Alleanza

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MEDITAZIONI sulla liturgia di
martedì della II settimana del Tempo Ordinario anno dispari
letture : Eb 3,7-14; Salmo 94; Mc 1, 40-45
Meditazione sulla lettera agli Ebrei (Eb 3, 7-14)
La cauzione che Dio ha dato dell’alleanza, il patto che ha fatto con l’uomo è Gesù Cristo, è se stesso.
Fidiamoci di lui perché la cauzione è sempre piccola, rispetto al valore e al vantaggio che se ne trae dal compromesso.
La caparra in qualsiasi contratto è un acconto di ciò che sarà poi pagato per intero al rogito.
Dio ha pagato tutto e subito senza aspettare il compimento dell’opera, rischiando di perdere, accettando di perdere, perché la posta in gioco per lui era troppo elevata, valeva più di ogni altra cosa.
Per sottrarre l’uomo al male, Dio ha dato tutto, impegnato tutto, è morto a se stesso, perché noi diventassimo se stesso.
Il tema dell’alleanza ricorre in tutta la Bibbia, l’alleanza è il patto che Dio ha stabilito con l’uomo.
È chiaro che doveva scegliersi tra tanti popoli uno con il quale stipulare il patto, si doveva scegliere la sposa come succede per noi, quando decidiamo di mettere su famiglia.
La sposa che si è scelta è Israele e, attraverso il patto fatto con Abramo, un patriarca, ma incarnazione simbolica di una famiglia e con la sua discendenza, ha amato la sua sposa che si era scelta, di amore eterno, perdonando, castigando, istruendo, accogliendo nelle sue braccia la donna infedele.
Israele la sposa non ha capito quanto lo sposo le voleva bene, nonostante le numerose continue testimonianze di fedeltà alla parola data da parte di Dio: “Non ti abbandonerò mai, perché ti amo di amore eterno”.
Ma poi Dio ha deciso di fare un’altra alleanza con il suo popolo, non garantita solo da lui, dalla sua fedeltà, ma anche dalla controparte che doveva avere la stessa capacità di mantenere fede al patto.
Gesù Cristo, fattosi solidale con l’uomo, diventato in tutto simile a lui, tranne che per il peccato, è stato il partner alla pari con cui Dio ha stabilito un’alleanza nuova, sigillata con il sacrificio di una vittima perfetta.
Cristo vittima perfetta poteva con il suo sangue sigillare e rendere operativa la nuova alleanza.
Adamo, Abramo, Mosé, Cristo.
Adamo rompe l’amicizia con Dio riproposta ai capi del popolo, Cristo la ricompone una volta per tutte.
Ma da Cristo in poi l’alleanza Dio la fa con ogni singolo uomo che con la sua adesione concorre a diventare popolo di Dio.
Dell’Antico al Nuovo testamento vediamo una progressiva responsabilizzazione della persona che non solo deve rispondere di se stessa ma anche degli altri, deve diventare collaboratrice di giustizia.
Cristo è stato il primo e il più importante.
Innestati a lui, tutti possono ripetere ciò che lui ha fatto, perché la sposa diventi pura e immacolata e di due popoli si faccia un popolo solo.
La nuova alleanza ci chiama ad una sponsalità nuova, responsabilità appoggiata sulla grazia di Cristo, che rende saldo ogni legame, perché la vita continui a circolare nel corpo mistico. Così Cristo risorgerà e vivrà in eterno in tutti noi e noi in lui.
Dio ha cercato la relazione, il nodo che non si spezza, attraverso la storia del suo popolo e la nostra storia.
Ognuno di noi è chiamato a rendere saldo il nodo che ci unisce a lui e all’altro.
” Beati gli operatori di pace, i costruttori di nodi, testimoni della fede, di essi è il regno dei cieli!”
Oggi più che mai sento che le mie radici non sono quelle che mi legano alla mia famiglia terrena, ma a Gesù ebreo, figlio di una donna ebrea.
Sento forte oggi come la mia storia sia stata preparata da un popolo dal quale non mi sono mai sentita attratta, che anzi ho per parecchio tempo disprezzato e del quale mi sono sentita superiore.
Perdono Signore per il male che ho fatto senza saperlo, grazie perché mi sento oggi più stabilmente poggiata sulla speranza di una vita piena.

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