Eucaristia

“Si aprirono i loro occhi e lo riconobbero” ( Lc 24,31)
In tutte le letture che prevede la veglia pasquale e in quelle di oggi , nessuno incontra Gesù il giorno dopo il sabato, vale a dire oggi, giorno di Pasqua.
Oggi ci viene chiesto di credere ancora, di apettare ancora, perchè Gesù è risorto ma non è detto che si faccia subito riconoscere.
E’ necessario continuare a credere, a cercarlo, tenendo occhi e specialmente orecchie attenti alla sua parola.
Così Maria di Magdala deve sentirsi chiamare per riconoscere quello che credeva il custode del giardino, i discepoli di Emmaus lo devono accogliere come compagno di viaggio e lasciarsi spiegare il senso delle scritture.
Ma non basta, Gesù bisogna invitarlo a fermarsi con noi quando si fa sera e il buio aumenta le nostre paure.
Non lo vedono le donne che devono precederlo in Galilea dove l’angelo dice che si farà trovare. Non basta trovare un sepolcro vuoto, la pietra rimossa, i teli piegati per credere che è risorto.
A Pietro che entra per primo questo non accade, mentre accade a Giovanni che “vide e credette”.
Giovanni, il mio nipotino un giorno mi chiese come facevo ad essere certa che Gesù era risorto veramente, mentre i suoi compagni non ci credevano.
Gli dissi che proprio per questo Gesù non tornò subito in cielo ma per quaranta giorni dette l’opportunità a tanti di acoltarlo, vederlo, mangiare con lui, credere in lui.
E i testimoni ce l’hanno raccontato.
E noi possiamo credere o non credere subito, perchè non è così scontato che una storia così fuori dalla nostra portata possa essere di getto capita e metabolizzata e fatta propria.
A volte non basta una vita per incontrare Gesù, risorto, se ci accaniamo a cercarlo in un passato che non ritorna, un cimitero dove seppelliamo il nostro dolore, lutto, le nostre aspettative deluse, i fallimenti, i no della vita.
Di questa Pasqua voglio ricordare che niente è scontato e che Dio continua a stupirci, a fare nuove tutte le cose, sconvolgendo gli schemi, e presentandosi quando meno ce lo aspettiamo.
Come riconoscerlo?
Un tuffo al cuore, lacrime di gioia e un senso di pace profonda e duratura.
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Emmaus

“ Signore Gesù, aiutaci, ogni volta,
ad incontrare coloro che ci sono stati affidati
con lo stile con cui tu incontrasti i discepoli sulla strada di Emmaus.
Aiutaci ad accostarci a loro con discrezione e rispetto,
senza imporre la nostra presenza e la nostra autorità.
Aiutaci a camminare con loro
Misurando il nostro passo alle loro forze e alle loro esigenze,
senza mai costringerli a subire il nostro.
Aiutaci a partire dalle loro domande,
dai loro problemi, dai loro desideri, dai loro valori.
Ricordaci che le persone, con le loro storie,
vengono prima dei programmi, dei testi, della nostra mentalità,
delle nostre esigenze e di quelle delle nostre comunità.
Aiutaci a rispondere senza false sicurezze,
senza retorica, senza frasi fatte, senza luoghi comuni;
ma con risposte vere e sincere che facciano ardere il loro cuore,.
Signore Gesù, aiutaci a farti riconoscere nello spezzare il pane:
nei gesti d’amore, di rispetto, di professionalità, di attenzione, di servizio.
Signore Gesù, donaci di avere la possibilità di indicarti presente
In famiglie e comunità che ti credono, ti vivono e ti testimoniano”..

(Romolo Taddei: “Compagni di viaggio” )

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