale per un incontro speciale con lui.
Il deserto può affascinare o fare paura a seconda dei casi.
Intanto una cosa buona è che ci puoi andare vestito come ti pare, senza maschera, ieri è finito il carnevale, perchè non c’è nessuno da compiacere o a cui piacere. Nel deserto la prima cosa che avverti è la libertà di essere te stesso, di muoverti come vuoi, di prendere qualsiasi direzione.
E la libertà è cosa rara di questi tempi in cui anche l’aria è condizionata quando te lo puoi permettere.
Nel deserto non ti serve altro che un buon udito, perchè nel silenzio Dio può parlare al tuo cuore.
Il cuore è il nostro terzo ma più importante orecchio, perchè è lì che Dio vuole arrivare, al tuo cuore per sussurrarti parole d’amore, per portarti a contemplare le delizie della stanza del re, per vivere un esperienza di assoluto, di infinito, di trascendenza, di eternità.
Nel deserto ci prepariamo alle nozze con lo Sposo che abbiamo più volte tradito, ci ritroviamo a ripercorrere la nostra storia di uomini visitata e redenta da Dio.
Ogni anno andiamo in vacanza, grazie a Dio e grazie a Lui la scelta cade sempre su terre non registrate sulle mappe turistiche.
Perchè il deserto lo puoi fare anche in città, a casa, in mezzo alla folla, non un deserto di divisione, ma un deserto di comunione con Dio e con i fratelli

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