Spine

SFOGLIANDO IL DIARIO…

4 dicembre 2015
venerdì della I settimana di Avvento
Letture: (Is 29,17-24); Salmo 26; (Mt 9,27-31)
ore 7
“Avvenga per voi secondo la vostra fede” (Mt 9,29)

Oggi il vangelo ci parla di fede, in chi può guarirci dalle malattie che ci affliggono.
I due ciechi furono esauditi nella loro richiesta di aiuto perchè credevano che Gesù poteva fare il miracolo.
Anche io credo che Lui e solo Lui può, se vuole,non dico togliermi le malattie, ma attenuarne l’effetto devastante sul mio sistema nervoso che è andato in tilt.
Non so più in che lingua invocarlo, pregarlo, chiedergli almeno una briciola del suo amore, una briciola di quel pane che cade dalla tavola e di cui sono soliti cibarsi i cagnolini.
Un dio senza pietà mi si mostra in questi giorni, un dio impassibile e severo , un dio sordo al grido di chi è nella fossa dei leoni e viene straziato dai loro denti aguzzi giorno e notte senza riuscire a morire.
“La morte si sconta vivendo” disse qualcuno, e chissà quanti peccati devo scontare per guadagnarmi questo traguardo.
Un tempo avanzavo tra i primi nella santa assemblea, un tempo rendevo lode e gloria al Signore perchè aveva cosparso la mia strada di “scintillanti”.
Un tempo.. ma come accade nei matrimoni all’inizio c’ è l’idillio e la risposta sempre pronta: un abbraccio, un regalo, un sorriso, una parola carina.
Con Lui bastava che desiderassi anche incosciamente una cosa che la vedevo realizzata.
Poi è aumentata la vicinanza, il tempo della preghiera, l’intimità, e il tempo dell’attesa si è fatto più lungo, addirittura interminabile.
Le risposte tardano a venire e io mi sento messa da parte, dimenticata.
Perchè Signore mi tratti in questo modo?
Perchè non rispondi ai miei ripetuti SOS ?
Percè Signore la mia vita deve essere un calvario e la morte durare lunghissimi anni?
Continuo a credere che solo tu puoi aiutarmi, che non c’è nessuno al di fuori di te che possa togliermi questa spina nel fianco, ma tu sei sordo, anche se non avaro di parole di speranza, specie in questi giorni di preparazione al Natale.
I morti non ti lodano dalla fossa, perchè non scendi e impedisci al nemico di fare scempio del mio corpo?
Perchè Signore più non ti schieri con i nostri eserciti e ci fai andare allo sbando?
Piega i cieli e scendi e visita questa vigna, il virgulto che ti sei piantato.
Ne fanno scempio i viandanti e i ladroni.
Sono tua Signore, te lo sei dimenticato?
Dove ti nascondi o mio diletto perchè torni a sorridermi la vita e i fiori del mio giardino profumino e i loro colori mi parlino di te?
Dove cercarti Signore che non sia in questo dolore continuo e scrastante, dove fuggire da questa persecuzione?
Signore non posso, non voglio, non riesco a vederti in queste macerie, in questo corpo mandato al macello, dato in pasto agli avvoltoi.
Dove sei Signore?
Mostrami il tuo volto e io vivrò.
Guariscimi gli occhi del cuore perchè ti veda chino sule mie ferite.

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