Preghiera

Chiesa dell’adorazione (PESCARA)

SFOGLIANDO IL DIARIO…

4 giugno 2014
mercoledì della settima settimana di Pasqua.
Chiesa dell’adorazione.
Ore 11:15

“Che siano una cosa sola”( Gv 17,11)

Signore sono qui, sono arrivata finalmente.
Mi hai invitata e mi hai preparato un posto speciale, un posto di favore, perché potessi più intimamente sentirmi legata a te.
Il parcheggio della macchina proprio davanti all’ingresso della cappellina, mi ha detto che tu ti eri scomodato per me e poi questa sedia nascosta dietro al pilastro, che però è in prima fila, un posto speciale per non essere distratta e sentirmi in più intima comunione con te.
Io ho portato un piccolo contenitore, un regalo che poi regalo non è, ma io so che a te piace che ti diamo quello che abbiamo e non ti formalizzi se il regalo è proporzionato a quello che veniamo a ricevere.
Tu vuoi che noi portiamo le nostre brocche, grandi, piccole, mal messe, usurate dal tempo e da tanti colpi inferti dagli altri.
Le nostre brocche non mantengono il contenuto, neanche il tempo che ci vuole per arrivare a casa.
Ne riportiamo sempre troppo poca di acqua, di grazia, perché la perdiamo per strada.
E poi per quello che tu ci darai ci vorrebbero cisterne a tenuta stagna, perché possiamo soddisfare la nostra e l’altrui sete.
Io Signore, lo sai, ho un corpo che fa acqua da tutte le parti, è malandato, sofferente, ferito, un corpo che non funziona, che non ancora, grazie a te, riesce a trattenere la grazia che tu dispensi a chi te la chiede.
Ma io sono certa Signore che tu lo farai. Come dubitarne?
L’hai detto tu “Chiedete e vi sarà dato, bussate e vi sarà aperto”.
Allora mi sono portata questo minuscolo contenitore malandato, ma con un germe di vita, una zolla su cui tu getterai il tuo seme.
Tutto è inadeguato per quello che sono venuta a chiederti. Ma io so che la tua è parola di verità e di vita.
Ecco il mio piccolo amore, Signore.
Non sono capace, lo vedi, lo sai di amare quelli che mi giudicano, quelli che non mi corrispondono.
Non sono capace di amare quelli più fortunati di me, che camminano, sono giovani, hanno ancora una vita davanti e pochi limiti da superare.
Non riesco ad amare i miei limiti e quelli degli altri.
Non riesco, specie in questi ultimi tempi , a fare comunione con nessuno.
Mi sono isolata e mi sento sola … e tu non mi basti.
Non vorrei dirlo Signore, ma è quello che accade.
Non mi basti perché non sento la tua presenza, non mi batte il cuore quando parli, quando mi dai il tuo corpo, perché non ti vedo Signore.
Io cerco contatti di carne, cose che gli occhi possano vedere, le orecchie sentire, le mani toccare.
So che tutto questo non è bene, ma tu non permetteresti il male se non fossi certo di ricavarne un bene.
Perciò sono qui, perché tu mi dia la pazienza di attendere, la fede che sposta le montagne, incrollabile salda nel tuo amore.
Sono qui Signore con questo piccolo cuore, ferito, sofferente, indurito e separato dei miei fratelli.
Rompi le catene, liberami dal maligno Signore, e riempimi di te.
Invitami alla tua mensa e donami forza, coraggio per portare al mondo la buona notizia dell’amore che salva.
Confido in te Signore.
Ti adoro mio Dio mio Salvatore.
Tu sei il re, tu sei il mio Signore, tu sei Dio, tu sei mio Padre.
Oggi e sempre mi crei e mi rinnovi, oggi e sempre mi
dai la vita.
Fa’ che mai ne distacchi da te, che l’unità sia il bene più grande che io ambisca di ricevere come grazia da te.
Una con te, una con i fratelli, una con il mio corpo che tu mi hai donato perché si manifesti in esso la tua gloria.

Chiesa dell’adorazione (Pescara)

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