Luce

967c2-bonetti2b2

“Voi siete luce del mondo “(Mt 5,14)

Questa notte è stata ancora una notte drammatica, ancora la bestia si è accanita su di me, la bestia che mi toglie il respiro, mi tappa la bocca, mi toglie la luce e la forza di cantare le tue lodi.
Da un po’ di giorni si ripete questa triste liturgia, questa dolorosa battaglia in cui le sevizie, gli attacchi si moltiplicano, mentre le mie forze vengono meno.
Voglio ringraziarti, Signore, per il compagno, lo sposo che mi hai messo accanto che non dorme, ma usa le armi della luce per difendermi e farmi riposare.
Le armi sono la preghiera a Maria, l’invocazione allo Spirito Santo, mani benedette e sante che si stanno addestrando alla battaglia e diventano sempre più efficaci per difendermi dal male.
Ti voglio benedire Signore perchè hai trasformato la valle di Acor in porta di speranza, perchè ci stai facendo capire cosa significa essere sposi, rispondere all’altro, rispondere dell’altro, dare all’altro ciò che tu gratuitamente doni a chi con le mani aperte cerca la tua Grazia, il tuo aiuto, la tua protezione.
Quando Gianni prega su di me e per me io non sono in grado di unirmi alla sua preghiera tanto sto male, e mi limito a dire “Ascolta la sua preghiera, Signore”
E’ quando non abbiamo niente da dare che ti portiamo nella tua interezza.
Stiamo facendo esperienza di povertà, di persecuzione, di dolore, di inadeguatezza dei nostri strumenti umani, entrambi.
Mai come ora abbiamo sentito insopprimibile il desiderio di rivolgerci a te, di contare solo su di te, di aspettare da te la beatitudine promessa.
Il nostro matrimonio si sta trasformando in un sodalizio con te, sempre più stretti a te e a Maria che ci hai donato perchè le spade che ci trafiggono l’anima diventino spade d’amore e di gratitudine a te che ci hai associato al tuo progetto di salvezza.
Tu dici che siamo la luce del mondo, il sale della terra e noi vogliamo crederci, ma anche realizzare ciò per cui tu ci hai creato.
Per questo ti prego Signore squarcia il tuo cielo e scendi e non permettere che le ombre della notte offuschino la luce che viene da te o rendano insipido il sale che rende gustoso il cibo quotidiano.
Cosa offrirti o Dio che nell’intimo non ti abbia già dato?
Sono qui che aspetto cieli nuovi e terra nuova, sono qui perchè credo che tu ci hai già salvato.
Aiutaci a non smarrirci, disorientarci durante i feroci attacchi del nemico. Non offuschi mai con la sua ombra la luce che viene da te solo, Signore.
Rendici specchio immacolato e puro per immillare la tua luce, rendici acqua sorgiva limpida e accogliente perchè possiamo ad essa dare il sapore delle cose che ti appartengono.

Annunci

“L’anima mia magnifica il Signore”(Lc 1,46)

Meditazioni sulla liturgia del 22 dicembre
Ultime ferie di Avvento
Letture: 1Sam 1,24-28; Salmo: 1Sam 2,1.4-8; Lc 1,46-55
“L’anima mia magnifica il Signore”(Lc 1,46)
Ringraziare per ciò che si è ottenuto è abbastanza facile ma non scontato, ringraziare e lodare il Signore a scatola chiusa è cosa straordinaria se non impossibile.
Maria, la prima dei salvati, accoglie il progetto di Dio sulla sua vita senza porsi domande, fidandosi completamente di Lui.
Anna magnifica il Signore perchè è stata esaudita nella sua preghiera e mantiene la promesa di consacrare il figlio al Signore.
Due esplosioni di gioia che escono dalla bocca di due donne che in modo diverso sono state scelte da Dio per realizzare il suo progetto d’amore su tutto il popolo d’Israele, su tutti i suoi figli.
Dicevo che non è facile ringraziare e il papa ci ha ricordato che una delle tre parole magiche che portano la pace in famiglia e fanno stare bene è “grazie!”
Non è un caso che l ‘Eucaristia si chiami così, rendimento di grazie.
Gesù nell’ultima cena benedice il pane e il vino prima di darlo ai suoi amici tra cui c’era anche il traditore. E questo è sembrato uno sbaglio
Nel racconto della moltiplicazione dei pani e dei pesci Gesù benedice , dice bene non dell’abbondanza , ma del poco che c’è, che si è riusciti a trovare, perchè avvenga il miracolo.
Benedire è dire bene di una cosa, a prescindere dal vantaggio immediato che ne consegue.
Dio benedisse tutta la creazione e disse che era cosa buona, anzi molto buona quando creò l’uomo mascio e femmina, vale a dire la famiglia umana.
A guardare come vanno le cose c’è molto poco da benedire, dire bene, perchè sono più le famiglie che si sfasciano che quelle che stanno in piedi.
Eppure Dio ha fatto bene ogni cosa e non è possibile che si sia sbagliato.
Dobbiamo attendere, questo è quello che ho imparato in questo cammino affascinante e faticoso, difficile e straordinario, perchè faccio esperienza quotidiana della novità racchiusa in ogni cosa.
Dicevo quindi della difficoltà a ringraziare per quello che non vedi non senti non tocchi.
Ringraziare in bianco.
Ricordo che la prima preghiera che insegnai a Govanni il mio nipotino non fu nè un padrenostro, nè un’avemaria e neanche un angelo di Dio.
Era da poco passato il Natale e io di catechismo letto sui libri ne sapevo meno di niente.
Allora mi venne un’idea… in verità fu lo Spirito che me la suggerì.
“Per che cosa vogliamo ringraziare Gesù? “gli chiesi a bruciapelo mentre si stava catapultando sul cibo ghiotto che gli avevo preparato
“Per le patate! ..e pei colori!…” “allora io lo voglio ringraziare perchè tu sei qui! ” ” e io perchè papà mi ci ha portato!” “e io per il sole!” ” Si nonna voglio ringraziare anche io per il sole così possiamo andare a giocare in giardino”.
Da allora il grazie è diventata un’esigenza, che, se prima era collegata ad un bene usufruibile subito, ora è basato sulla fiducia in Dio che fa bene tutte le cose.
Dovrebbe venire più spesso Natale per imparare ad attendere, per fare dell’attesa il tempo opportuno per incontrare il Signore e cantare a lui il nostro Magnificat.

