LO SPOSO

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Dinanzi a me hai preparato una mensa
e il mio calice trabocca. (Sal 23,5)
Questo mistero è grande Signore.
Come potremmo viverlo senza il tuo Spirito? Lo Spirito che ci illumina, ci istruisce, ci guida, ci svela il mistero e ci fa vivere dentro il mistero, ci separa dal mondo continuando a vivere nel mondo e ci rende partecipi della tua redenzione.
Signore mio Dio veramente tu sei un Dio generoso perchè hai dato all’uomo, tua creatura la possibilità, la capacità di vivere intimamente unito a te, rendendolo partecipe di tutto quanto è tuo.
La tua bellezza, la tua bontà, la tua mitezza, la tua umiltà, la tua misericordia, la tua giustizia, il tuo tempo, i tuoi desideri, il tuo potere, tutto hai trasfuso in noi perchè fossimo degni di vivere il paradiso.
Qui su questa terra ci anticipi i segreti del regno, ma noi non siamo mai sazi, mai contenti, vorremmo che questi sprazzi di luce, questi momenti di beatitudine e di pace durassero un po’ di più e invece tu ti affacci, ti mostri un momento, e poi fuggi, ti nascondi sì che ci rimane solo la nostalgia e il desiderio che accada di nuovo.
A volte l’attesa ci sembra un po’ troppo lunga e gli impegni, i pensieri, la vita di questo mondo, le tribolazioni, spesso ci allontanano da te.
Così non ti permettiamo di entrare e di fermarti a parlare un po’ con noi a guardarci negli occhi, a stare in silenzio nel solo godimento di sentire il tuo sguardo posarsi su di noi e la beatitudine di poter rispondere al tuo abbraccio con il nostro abbraccio.
Signore oggi ci parli di quanto sia importante approfittare dei momenti in cui riusciamo a trovare la giusta connessione con te, momenti in cui decidiamo di dire basta a tutto ciò che ci distrae dall’essenziale, momenti in cui tu fermi il tempo e ci crei uno spazio in cui riceverti, in cui incontrarti, in cui lasciare che tu ci ami e gioisca con noi.
Ci sarà un giorno in cui lo Sposo non ci verrà tolto, un giorno in cui celebreremo le nozze eterne, il giorno in cui niente e nessuno potrà toglierci la nostra gioia che sei tu.
Ricordo con nostalgia il tempo del mio fidanzamento, gli incontri con quello che sarebbe diventato mio marito nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia.
Sono stati giorni belli, pieni di infinito, di eternità, di comunione, di estasi, di tante cose che non sapevo fossero segno di qualcosa di estremamente più grande.
Il matrimonio ha spento i nostri entusiasmi, perchè non avevamo invitato te alle nozze. Oggi faticosamente ma con sempre più entusiasmo stiamo scoprendo che con te tutto è più facile, che l’amore non viene meno se sei tu ad alimentarlo, che più andiamo avanti negli anni e più ci sentiamo segno della tua misericordia infinita, ma anche e soprattutto missionari di gioia e di amore, testimoni di te che sei l’amore infinito, te che aspetti di coronare il nostro sogno di comunione e di condivisione perfetta.
Tu sei il perno, tu la radice di ogni piccolo amore che trasformi in pianta dalle poderose radici che stende i suoi rami per fare ombra ai viandanti dell’assolato e arido deserto della vita.
Tu dai il senso al nostro stare insieme.
Tu hai consegnato l’uno all’altra, libri di carne, su cui esercitarci e prepararci all’incontro definitivo con te.
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