Fare il bene

” Alzati, vieni qui in mezzo!” (Mc 3,3)
Gesù il giorno di sabato continua a scandalizzare con il suo comportamento contrario al dettato della legge che obbligava il riposo e l’astensione da qualsiasi attività produttiva.
Il riposo di Dio del settimo giorno della creazione aveva portato gli Ebrei a rendere sacro il sabato.
Ma Dio ha bisogno di riposarsi?,
Dio ha smesso di creare il settimo giorno?
A me pare di no perchè, se smettesse di agire, noi moriremmo tutti all’istante, in quanto la vita non dipende da noi ma da Lui, e da lui dipende l’equilibrio delle forze che regolano l’avvicendarsi delle stagioni, i movimenti delle stelle e delle galassie, il colore dei fiori e il loro profumo.
Come pensare ad un Dio che sta fermo?
A me sembra impossibile.
Basta pensare all’incarnazione del Figlio  per convincerci che, da quando aveva completato la creazione, non è stato a guardare.
Come un ingegnere che è soddisfatto solo se vede realizzato il suo progetto, così Dio si è preso cura dell’esecuzione dei lavori,  li ha diretti e continua a farlo, affidando ad ognuno il compito di realizzarli insieme a lui, sotto la sua guida.
Il Dio con noi e per noi c’è sempre stato e ha continuto a parlarci attraverso la natura, la cultura, i profeti, la storia, ha continuato ad accompagnarci e a salvarci.
Per questo gli Ebrei celebrano il sabato come memoria anche della loro liberazione dalla schiavitù degli Egiziani.
Cosa non ha fatto Dio dal giorno in cui ci ha creati?
Basta leggere la Bibbia perchè emerga il suo volto di misericordia, di compassione, volto di madre e di padre, di fratello, di amico, di sposo.
Gesù, se non l’avevamo capito, è venuto a mostrarci il vero volto del padre, a rendercelo tangibile, a togliere il velo che ci impediva di vederlo faccia a faccia.
Gesù è morto ma è anche risorto, è vivo, presente e cammina con noi ed è uno di noi, è in ogni fratello che ha bisogno d’aiuto.
Che sia sabato o domenica o un giorno qualsiasi della settimana, non importa per il cristiano che è entrato nel riposo di Dio.
Ogni giorno, infatti,  siamo chiamati ad incontrare il suo volto di carne, a perderci nei suoi occhi di sete e di fame, a porgere la mano e riscaldare chi ce l’ha tanto fredda da sembrare inaridita.
Voglio ringraziare il Signore per questo ottavo giorno che ci ha regalato, Lui Signore del tempo, l’unico che poteva moltiplicarlo e renderlo eterno.
Lo voglio benedire perchè nella vita impari con Lui che ogni giorno nasci a vita nuova quando l’altro, il tuo prossimo ti interpella e ti chiede di scaldargli la mano.
Il tempo diventa eterno se hai Dio nel cuore, se con Dio ami, combatti, speri.
Se con Dio ti chini sulle ferite del mondo e vi versi l’olio della Sua tenerezza.

Ottavo giorno

VANGELO (Mc 2,23-28) Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato!
+ Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe.
I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!».
E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato».

 

Dio non si preoccupa di se stesso, ma dell’uomo.
Sa infatti che senza di Lui morirebbe.
Il sabato, secondo il racconto biblico, Dio si era riposato.
Perciò questo giorno prevedeva la sospensione di qualsiasi lavoro, per essere completamente disponibili per Dio.
Ma con il tempo le pratiche religiose avevano fatto perdere di vista il senso del riposo.
Gesù è venuto per farci entrare efficacemente nel riposo di Dio.
 Infatti, pur osservando il sabato in tante occasioni riportate dai Vangeli, si sente libero di non seguirne i precetti, quando questi non corrispondono alla verità ad essi sottesa.
E’ l’uomo ad avere bisogno di Dio e non viceversa.
Attraverso l’Eucaristia, è Lui che ci dona ciò di cui abbiamo bisogno per avere vita e dare vita.
Non a caso resuscitò il giorno dopo il sabato, la nostra domenica, che per gli Ebrei era un anonimo inizio di settimana, un lunedì qualsiasi.
La domenica Dio ci risuscita, per farci vivere bene tutti i giorni della settimana, immettendoci nel Suo tempo.
L’infinito riposo che il Creatore ha deciso di donare ad ogni creatura, attraverso la Nuova Creazione a cui ha dato inizio Cristo Gesù.

