“Il Signore è mio sostegno, mi ha liberato e mi ha portato al largo, è stato lui la mia salvezza, perché mi vuol bene.” (Sal 18).

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“Il Signore è mio sostegno,offerta
mi ha liberato e mi ha portato al largo,
è stato lui la mia salvezza, perché mi vuol bene.” (Sal 18).
Come vorrei Signore poter dire con fermezza e certezza di non essere smentita che tu sei il Signore!
Quanta fatica ad accettare la prova, a non vedere, non toccare, non capire la via della salvezza!
L’angoscia diventa la tua padrona quando il corpo geme e le tue mani sono legate e i tuoi piedi e la testa e il cuore.
Solo la bocca va ripetendo i tuoi insegnamenti e ti loda con una preghiera violenta, senz’anima, nella speranza che tu ti muova a compassione e mi tenda la mano e mi dica” Coraggio, sono io, non avere paura!”
Quando dormi nella barca e le onde si fanno più minacciose vorremmo vederti all’opera, rimboccarti la veste, usare le mani e darci istruzioni per non affogare.
Quante volte mio Dio sei venuto in mio aiuto ed è bastata una sola parola, un’anelito dell’anima, quante volte sei venuto senza che me ne accorgessi, all’improvviso e mi hai aiutato a superare indenne l’abisso che mi si parava dinanzi.
Ora sempre più spesso, man mano che avanzo su questo sacro monte il tuo aiuto si fa attendere e io mi smarrisco e ho paura.
Signore ti offro la mia paura, la paura che fu di mia madre e che non capii fino a quando non la sperimentai sulla mia persona per 11 anni consecutivi, paura senza te da invocare, benedire o maledire, senza nessuno con cui relazionarmi nel bene e nel male.
La solitudine che mi schiacciava inconsapevolmente portava a te che sei un Dio di comunione, di condivisione, di amore.
Tu Signore hai riempito il vuoto dell’attesa, lo strazio delle ferite, l’angoscia dell’anima.
Tu Signore solo puoi traghettarmi nel tuo oltre, nel giardino che ci donasti quando ci hai creato e ridonato quando ci hai ripreso dall’inferno in cui eravamo piombati.
Le colpe dei padri ricadono sui figli, e noi stiamo sperimentando quanto sia vera questa affermazione che un tempo mi sembrava priva di ogni fondamento e sostanzialmente ingiusta.
Siamo abituati a guardare fuori di noi e a puntare il dito su tutto quello che gli altri fanno di sbagliato ma facciamo una fatica immane a riconoscere le nostre colpe e a fermare il male che come una valanga si ingrandisce man mano che avanza.
Pietà di noi Signore, contro di te abbiamo peccato, nel peccato mi ha generato mia madre..” Parole fino a poco tempo fa incomprensibili, perchè non vedevo la connessione tra il prima e il dopo, tra le buone o cattive abitudini che si ereditano volenti o nolenti.
E’ strano come sia chiaro e scontato applicare il principio dell’ereditarietà quando si tratta di caratteri somatici, di predisposizioni a certe malattie, di attitudini mentre è inammissibile quando si tratta di cattive abitudini, di uso colpevole, distorto di beni che non ci appartengono.
Ma ciò che più condiziona la nostra vita è l’incapacità di finalizzare le nostre azioni al bene comune.
Tu sei venuto Signore a dirci tutte queste cose che solo ora sto capendo quanto siano vere.
Da soli non ce la faremmo mai Signore a disboscare una terra incolta da tanti anni, a fare ordine nella nostra casa dove abbiamo ammassato ogni sorta di cose.
Da soli Signore saremmo persi, perchè il tuo e nostro nemico fa di tutto per confonderci le idee e attttirarci con soluzioni a buon mercato.
Da soli non possiamo fare nulla, Signore, perchè grande è la nostra colpa e nella colpa siamo stati generati.
Ma tu Signore, Dio di amore, compassionevole, lento all’ira e ricco di compassione ci hai dato tutto, ma proprio tutto quello che ti apparteneva.
Ci hai dato prima di tutto una madre, Tua madre, perchè ci parlasse di te, ci ricordasse tutto quello che tu hai detto e fatto, intimamente unita attraverso lo Spirito a te, ci hai dato i tuoi angeli che ci custodiscono e ci spianano la strada, ci hai dato i tuoi santi esempio di vita vera e feconda, ci hai dato il tuo Spirito Signore per trasformare i nostri cuori di pietra in cuori di carne, perchè uscissimo dai nostri seplcri e tornassimo a vivere nel tuo giardino.
Come è bella la primavera quando i fiori si schiudono e l’erba cresce e gli alberi si rimpolpano di foglie e tutto ci sorride.
Dovrebbe durare sempre la primavera, perchè il cuore si apre alla speranza della vita che si rinnova.
Fa che rimaniamo ancorati alla tua parola, nella certezza che il tempo è nelle nostre mani nella misura in cui l’infinito è nei nostri cuori.

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