Ti cerco

p_20150517_201049

SFOGLIANDO IL DIARIO

22 aprile 2011.
Ore 7:30.
Venerdì Santo.
“Che male che ti ho fatto popolo mio?”
“Che male che ti ho fatto mio Signore?”.
“Ho sete”.
Lo hai detto alla Samaritana, le hai chiesto acqua da bere, tu che sei la fonte della vita.
Hai rivolto la stessa richiesta dalla croce a tutti noi.. avevi ancora sete.
La tua sete non era stata placata, ma ti hanno dato una spugna imbevuta di aceto.
Anche io Signore, oggi ho sete, sete di senso, sete di vita, sete di normalità, sete di gioia, sete di amore, sete di te Signore che ti nascondi.
Dove sei Signore?
Quando ti sono venuti a prendere, tu hai chiesto “Chi cercate?”…
Lo hai chiesto a tutti e hai risposto “Eccomi, sono io quello che cercate” e ti sei consegnato senza opporre resistenza.
Io ti cerco Signore in questi giorni che la liturgia ci ripropone la tua passione e la tua morte, ti cerco ma non ti trovo.
Anche io Signore ho sete, una sete che non riesco a soddisfare con la tua Parola e la memoria di tanti tuoi benefici, né con la preghiera continua, né con l’Eucaristia, né con gli affetti.
È una sete che non si spegne, che non trova risposta che in piccoli rigagnoli di acqua.
Troppo grande è la mia sete per poter essere soddisfatta da qualche goccia che cade dal tuo altare, Signore.
Sono stanche le mie braccia di essere tese in alto… anche il passero trova la casa presso i tuoi altari, Signore.
Cosa ti ho fatto? Perché questo deserto è così infuocato e si stende a perdita d’occhio?
Non vedo all’orizzonte che una distesa di sabbia, non c’è oasi dove poter sostare, non c’è pace nè ristoro in questa mia vita di sofferenza.
Signore dove sei?
Rispondimi. Vieni presto il mio aiuto.
Sono stanca lo vedi, non sopporto più questo peso.
Solleva il fardello che grava sulle mie spalle: è troppo pesante e da troppo tempo che cammino.
Quando mia sorella era piccola io la dovevo portare in braccio; ricordo quanto mi pesava e dicevo a mia madre “Ti prego mamma portala un po’ tu, mi fanno tanto male le braccia “.
E mamma mi rispondeva “Ancora un poco ti prego, ancora un poco”.
Ricordo la fatica e il dolore.
Ero piccola, troppo piccola per sopportare quel peso che mi ha storto la schiena.
Tu Signore fai altrettanto? Non posso crederlo.
Tu non sei uomo, tu sei Dio.
Signore perché mi rispondi come mia madre?
Perchè non attenui questo calvario?
Signore mio Dio tu sai, tu vedi, tu conosci.
Al dolore si è aggiunto e sovrapposto lo scoraggiamento, il tuo silenzio Signore.
Il silenzio non lo sopporto, lo sai.
Dimmi qualcosa di prego, parlami come tu sai fare, non mi lasciare sola a combattere una battaglia così feroce.
Ti prego Signore io ti cerco, non per ucciderti, ti cerco perché ho sete ti cerco perché solo tu puoi aiutarmi, solo tu Signore.
Non conosco nessuno che possa lenire questa sofferenza, non so dove cercare.
Signore sono venuta in chiesa ogni giorno con un atto di volontà, ti ho ti ho cercato nel tempio, ti ho cercato nella preghiera, ti ho cercato nell’Eucaristia, ti ho cercato nella nella tua Parola.
Ti ho cercato nei fratelli, cercato nelle medicine, nei medici, nei miei diari, sfoghi notturni di tanto patire.
Cerco te Gesù il Nazareno, Gesù figlio di Dio, Gesù il Salvatore, il Redentore morto e risorto per noi.
Cerco te, proprio te Signore, ma non per ucciderti.
Ti prego non fuggire via, non nasconderti, non permettere che tocchi il fondo del calice amaro dell’impotenza della preghiera, dell’inferno come somma distanza da te, non permettere che io vada ancora più giù Signore, perché sento che vengono meno le forze.
Signore mio Dio io cado, io precipito, io muoio.
Maria madre dolcissima a te mi rivolgo perché tu solo puoi aiutarmi a dare forza alle mie parole e presentarle al Signore sfrondate da ogni eccesso.
Tu sola Maria puoi portarmi Gesù, puoi portarmi davanti a Lui.
Non so cosa chiederti ma tu sei madre, madre purissima, madre castissima, madre senza peccato, madre di Dio e madre nostra, tu madre consigliami, assistimi, fammi tornare a casa.
Ore 9
Lodi in chiesa a San Giuseppe.
Con Giovanni abbiamo contemplato e fotografato l’altare spoglio e il tabernacolo vuoto..
Davanti all’altare della reposizione ho sentito una presenza.

 

La Sua presenza.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...