“Signore ricordati che ho camminato davanti a te con fedeltà ( Is 38, 3)

Ricordati

“Signore ricordati che ho camminato davanti a te con fedeltà ( Is 38, 3)
Sono qui, Signore, alla tua presenza, a ricordarti che ho camminato davanti a te con fedeltà da tanto tempo ormai.
Non mi sono risparmiata, ho dato tutto quello che potevo.
Sicuramente con il tuo aiuto ho fatto tante più cose di quelle che avrei pensato di poter fare da sola, ma adesso sono stremata.
Questa vita è diventata un martirio, una salita al monte Calvario di cui non si riesce a vedere la vetta.
Signore tu lo sai, tu lo vedi.
I miei piedi sono gonfi sono malati, non c’è più nessuno che mi spinga, che mi porti in braccio,  perché le forze sono venute meno  anche a quelli che mi accompagnavano fisicamente.
Signore perché non mi ascolti, perché te ne stai in silenzio, perché devo essere così triste fino alla morte?
Tu sei il mio Dio. Tu mi hai creato. Io sono tua. Finora ho pensato che tu eri un padre e che non avresti permesso che un figlio soffrisse così tanto.
L’ho sempre detto e  l’ho sempre proclamato ad alta voce davanti alla tua assemblea.
Ho sempre creduto che i miei tempi non erano i tuoi tempi, che dovevo aspettare con pazienza, con perseveranza e continuare a pregare.
Ma adesso Signore perché questo martirio si prolunga così tanto, perché devo soffrire così, perché Signore non hai pietà di me?
Qual è il tuo progetto su di me?
Qual è la strada che io posso seguire, che sia una strada di speranza,di gioia,di stupore, di condivisione e non di solitudine, di aria pura da respirare, una strada di libertà, di verità, di vita?
Signore tu lo vedi, tu lo sai; non ho più parole per dirti la mia pena, nè per cantare le tue lodi.
“Mi si attacchi la lingua al palato se ti dimentico Gerusalemme!”
 In questi giorni sto pensando che forse mi sono sbagliata e che forse tu non esisti, che tu sei il frutto di un mio desiderio, una mia proiezione, perché avevo bisogno di qualcuno che mi ascoltasse, mi desse consigli, avevo bisogno di qualcuno che mi facesse sentire meno sola… ma è vero che ci sei?
Dammi un segno Signore della tua grazia, della tua misericordia, del tuo amore.
Non è possibile che io ogni giorno sia distesa sul lettino di qualche medico, di qualche operatore sanitario per sottopormi ad indagini o trattamenti di ogni tipo più o meno  invasivi, dolorosi,dannosi, mai risolutivi.
Io non ti chiedo di guarire, perchè troppi danni ha subito la mia casa per i ripetuti terremoti, per l’incuria e l’incompetenza degli addetti ai lavori e anche, non posso negarlo per  mia colpa.
Ti chiedo una pausa, una vacanza dal dolore.
Io ormai non posso neanche pensarle le vacanze, che non sia la messa quotidiana dove ti cerco e spesso non ti trovo.
E anche quando riesco a farmi accompagnare, tu sai che non mento, i dolori non cessano di tormentarmi.
Signore voglio andare in vacanza da questo corpo che da anni mi fa così tanto soffrire, un corpo all’apparenza sano che non giustifica, neanche attraverso le analisi, i” casini” che racconto.
Signore abbi pietà di me!
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