Tornerò

” Vado e tornerò tra voi”(Gv 14,28)
Non è semplice, facile, automatico, accettare le tue parole, senza provare un senso profondo di smarrimento, credere che tornerai, e pensare che adesso comincia un’altra attesa.
Ci avevi abituato in questi giorni successivi alla Pasqua ad incontrarti in ogni situazione, a lasciarci guidare dalle tue parole, a toccarti, vederti, mangiare con te.
Ci avevi abituati alla tua presenza che pensavamo che non ci sarebbe stata più tolta.
Camminavi con noi, percorrevi le nostre strade, ti facevi interprete dei nostri dubbi, rispondevi alle nostre aspettative.
Per noi che pensavamo fosse tutto finito con la tua crocifissione, con il fallimento della tua missione, è stato tanto bello che, quando ci siamo resi conto che ci sbagliavamo e che tu eri e sei vivo, abbiamo pensato che non saremmo rimasti più soli.
E ora te ne vai di nuovo, e ci chiedi un ulteriore atto di fede, te ne vai e ci lasci con tante domande sospese, tanti perchè.
Il tempo di Pasqua dovrebbe durare in eterno, non finire mai.
Invece dobbiamo aspettare ancora, quando pensavamo di essere arrivati.
Come ci accade nella vita quando le cose cambiano all’improvviso, quando meno te lo aspetti, quando i ricalcoli dolorosi cancellano le gioie faticosamente raggiunte, acquisite.
Tu Signore cambi ancora posizione e ci metti in difficoltà perchè dobbiamo continuare a muoverci a cercarti nella nostra quotidiana battaglia o piatta quotidianità.
Tu vuoi che ti cerchiamo Signore e non smettiamo mai di farlo, come la sposa e lo sposo del Cantico dei Cantici.
Ti nascondi per donarci la gioia di un incontro non scontato ma gravido di desiderio.
Penso a questa mia vita Signore ora e mi ldomando se sarebbe più bella più interessante, più viva, più piena se non avessi qualcuno da desiderare, a cui tendere, in cui sperare.
Nonostante il mio corpo viva fisicamente legato da lacci potenti, pure lo spirito lo sento libero e vitale, non condizionato da nulla che non sia l’ansia, l’attesa, la ricerca di te.
Per questo non voglio rattristarmi oggi che dici che te ne andrai.
Ci lasci la pace, ci dai la tua pace, cosa desiderare di più?
Forse ne abbiamo bisogno più di ogni cosa per superare la distanza che ci separa, lo smarrimento quando il cielo di chiude e tu più non ci parli come nel tempo del fidanzamento.
E poi la promessa di un ritorno definitivo.
Voglio crederti Signore e accogliere con gioia e gratitudine la tua pace.
Ne avrò sicuramente bisogno per il tempo di carestia.
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