“E voi chi dite che io sia?”(Mc 8,29)

SFOGLIANDO IL DIARIO…
13 settembre 2009
Domenica della XXIV settimana del T.O. anno B
“E voi chi dite che io sia?”(Mc 8,29)
Oggi  Signore mi riproponi la domanda che esige una risposta chiara e convinta.
I tuoi discepoli fecero fatica a capire fino a quando non scese lo Spirito Santo sopra di loro.
Dovevi morire, Signore, perché la tua identità fosse svelata e non ci fossero dubbi su Chi ti aveva mandato e su cosa eri venuto a mostrare.
Le letture di oggi parlano dell’agire conseguente all’essere, della fede che, senza le opere, non vale a nulla, perché, se uno ama, agisce di conseguenza.
La conseguenza dell’amore, la testimonianza di quanto tu tenevi e tieni a noi l’hai data, offrendoti in sacrificio per la nostra salvezza Dovevi patire e morire, perché potesse scendere lo Spirito Santo a illuminarci.
Trentotto anni fa io e Gianni ci siamo sposati con la testa piena di sogni, ignari di quanto la vita matrimoniale fosse impegnativa, di quanto l’amore fosse  intransigente.
Abbiamo camminato, lottato fianco a fianco per tanti anni, da soli, vicini nel corpo, ma non uniti nello spirito, contro le avversità della vita.
Non noi , la nostra relazione di coppia, ma la mia malattia è stata la protagonista del nostro matrimonio.
Tu ci portavi in braccio in quegli anni bui, quando tutte le illusioni man mano cadevano, ma noi non ce ne siamo accorti.
Oggi sei diventato il nostro punto di riferimento, Signore , che ci sforziamo di non perdere mai di vista.
Ti vogliamo lodare, benedire e ringraziare, perché tu sei la ragione della nostra speranza.
Tu doni pace al tumulto del cuore, tu ci togli la paura e riannodi i fili spezzati della nostra comunicazione ancora tanto faticosa da sembrare a volte impossibile.
Tu Signore sei stato la nostra salvezza, tu la roccia che non crolla, dai senso al nostro soffrire, forza alle nostre braccia stanche.
Tu rinnovi ogni giorno il nostro cuore, rendendolo capace di amare.
Signore grazie per questo tirocinio costante, questa lotta a cui tu ci stai abituando, perché possiamo gustare già da adesso un frammento di paradiso e dire agli smarriti di cuore:” Coraggio, il Signore è con te!”
Signore non so come e dove saremmo oggi se non ti avessimo incontrato.
Certo che il nostro cuore sarebbe in subbuglio, forse ci avremmo messo un catenaccio perchè non andasse in frantumi.
Saldamente legati, vincolati con doveri di reciproco amore, tu hai riscritto la nostra storia perché ti rendessimo gloria e mostrassimo al mondo quanto è grande la tua misericordia.

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