Nulla è impossibile a Dio

” Il Signore stesso vi darà un segno”( Is 7,14)
Signore aiutaci a riconoscere i tuoi segni, le tue benedizioni, aiutaci a non smarrirci di fronte alle cose che non conosciamo e che non siamo in grado di spiegare, manipolare, usare a nostro profitto. Aiutaci Signore a vederti in mezzo agli escrementi delle nostre stalle, delle nostre sporche e maleodoranti mangiatoie.
Signore quanto è difficile vivere nella fede più assoluta in te che non tradisci mai le tue promesse!
Siamo uomini Signore, tu ci hai creato e sai quanto siamo fragili e indifesi, se tu non ci aiuti, se tu non ci difendi dagli attacchi del nemico.
Tu sei padre e madre, tu come noi, quando ci nascono i figli, desideri il meglio, e quale più grande garanzia abbiamo che non sia il fatto che tu sei Dio, onnipotente e santo, creatore e Signore di tutto il creato?
Perchè ce ne dimentichiamo Signore quando ci accadono imprevisti a cui non sappiamo fare fronte?
Perchè Signore le tue promesse ce le gettiamo dietro le spalle e agiamo come se tutto dipendesse da noi, come se fossimo dio?
Perchè ricadiamo sempre negli stessi peccati, ripercorriamo sempre vie sbagliate, dimenticando, o volendo dimenticare che ci portano nel precipizio?
Signore la via è lunga e faticosa e spesso sono presa dal panico per tutto ciò che non riesco a gestire con il corpo, con la mente, con tutte le mie facoltà, ma anche con la fede, che mi rendo conto è grande solo a parole.
Come vorrei potermi fidare di te ciecamente Signore, come vorrei rimanere nelle tue braccia sempre e sentire l’appoggio sicuro e il calore che mi difendono da qualsiasi insidia!
Come vorrei Signore rimanere sempre piccola per non atterrire di fronte al buio della notte, e non aver a che fare con la la solitudine, la malattia, la vecchiaia, la morte!
Tra 6 giorni è Natale.
La liturgia ci racconta di annunci che tu mandi attraverso un angelo.
Annunci di vita, segni della tua presenza in mezzo a noi.
Da sempre tu hai scelto di nascere nelle situazioni più difficili e di incredulità totale, da sempre continui a mandare i tuoi angeli per annunciarci che tu sei con noi, cammini con noi e non dobbiamo temere.
Zaccaria, Acaz, la madre di Sansone, Giuseppe, Maria, i personaggi che in queste ultime ferie di Avvento ci sono presentati come destinatari di annunci di salvezza.
Ad ognuno di noi mandi un messaggio Signore, ma non sempre anzi raramente siamo in grado di riconoscere la tua voce, raramente Signore, perchè la tua logica è lontana dalle logiche del mondo e tu scegli ciò che è debole, insignificante agli occhi degli uomini per manifestare la tua grandezza.
“Lui deve crescere e io diminuire” disse Giovanni Battista che ti aveva riconosciuto quando ancora era nel grembo della madre.
Ci sono persone che capiscono subito la loro missione e la distanza che li separa da te.
Capiscono che ti devono fare spazio, che devono diventare solo voce suono, strumento di una mano perfetta che ha fatto bene ogni cosa e dirige l’orchestra del cielo il cui eco si estende su tutta la terra.
Diventare piccoli, per permettere a te di farci grandi Signore, lasciarti fare, non imponendoti condizioni o dandoti consigli.
Signore quanto siamo presuntuosi, quanto dobbiamo ancora scendere per riconoscere la distanza abissale che solo il tuo amore può colmare!
Signore perdonami per tutti gli atti di superbia, di orgoglio che ti hanno legato le mani, ti hanno impedito di aiutarmi, grazie perchè sei stato paziente e non mi hai privato della tua eredità, anche se i tuoi doni li ho sperperati in cose che non contano e che non servono.
Ti ringrazio per questo tempo che mi doni nel silenzio del mattino per stare con te e parlarti a cuore aperto, grazie perchè la tua parola mi nutre e mi rassicura.
Come Maria vorrei dire:” Ecco la serva del Signore, si faccia di me secondo la tua parola” o come Giuseppe che decise di prendere con se Maria.
Maria è veramente colei che può portarmi te, Signore.
Non conosco le tue vie, nè angeli sono venuti ad annunciarmi cose straordinarie e risolutive.
Mi hai parlato attraverso un fermo della macchina, fermo degli occhi, dipendenza dagli altri, tutto per ricordarmi che la ma vita non dipende da me ma da te che non permetti mi accada alcun male.
Questo Natale vorrei farti nascere facendo felice qualcuno.
Ti offro il mio piccolo amore perchè tu lo trasformi in un grande abbraccio per chi ne ha più bisogno.
Voglio farti spazio perchè stabilmente tu venga ad abitare nella mia casa.