E’ risorto!

 

 Perchè cercate tra i morti colui che è vivo? (Luca 24,5)

Il protagonista di questa giornata è Gesù, che non si sa dove sia andato a finire.
Vivo o morto non è poi così scontato trovarlo.
Comincia la caccia al TESORO.
Non trascuriamo gli indizi.
A Pietro e Giovanni si presentò la stessa scena, ma solo Giovanni credette.
Una cosa è certa.
Non cerchiamolo in un cimitero.
Buona caccia!
Pardon!

BUONA PASQUA

 

La ferita

Giovanni 3,1-8-C’era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, un capo dei Giudei. Egli andò da Gesù, di notte, e gli disse: “Rabbì, sappiamo che sei un maestro venuto da Dio; nessuno infatti può fare i segni che tu fai, se Dio non è con lui”.
Gli rispose Gesù: “In verità, in verità ti dico, se uno non rinasce dall’alto, non può vedere il regno di Dio”. Gli disse Nicodemo: “Come può un uomo nascere quando è vecchio? Può forse entrare una seconda volta nel grembo di sua madre e rinascere?”.
Gli rispose Gesù: “In verità, in verità ti dico, se uno non nasce da acqua e da Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito, è Spirito. Non ti meravigliare se t’ho detto: dovete rinascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai di dove viene e dove va: così è di chiunque è nato dallo Spirito”.

Nicodemo non aveva smesso di cercare, nonostante fosse un devoto conoscitore e osservante della legge.

Attento ai segni, aveva capito che Gesù era un maestro, venuto da Dio, ma il senso di quel “rinascere dall’alto” non lo poteva capire.

Gesù doveva morire e mostrare il suo petto squarciato, la ferita, l’ultima e la più crudele, infertagli, da cui continua a sgorgare sangue e acqua, come accade quando nasce un bambino.

Rinascere dall’alto è vivere l’esperienza del Battesimo, come fondamento di una nuova vita.

Il Battesimo è un ritorno a casa, è un rientrare nell’utero di Chi ci ha generato, come ben esprime la parola ebraica “schuf”.

Rinascere dall’alto, quindi è un ritornare a casa, come il figliol prodigo che dapprima si era allontanato, pensando di stare meglio senza imposizioni e regole.

Ma un papà, una mamma, quando un figlio si allontana non lo dimenticano, e qiuand’anche se ne dimenticassero, Dio non dimentica mai , perchè ci ha amato per primo, ancora prima che venisiimo al mondo, ancora prima che i nostri genitori pensassero a noi.

Scoprire la paternità di Dio è trovare la pace, la gioia, il senso della nostra vita errabonda alla ricerca di una casa stabile dove abitare.

Gesù ci chiede di passare attraverso il varco del suo petto squarciato, che continua a riversare sulla Chiesa il necessario nutrimento per rimanere nella Sua casa e non morire.

Non sapeva Nicodemo che per avere la vita non basta un utero che ti ha accolto e nutrito, ma un cuore che ti ha scelto e amato per primo.

Oggi voglio entrare nel mistero dell’amore di Dio, un mistero troppo grande per me, che non ancora riesco a spogliarmi di tutto quello che è d’ostacolo a celebrare la Pasqua , entrando attraverso quella ferita.

Braccia e ricostruzione

 

Gesù è risorto! Alleluia!

Avrei potuto postare un’altra immagine, scegliendola tra quelle più appropriate per un evento siffatto.

Ma dal luogo che ho lasciato per qualche giorno, l’Abruzzo, ho portato con me queste braccia, che mi sembrano le più adatte per cercare la vita tra le macerie.

Don Tonino Bello ha detto che la Pasqua è la festa dei terremoti, dei macigni rotolati.

Ognuno, dopo una settimana di passione, come quella che la maggior parte degli abbruzzesi ha sperimentato e vissuto, deve fare i conti con ciò che ha seppellito o scoperto il terremoto.

Le donne, come anche Pietro, pensano che il corpo di Gesù sia stato trafugato, quando arrivano sul posto.

Solo Giovanni, " vide e credette".

Giovanni, "il discepolo che Gesù amava", la dice lunga sulla capacità del giovane di percepire fino in fondo l’amore appassionato e fedele del Maestro.
Egli vide la stessa scena e non ebbe dubbi.

Non aveva mai avuto dubbi sul suo amore.

Non lo aveva mai perso di vista, specie quando Gesù s’ inerpicò faticosamente sulla strada che porta al Calvario.

Il peso delle braccia di legno, a cui dovevano essere inchiodate le sue… il suo abbraccio eterno, infinito non potè dimenticarlo, neanche quando emise l’ultimo respiro.

Le braccia di Aronne sostennero quelle di Mosè, finchè i nemici non furono completamente sconfitti.

Le braccia della croce continuano a sostenere quelle del Crocifisso, perchè chiunque vi si rifugi, ritrovi una casa.

Gesù non ha smesso di portare assi per dare stabili dimore agli uomini.

L’augurio a tutti è quello di poter partecipare all’opera di ricostruzione, caricandoci sulle spalle l’asse giusto.