“Ecco il seminatore uscì a seminare”(Mc 13,3)

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“Ecco il seminatore uscì a seminare”(Mc 13,3)
E’ la prima volta che, leggendo questo passo del Vangelo, mi viene in mente la zizzania e chi fa di tutto perchè questa soffochi il seme piantato dal divino seminatore.
Perchè mi viene in mente questa immagine, quando sarebbe estremamente più bello e rilassante incominciare la giornata con un inno di lode e di gratitudine a Dio che non si stanca di spargere il suo seme e di fecondare la terra?
Eppure in un passo della Scrittura è detto che non tornerà a Lui nessuna parola, seme gettato sulla terra senza aver portato frutto.
Come è possibile allora che accada quanto noi sperimentiamo ogni giorno: la lotta per non soccombere agli attacchi del maligno, la stanchezza che ci prende e che ci fa sentire incapaci di rialzarci, di vivere, di accettare la volontà di Dio che sembra un accanimento terapeutico di cui faremmo volentieri a meno.
E ci viene di pensare che le cose sono troppo difficili per noi che non abbiamo nè gambe, nè braccia per muoverci a nostro piacimento, ma neanche per andare verso quella che noi riteniamo la meta sicura, vale a dire le sue braccia.
Come può pretendere Dio che camminiamo da soli, impariamo a camminare se ci mancano gli strumenti essenziali per farlo?
Certo che sperimentare l’incapacità di procedere perchè dovunque ci sono impedimenti che non ti permettono di venire alla luce, di spuntare tra i sassi, tra le spine, o sottrarti alla fame degli uccelli del cielo, quando sei sulla strada, è dura.
Questa mattina sento forte il cuore oppresso da sentimenti negativi, da una forza che mi riporta dentro l’abisso, sento che non riesco a riconsegnare al Signore la mia volontà, perchè ci sono cose a cui sono rimasta molto attaccata e non riesco a togliermele di dosso.
E’ come se , pur volendolo, non posso uscire dalle sabbie mobili in cui sono rimasta ingabbiata.
Ho cercato nella Parola di Dio spunti, motivi per guardare le cose da un punto di vista diverso, ho pregato il rosario cercando di immettermi nel mistreo della nostra redenzione, ho fatto una preghiera violenta combattendo contro il dolore al braccio che si è acuito dopo l’intervento ieri sera della fisioterapista.
Perchè mio Signore la tua parola non ha mosso le corde più intime del mio cuore, non mi ha suggerito vie di scampo, non mi ha allontanato la paura di non farcela e mi ha invece aggiunto la delusione perchè ho perso la connessione con te e con Maria?
Ecco io cerco la connessione, quel filo che non mi fa spegnere la luce, non mi fa andare in corto circuito, quell’acqua pura che mi rigenera e mi guarisce quando funzionano i serbatoi e i rubinetti di apertura e di chiusura.
Il demonio sta facendo scempio di me e della mia persona, si sta prendendo gioco di me e mi fa vedere la luce lì dove non c’è.
Il demonio semina zizzania nel mio cuore e favorisce la divisione tra me e te Signore mio Dio, la divisione con i miei fratelli, mettendo in primo piano le cose negative e nascondendo il positivo che c’è in ognuno di loro.
Perchè Signore questa mattina mi riesce così difficile ringraziarti, amare, donare, consegnare a te tutto, ma proprio tutto?
Perchè mi fa tanta paura la perdita dell’autonomia? E la vecchiaia con tutto ciò che comporta?
Perchè questa mattina mi viene in mente solo il male ricevuto e non il bene gratuitamente a me fatto?
Perchè non riesco a dire” Eccomi, si faccia di me secondo il tuo volere?”
Perchè?
Signore io amo la tua Parola, lo sai e so anche che quello che oggi non riesco a capire, lo capirò domani o non lo capirò mai, ma non dovrebbe importarmi.
Tu dici che a quelli di fuori tu parli in parabole perchè non capiscano e non si convertano.
Io cerco di rimanere dentro, ma c’è una forza perversa, estranea che mi tira con violenza, mi vuole strappare lontano da te.
Il tuo seme sembrava aver attecchito ma pur avendo radici profonde, sento che la forza del demonio è tanto grande da estirpare anche ciò che io pensavo consolidato.
Per questo ti prego Signore, se tu vuoi, puoi guarirmi, puoi liberarmi, puoi agevolare la connessione con i circuiti vitali, tu puoi, Signore io non posso che desiderarlo.
Maria, la madre che mi hai messo a fianco non la vedo e non la sento.
Mi sembra di essere in un’isola deserta in attesa che qualche nave o qualche aereo si accorga dei miei disperati segni di richiesta di aiuto.
Signore non mi lasciare sola in questa battaglia che infuria dentro di me, non permettere che la zizzania prenda il posto che la tua parola ha il diritto di avere.
Senza di te sono perduta.
Aiutami Signore.
Sconfiggi il nemico che è dentro di me.
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