” Il demonio è uscito da tua figlia”( Mc 7,29)

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” Il demonio è uscito da tua figlia”( Mc 7,29)
Quando il demonio esce da una persona? Quando non gli è più possibile creare divisione, impedire la comunione, dividere non il pane ma i cuori delle famiglie.
Nel passo evangelico di oggi una madre chiede che il pane dei figli sia dato a tutti, anche a una pagana come lei.
Certo che la Cananea era spinta da un bisogno estremo e senza vergogna si rivolge a Gesù in modo sfrontato e impertinente con la sola forza della disperazione sapendo che solo Gesù poteva guarire sua figlia.
Chiede un po’ di giustizia questa donna disperata di fronte al male che divora la sua casa
Quante madri si possono riconoscere in questa pagana che si trova in casa un figlio che non riconosce più per i suoi comportamenti aberranti, in contrasto con ciò che gli è stato insegnato.
Pensiamo al dolore di tanti genitori che magari hanno figli che sono schiavi della droga, del gioco, del sesso, figli violenti, figli malati di mente.
Questi genitori soffrono molto e spesso non sanno che fare perché le istituzioni non li aiutano, né hanno denaro sufficiente per curarli a proprie spese.
Quanti di questi ricorrono a Gesù in questi frangenti? Quanti confidano in Lui e ascoltano i suoi consigli?.
Tante situazioni esplosive all’interno delle famiglie sarebbero meno devastanti se venissero alla luce, se ci fosse condivisione del pane dei figli tra i cristiani, tra quelli che portano questo nome.
Si vive barricati in casa perché la società emargina chi ha problemi e non ne vuole sapere.
A ognuno bastano i propri e ne hanno anche d’avanzo…figuriamoci se pensano di dare aiuto a qualcuno!
La cananea è una di questi poveri genitori disperata per una situazione che da sola non può più gestire.
Avere il diavolo in casa non è il meglio che ci possiamo augurare e quante volte abbiamo sentito persone lamentarsi del comportamento di un familiare violento con queste parole!
Del pane dei figli siamo gelosi a tal punto da pensare che ci appartenga di diritto e che non dobbiamo daarne a nessuno perché è frutto del nostro lavoro, della nostra assennatezza, previdenza e non dobbiamo ringraziare nessuno.
Il pane dei figli è l’amore condiviso, che non è un concetto, un’idea, ma è l’effetto naturale di una gratitudine a Dio che non ci lascia mai morire di fame anche se ci sentiamo cagnolini sotto la tavola dei nostri padroni.
A dire il vero oggi chi sta meglio sono gli animali da compagnia a cui non si fa mancare niente, a cui si vuol bene più che agli esseri umani perché sono riconoscenti e scodinzolano sempre quando ti vedono e ti fanno sentire una regina, un re, quando gli dai da mangiare, da bere e gli fai le coccole e gli permetti di salire sulle poltrone o infilarsi nel letto con te.
Quanta cura per gli animali e quanto disinteresse per i bisogni dei più stretti congiunti!
Gesù non fa differenze, a tutti dona una parola di speranza, una parola di vita, spostandosi da un posto all’altro, in patria e fuori, con il cuore però sincronizzato con l’Amore da cui è stato generato.
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