DIO E’ AMORE

Meditazioni sulla liturgia di
domenica della SS Trinità anno C

Letture:
Pr 8,22-31; Salmo 8; Rm 5,1-5; Gv 16,12-15

“Tutto quello che il Padre possiede è mio”(Gv 16,15)

Cosa possiede il Padre viene da chiedersi?
Il Padre di Gesù è Padre nostro, per i suoi meriti e quindi anche noi potremmo affermare la stessa cosa.
” E’ mio!” la prima frase che sentiamo formulare dai bambini quando vengono ostacolati a gestire il loro piccolo mondo fatto di persone e di cose.
Il desiderio di possedere ci accompagna tutta la vita, giustifica le nostre fatiche, i nostri imbrogli, le nostre mistificazioni, perché ci sentiamo bene, almeno crediamo di stare bene se possiamo controllare e gestire tutta la realtà che ci riguarda e non solo.
Purtroppo facciamo dipendere la nostra identità, il nostro valore da ciò che abbiamo, senza peraltro sforzarci di indagare in modo più approfondito chi siamo, mentre tutti sono in grado di capire chi crediamo di essere.
Oggi è la nostra festa, festa grande perché ci fa vedere a quale famiglia apparteniamo, di chi siamo figli, quali sono i nostri parenti, le nostre credenziali, la nostra forza, tutto di noi.
Ogni azienda alla fine dell’anno fa l’inventario ed è giusto per verificare uscite ed entrate, guadagni e perdite.
A me interessa sapere se in questo anno di ascolto della Parola di Dio ho guadagnato qualcosa in sapienza da cui, a quanto pare, tutte le virtù provengono.
“Tutto ciò che il Padre possiede è mio” dice Gesù.
Ma il “mio” del mondo crea separazione, divisione, odio, scontri e guerre, il “mio” di Gesù è frutto di comunione di amore, di condivisione, di pace, di gioia, di giustizia.
Cosa quindi fa la differenza?
Nelle cose del mondo il possesso divide, nelle cose di Dio il possesso moltiplica se benedetto e offerto agli altri.
Voglio ringraziare il Signore perché mi ha chiamato a far parte di una Famiglia dove i membri vanno tanto d’accordo che il pensare, il volere e l’agire sono sintonizzati su un unica frequenza, dove la sintesi, la comunione, l’uno in tutti e tutto in uno, è frutto di un esodo e di una kenosi(morte) continua.
Voglio chiedere a Dio di aumentare la mia piccola fede, il mio piccolo amore attraverso i suggerimenti dello Spirito Santo che ogni giorno mi svela e mi dona lo stupore di una verità sempre più luminosa e appagante.
So che non tutto posso capire e ci sono momenti in cui veramente il sole si oscura e viene la notte del dubbio, dell’angoscia, della ribellione.
Sono quelli i momenti in cui vado alla ricerca della mia gerla di scintillanti, il sacco dove ho riposto con cura tutto quello che Dio mi ha donato nel tempo, per non dimenticarlo.
Lo Spirito di Dio mi aiuta in questo percorso all’indietro perché non perda nulla, neanche uno iota delle parole che sono uscite dalla sua bocca e che ho visto incarnarsi nella mia storia.
Lo Spirito santo mi aiuta a ricordare, mi apre il cuore alla speranza che possa succedere di nuovo, che il sole tornerà a illuminare la mia terra per sempre.

Disegno di Giovanni, il mio nipotino, all’età di 4 anni
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