Guarderanno a colui che hanno trafitto

crocifisso

 

“Colui che mi ha mandato è con me”(Gv 8,29)

Vorrei poterlo dire sempre Signore, quando mi assalgono i brutti pensieri e i serpenti velenosi affondano i loro veleno nella mia carne.
Tu hai detto “Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi, come pecore in mezzo ai lupi”.
Per sopravvivere a tante prove tu ci indichi la stada, ci dirigi lo sguardo a ciò che conta e che ci riporta in vita.
Questa notte, mentre meditavo sui misteri dolorosi, per la prima volta non ho dovuto fare acrobazie mentali o sacrifici innaturali per vivere con gioia anche la contemplazione di ciò che finora non mi attraeva e spesso mi annoiava.
Il miracolo è nato proprio da un suggerimento dello Spirito che mi ha fatto pensare che proprio quella parte della tua vita che mi angosciava e non mi dava serenità era quella che più delle altre mi comunicava quanto ci hai amato, quanto è stato alto il prezzo del nostro riscatto.
Stavo male fisicamente, ma pian piano una senzazione di benessere, di gioia, di pace, di rinnovata speranza si è impadronita di me.
Il dolore, la malattia sono passati in secondo piano, perchè avevo davanti la testimonianza della tua passione e morte come necessaria fonte di vita.
E mi veniva in mente Paola, la giovane mamma colpita da un male che non perdona, portato con coraggio, con il sorriso sulle labbra, con gli occhi rivolti agli uomini, a noi per trasmetterci un pezzetto di cielo, quel cielo che le si era impresso nel cuore.
Ho pregato te Signore questa notte, attraverso di lei che ora è al tuo cospetto e ci rimanda la tua luce, perchè una donna così non può non stare in paradiso.
Anche lei, tra le tante sevizie a cui fu sottoposta per liberarla dal male o ritardarne l’esito infausto, portò il busto a crociera, un busto che a suo tempo anche io portai senza frutto, un busto che fa pensare inevitabilmente alla croce.
Non morì per questo, e anch’io sono sopravvissuta , ma ne soffrimmo molto.
Il deserto è deserto e tu lo ami Signore perchè lì ci puoi parlare e ci puoi mostrare quanto grande sia la tua misericordia e quanto noi siamo lontani da te.
Man mano che ci avviciniamo alla Pasqua le letture si fanno più difficili, pesanti, a volte incomprensibili, le tue parole prendono luce dalla vita e dalle esperienze che svelano a noi il tuo volto di carne, il tuo cuore colmo d’amore.
Così il serpente simbolo di morte è da te usato per portarci alla vita, per ridarci la salute, per guarirci da tutte le malattie che ci allontanano da te.
Signore quanto è grande la tua misericordia, si stende su quelli che ti temono!
Sempre più percepisco,man mano che gli anni passano e i mali fisici aumentano, che la vita si dilata, si allunga, si stende all’infinito.
E’ incredibile come si possa percepire che quello che normalmente il mondo chiama fine non è che l’inizio di una vita vera

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