Il regno di Dio è in mezzo a voi

Simone Martini: Storie di San Martino – La divisione del mantello

Lc 17,20-25
In quel tempo, i farisei domandarono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?». Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”. Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!».
Disse poi ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».

“Il regno di Dio è in mezzo a voi”
Dio è vicino a noi.
Guardiamoci attorno: di lui nessuna traccia.
Se è vicino e non lo vediamo o siamo ciechi o lui non c’è, oppure ce ne siamo fatti un’immagine errata che ci induce in errore.
Perché per riconoscere una persona, per trovarla, dobbiamo sapere chi stiamo cercando, avere elementi che lo identifichino: una foto, un’immagine, un’impronta digitale.
Per vedere vicino il regno bisogna scorgere, seppellita nel cuore, quell’immagine, quell’impronta impressa in ognuno di noi.
Basterebbe guardare l’uomo, qualsiasi uomo per riconoscerlo.
Ma come?
Riconoscere Gesù in un malfattore, un carcerato, un clandestino, uno che non è dei nostri, malato, affitto, affamato, nudo.
Gesù è in ciò che c’è o in ciò che manca alle persone che ci sono vicine?
Ho pensato che ogni volta che ci relazionano con gli altri il pensiero va come dovrebbero essere, a quello che dovrebbero fare e non fanno.
E lì Gesù.

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Quanti pani avete?

Matteo 15,29-37In quel tempo, Gesù giunse presso il mare di Galilea e, salito sul monte, lì si fermò. Attorno a lui si radunò molta folla, recando con sé zoppi, storpi, ciechi, sordi e molti altri malati; li deposero ai suoi piedi, ed egli li guarì, tanto che la folla era piena di stupore nel vedere i muti che parlavano, gli storpi guariti, gli zoppi che camminavano e i ciechi che vedevano. E lodava il Dio d’Israele.
Allora Gesù chiamò a sé i suoi discepoli e disse: «Sento compassione per la folla. Ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Non voglio rimandarli digiuni, perché non vengano meno lungo il cammino». E i discepoli gli dissero: «Come possiamo trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?».
Gesù domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette, e pochi pesciolini». Dopo aver ordinato alla folla di sedersi per terra, prese i sette pani e i pesci, rese grazie, li spezzò e li dava ai discepoli, e i discepoli alla folla.
Tutti mangiarono a sazietà. Portarono via i pezzi avanzati: sette sporte piene.

“Dove potremo noi trovare in un deserto tanti pani da sfamare una folla così grande?”. è la risposta dei discepoli alla compassione di Gesù per la folla affamata.
Gesù moltiplica i pani e i pesci che gli presentano, pochi in rapporto al numero delle bocche, ma pare non ci fosse altra stada per risolvere la situazione.
Oggi Gesù chiede a noi di sfamare le folle, ma Lui non c’è o almeno non è visibile.
Risponderemmo allo stesso modo o ci decideremo a guardare nelle nostre tasche, nella nostra borsa per capire dove alberga veramente il deserto, se dentro il nostro cuore o fuori di noi?
Il passo del vangelo ci invita a riflettere sul fatto che spesso, se qualcuno, in tempo di fame, comincia a cacciare quello che avidamente tiene nascosto per paura di rimanere senza, forse, anzi sicuramente anche gli altri saranno portati a imitarlo, mettendo in comune quel poco o quel tanto che hanno.
Così il grande banchetto, la mensa universale a cui tutti siamo chiamati, non sembra più utopia, ma esperienza viva della presenza di Dio.

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MENSA CHRISTI