Gesù camminava con loro

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"Lc 24,13 sgg
Lo riconobbero nello spezzare il pane.
"Ed ecco, in quello stesso giorno [il primo della settimana] due dei [discepoli] erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo"

Voglio ringraziare il Signore perchè ha camminato con me, sempre, specialmente quando volevo fuggire dalle mie paure, dalle mie delusioni, dai miei fallimenti, quando il lutto e la prova mi portavano lontano da me stessa e dagli amici. Lo voglio benedire per la sua pazienza costante, per le sua vigilanza, per quel pane che non mi ha mai fatto mancare, il pane dell’amicizia, della consolazione, del coraggio. Ti lodo, Signore e ti benedico per tutti quelli che si sono fatti pane spezzato per me, che non lo meritavo. Grazie perchè solo tu puoi ispirare sentimenti così nobili e santi. Signore aiutaci a renderti visibile al mondo, mentre condividiamo con i nostri fratelli ciò che tu, gratuitamente, continui a donarci.

Sabato santo

 

Oggi, sabato santo, le chiese sono sguarnite di fiori e di arredi. Un drappo viola copre le immagini sacre. Il tabernacolo aperto mostra la desolazione del furto assassino.

Dove cercare Gesù? Dove trovare conforto in quest’ora di cordoglio e di paura? Dio ci ha forse abbandonati, non fosse altro che per un giorno?
Mi è capitata davanti un icona con cui la Chiesa Orientale narra la storia della resurrezione.
Vi è raffigurato un Dio che scende, si abbassa ancora di più, per andare agli Inferi e liberare i prigionieri.
“Perché mi hai abbandonato?, dice Gesù sulla croce, “Perché ci hai abbandonato?” diciamo noi oggi, vedendo il tabernacolo vuoto, “ Perché ci hai lasciati soli a meditare sul dolore innocente e sulla distanza abissale che separa il cielo dalla terra, da questa nostra umanità fragile, indifesa e sofferente?”
Il tabernacolo è ancora vuoto, la porta aperta.
Gesù sta sperimentando la massima distanza dal Padre, nel regno dei morti, gli Inferi, per l’appunto.
Ho pensato alle nostre distanze, quelle che ci dividono dagli altri, quelle che spesso sentiamo separarci da Dio, volute e non volute, e mi è venuto in mente quello che facciamo per tenere unite le cose: una saldatura, un nodo, un filo intrecciato.
Ho pensato poi all’abbraccio che tiene unite le persone, l’abbraccio che significa:mi fido di te, perché ho il cuore scoperto.
Sulla croce l’uomo ha inchiodato l’abbraccio di Dio e Lui si è fatto inchiodare, perché dal suo cuore uscisse la linfa che tiene attaccata la terra al cielo, il Padre al Figlio, i figli al Padre, anche quando pensano di vivere nell’inferno.
Quella porta aperta del tabernacolo oggi, sabato santo, mi parla di braccia spalancate, di porte aperte, di Spirito Santo che continua a mandare la sua linfa vitale su tutta la Chiesa.
In attesa che la liturgia celebri l’ingresso nel tempo di Dio, l’ottavo giorno, voglio vivere questo momento come occasione di grazia, dove un tabernacolo vuoto mi parla di un invito a nozze dove lo Sposo sta preparando, per me e per tutti, una festa che non avrà mai fine.
7 aprile 2007