Se tu vuoi puoi

“Cristo ha preso le nostre infermità e si è caricato delle nostre malattie” (cfr Mt 8,17)
Se tu vuoi puoi Signore, ne sono certa e me lo ripeto e te lo ripeto ogni volta che la prova mi schiaccia, mi impedisce anche solo di sollevare la testa, di articolare un suono, di chiedere aiuto.
Ogni volta che questo accade, sempre più spesso, purtroppo, mi presento con il mio corpo flagellato, tormentato, sanguinante e straziato da dolori terrificanti, dolori disumani, ogni volta Signore penso a te che mi ami e che hai compassione di tutti, che devo solo aspettare, aspettare il mio turno, perchè anche a me sia dato di riposare un poco all’ombra delle tue ali.
I tempi dell’attesa si sono fatti sempre più lunghi Signore, e io sono qui a mendicare un segno tangibile del tuo amore.
Quando ero piccina e fui strappata dalle braccia dei miei genitori e fui allontanata da casa, per dormire mi bastava che la zia o una vicina di casa m posasse le dita sugli occhi.
“Mi chiudi l’ucchie?” dicevo per fuggire i fantasmi della notte e trovare pace e ristoro, per allontanare i brutti pensieri, per non alimentare nostalgie che mi avrebbero fatto solo soffrire.
Il sonno arrivava immediato, allora, perchè quel calore delle dita bastava al mio bisogno di allora.
Oggi che non vivo la lontananza da nessuno, che anzi vivo intimamente legata alle persone più bisognose con l’affetto, con la preghiera, con la compassione, con lo sguardo e con il calore che da te mi viene, ne sono certa, oggi ho bisogno di chi mi chiuda gli occhi, non per dimenticare gli affanni e gli abbandoni, ma per dare riposo a questo corpo straziato da mille dolori.
Le mie notti sono notti di guerra, di coprifuoco, di lotte sataniche di chi vuole spartirsi la preda.
Tu lo sai Signore cosa accade la notte , tu vedi e credo provi compassione per questa situazione che diventa sempre più gravosa e invalidante.
Sono stanchi i miei occhi di guardare in alto, stanca di soffrire, stanca di vivere questa battaglia senza fine.
So che sei al mio fianco che con Maria e tutti i santi e gli angeli del paradiso fate una barriera impenetabile e inaccessibile perchè i nemici piantino il vessillo sulla preda.
Ma i tempi si sono ristretti e io non riesco a vivere senza il calore delle tue dita poggiate sui miei occhi.
Ho bisogno di riposare Signore, lo sai, riposare fisicamente, perchè non c’è bisogno che te lo dica, sono un essere umano e tutto quello che mi accade mi sembra un esagerazione.
Sono fin dal grembo di mia madre vissuta in un clima di forte tensione, di guerra, di paura, di fuga e di nascondimenti, di buio anche quando c’era il sole perchè dovevamo nasconderci per non farci prendere dai nemici.
Eravamo sul fronte nel 1943 e arrivò il tempo in cui gli amici e i nemici si sono cambiate le maschere e noi non sapevamo riconoscerli.
Oggi continua questa dolorosa e perenne battaglia tra il bene e il male, di cui il corpo porta i segni.
Io però mi tengo poderosamente attaccata a te, alla tua Parola, anche quando e specialmente quando non ti vedo, non ti sento e lontano non si vede segno alcuno di cambiamento.
Io aspetto e soffro Signore.
Vorrei farlo con te, percepirti vicino quando mi assalgono i flutti di morte, quando il dubbio e la ribellione mi destabilizzano, quando la fede è messa a dura prova e
devo ancora aspettare.
Maria vieni in mio aiuto, ti prego, mentre corri ad aiutare Elisabetta con Gesù nel tuo grembo, non ti dimenticare di me che sono sola, povera e infelice, che ho bisogno estremo bisogno di ritrovare la gioia di vivere, la gratitudine a Dio per avermi scelta a collaborare con Lui al suo progetto d’amore.
Non mi lasciate sola, santi tutti di Dio, vi prego, come avvenne quando ero piccina, sola con gente estranea, non mi lasciate sola a combattere questi giganti che mi vogliono distruggere e fare un pasto con le mie membra, non mi lasciate sola, perchè ci sono momenti che mi sembra di venir meno e morire senza poter elevare a Dio il mio inno di grazie.
“Egli ha preso le nostre infermità e si caricato delle nostre malattie”. L’hai detto attraverso le parole del profeta Isaia. L’hai detto e lo farai Signore mio Dio

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