PANE

” Io sono il pane della vita”(Gv 6,35)
C’è un pane della vita e un pane della morte. Il pane è per la società e i tempi di Gesù l’alimento base, indispensabile per non morire.
Ricordo quando ero piccola, subito dopo la guerra, quanto era difficile e raro trovare un companatico accettabile e se ci volevamo saziare aumentavamo la dose di pane che grazie a Dio non costava molto a quei tempi e ce lo potevamo permettere.
Ricordo la sproporzione tra la quantità di pane che nonna mi metteva dentro al cestino e la sottilissima fetta di mortadella ritagliata perfettamente perchè combaciasse con la forma delle fette sovrapposte nelle quali si perdeva.
Ricordo quando un venerdì le suore buttarono nella spazzatura quel companatico peccaminoso che mamma senza pensarci ci aveva messo contravvenendo alle regole della chiesa.
Ci rimasi molto male, come anche quando mio fratello nel cestino mise il suo pane dopo averci tolto la parte migliore e se ne andò a giocare indisturbato, mentre io rimasi in punizione perchè a giocare le suore mandavano solo quelli che avevano mangiato tutto, senza lasciarci niente.
Il pane quindi lo collego a qualcosa che era importante e necessario per riempire lo stomaco, per placare la fame, un pane che mi serviva per farmi durare il companatico.
Ricordo la polpetta che sbriciolavo in un filoncino di pane perchè non finisse subito.
Papà mi chiamava”Ho fame” perchè era così che salutavo, quando rientravo da scuola, e ricordo che la fame mi perseguitò tanti anni sì da cercare di placarla in modi leciti o non leciti, quando di nascosto mi andavo a rubare un po’ di tonno o qualche altra provvista.
A 14 anni pesavo 100 chili per quanto pane avevo mangiato per compensare ciò che mi mancava.
Oggi il Vangelo parla di pane di vita, non di companatico.
Gesù è il pane che ci fa vivere e ci toglie la fame.
A me viene in mente che il valore al pane lo dava quello che c’era dentro, zucchero, olio, tonno, mortadella, polpetta.
Perchè senza pane tutto finiva in un attimo.
Ora ho capito a cosa allude Gesù, servendosi delle parabole della mia vita.
Lui è ciò che ci fa durare le cose buone della nostra vita.
Se un tempo pensavo che il companatico era essenziale per dare sapore al pane, ora penso che è il pane che ci fa gustare quello che ci accompagnamo.
Gesù ci offre ciò che non si compra con il denaro ma si riceve gratuitamente da Lui, basta volerlo e credere.
Io credo Signore che tu solo hai parole di vita eterna, tu divino panificatore, tu fornaio, tu cibo essenziale per vivere e non morire mai.,
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CORPUS DOMINI

"Non di solo pane vive l’uomo…"

Lo sappiamo Signore che non viviamo di solo pane.

Abbiamo bisogno di tante altre cose: il companatico, un tetto, vestiti, lavoro, salute, stabilità negli affetti, leggi giuste, persone che le rispettino e che le facciano rispettare ecc. ecc.

Quando non ci sei, quando siamo lontani da te , sentiamo forte tutta l’insoddisfazione per ciò che manca alla nostra felicità.

Donaci Signore di guardare a te, a ciò che gratuitamente riceviamo ogni giorno, senza merito.

Donaci di riconoscerti nelle persone che ci metti a fianco, in ogni fratello strumento non sempre consapevole del tuo amore.

Quello che ci dai spesso non è ciò che ci aspettiamo, che vorremmo.

Apri i nostri occhi, Signore a ciò che conta , a ciò che è essenziale per attraversare questo deserto grande e spaventoso, luogo di serpenti velenosi e di scorpioni, terra assetata, senz’acqua.

Non ci far dimenticare tutte le volte che hai fatto sgorgare per noi l’acqua dalla roccia durissima, che ci  hai  nutrito di manna.

Mantienici saldi nella certezza che ci hai già salvato con il sacrificio della croce.

Che il tuo Corpo e il tuo Sangue siano  il necessario e quotidiano viatico per non scoraggiarci, per non desiderare di tornare indietro.

La tua Parola ci guidi fino alla meta.

Grazie

O Gesù, che ti sei fatto così piccolo da essere contenuto in una piccola teca di cristallo, umile a tal punto da non sdegnare di essere toccato dalle nostre mani impure!

Grazie Signore perchè sei disposto ogni volta a morire ancora, quando ci cibiamo di te, liberando al tuo passaggio le vene e le arterie indurite del nostro cuore dalle scorie velenose che portano alla morte.

Noi ti adoriamo e ti benediciamo.

Signore della vita, quanto è grande il tuo nome su tutta la terra!

L’uomo insensato non intende, non può capire.

Come sono belle le tue tende, quanto è dolce il tuo miele. La mia anima anela a te Signore.

Non ci sono parole, Signore, per esprimere la grandezza, la bellezza, la profondità del mistero di cui ci fai dono.

Grazie Signore perchè hai aperto il nostro cuore e lo hai inondato di te, del tuo amore, del tuo perdono, della tua consolazione.

Grazie Signore di tutto, grazie per tutto.

Grazie del dono della vita, grazie del dono degli amici, grazie del dono della sofferenza, della malattia, grazie degli errori che mi fanno crescere, grazie della tua presenza costante al mio fianco.

Signore quanto è grande il tuo nome su tutta la terra!

Noi ti invochiamo, vieni Signore!