“Il padre vostro sa di quali cose avete bisogno”.(Mt 6,8)

“Il padre vostro sa di quali cose avete bisogno”.(Mt 6,8)
Padre, tu mi scruti e mi conosci, mi vedi quando mi siedo e quando mi alzo, non ti erano sconosciute le mie ossa prima che fossero intessute nel seno di mia madre…
Padre tu che ami tutte le cose che hai creato, che nulla disprezzi di ciò che è uscito dalla tua mano che, se l’avessi disprezzato non l’avresti neanche creato…
Tu che, quando ero giovane, mi traevi a te con vincoii di tenerezza, mi sollevavi alla tua altezza, per comunicarmi il tuo amore…
Padre che non hai mai smesso di starmi vicino, di assistermi, guidarmi, amarmi…
Padre che, quando nacqui, dicesti: “Questa è mia, guai a chi me la tocca!”…
Parole che mettesti sulla bocca di mio padre ma che tu, attraverso il tuo spirito, hai continuato a ripetere, nonostante gli sbandamenti della mia vita…
Padre che mi hai accompagnato nel mio desiderio di cibo e di libertà con discrezione, vigilando a che non mi perdessi, ma non impedendomi di fare esperienze dolorose e avvilenti…
Padre che sempre attraverso le parole dei miei genitori nella carne, hai parlato, e visto, hai ascoltato la mia supplica, il mio desiderio di pane…
“Ho fame”. Mi ribattezzò mio padre perché ero insaziabile…
Ma tu conoscevi di cosa avevo bisogno e non hai permesso che il mio corpo vedesse la distruzione per il cibo che non dura, che porta alla morte….
Padre che con pazienza infinita hai aspettato che io entrassi nel deserto e avessi fame solo di parole d’ amore, di solidarietà, di giustizia, di consolazione, di verità, hai aspettato insieme a tuo Figlio inchiodato alla croce e mi hai toccato e ridato vita, fatto rinascere con il tuo soffio…
Padre che continui ogni giorno a nutrirmi di quella parola all’origine di tutte le altre, la Parola di vita, la Parola che suscita e che consola, la Parola lampada ai miei passi, sostegno nelle difficoltà, fondamento su cui posare i piedi senza pericolo…
Padre che ogni giorno mi ricordi che non di solo pane vive l’uomo ma di ogni parola che esce dalla tua bocca….
Padre che continui a chiamarmi “Ho fame”, perché mai, finché muoio, cesserò di cercarti, cesserò di nutrirmi di quello che tu mi dici…
Padre ti rendo grazie perché mi hai dato gli strumenti per amplificare e decodificare i messaggi che tu mi mandi, attraverso le persone che mi metti a fianco, che mi affidi o a cui mi affidi…
Padre che non hai permesso al nemico di distruggermi, di allontanarmi da te, perché, attraverso le parole di mio padre,
sei rimasto fermo nel ribadire che per rimanere nella casa tua, le regole erano quelle da te dettate perché tu sai di che cosa abbiamo bisogno…
Padre che mi hai fatto sperimentare quanto l’oblio, la lontananza, siano dolorose, ma non hai ostacolato quest’esperienza di allontanamento dalla casa paterna, perché il desiderio di te fosse più consapevole, più forte, insopprimibile….
Padre che hai aspettato alla finestra che tornassi, e per tanto tempo hai guardato l’orizzonte per vedere se si muoveva, quando ancora cercavo rimedi umani alla mia fame ancestrale, quando cercavo ancora case di muri e non muri di carne, quando la cecità mi aveva chiuso il cuore…
Padre a cui oggi sento di appartenere come mi ricordò un giorno Giovanni, a cui, come a tutti i bambini hai dato il dono della profezia…
Gli suggeristi, ricordo, quando mi rammaricavo che mio figlio non mi abbracciava di dirmi:”Non ti preoccupare perché c’è in cielo un padre che ti abbraccia… ti sta aspettando”….
Padre a te questa mattina voglio dare gloria e onore, lode e gratitudine, voglio consegnare nelle tue mani il mio piccolo cuore, il mio amore che deve crescere ma che ha bisogno del tuo concime, della tua sapienza, la tua onnipotente pietà e misericordia.
A te Padre, consacro questa mia vita e ti ringrazio per averla resa più bella, più piena, più tua.
Il mio albero è il tuo albero, tu lo hai piantato, un albero che attinge acqua alla tua sorgente…
Cristo il mio Signore mi porta a te, Maria è la scala del Paradiso…
Questo è il paradiso Signore mio Dio, quando mi abbracci e mi consoli, quando mi fai delle improvvisate, quando fai sciogliere il mio cuore e fai cadere i muri dell’incomprensione si che le cose vecchie scompaiono e ne nascono di nuove…
Hai tolto dalla mia vita la maledizione e l’hai cambiata in benedizione, il ritorno a casa lo hai cosparso di fiori del tuo giardino, fiori da coltivare, da rispettare, da amare, fiori che mi parlano della tua bellezza, della tua bontà, della tua fantasia, della tua sapienza, della tua intelligenza, del tuo amore infinito….
PADRE
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...