Eucaristia

73a11-pregare

” Io li guarirò dalle loro infedeltà”(0s 14,15)

Ho tanto dolore Signore per la malattia del corpo che non riesco a debellare.
Tu mi dici che mi guarirai dalla mia infedeltà.
Ma non è questo che oggi io voglio, desidero.
Sembra assurdo che tu alla mia preghiera risponda in modo così distante da ciò che mi sembra il mio bisogno primario.
Mi guardo dentro, m’interrogo e mi chiedo quali sono i miei bisogni primari.
Tu Signore sei il mio primo e indiscusso bisogno, senza di te morirei.
Non riesco a staccarmi da te, non riesco a prescindere da te e cerco in tutti i modi di mantenere salda la mia fede, la fiducia in te che hai fatto bene ogni cosa e che vuoi per noi il meglio, vuoi che stiamo bene non solo per un piccolo periodo di tempo ma per tutta la vita.
Mi chiedo in cosa ti sto offendendo, di quale colpa mi sto macchiando perchè tu mi prometta una guarigione dalle mie infedeltà.
Tu un corpo mi hai dato e so che su questo corpo è scritto di fare il tuo volere.
E’ possibile Signore che il tuo volere è che io stia sempre così male?
Che la mia vita sia una continua guerra dolorosa, senza esclusione di colpi, una guerra da cui esco sempre più malconcia, ferita, umiliata e delusa?
Possibile che la vita sia questo calvario, questa eterna quaresima, che a me non è dato di godere del frutto della tua eterna misericordia?
Mia madre mi affidava sempre i compiti più difficili, onerosi, di responsabilità perchè diceva che ero brava e perchè di noi fratelli ero la più sana e la più affidabile.
Ieri sentivo un grande bisogno di coccole, perchè non ricordavo di averne ricevute nè da piccola nè da grande.
Ad una persona forte non si fanno le coccole ma i complimenti.
E io di complimenti ne ho avuti tanti fino a quando le persone si sono stancate e hanno dato per scontato tutto di me non facendomi più esistere a meno di usarmi per i loro desiderata.
Ma tu sei Dio, tu mi hai creato, tu mi hai partorito, tu Signore mi hai pensato e amato prima che i miei pensassero a me.
Tu sei mio Padre, tu Signore mi hai dato la vita non per togliermela ogni giorno, ma per renderla piena, perfetta e santa.
Io sono tua Signore non dimenticarlo, sono tua figlia, gregge del tuo pascolo, la vigna che ti sei piantato, la pecorella smarrita, il figliol prodigo, il fico sterile a cui intorno hai smosso la terra per dissodarla.
Tu sei morto per me e mi hai riportato in vita.
Signore riconosco le mie colpe, il mio peccato mi sta sempre dinanzi, ma ora non puoi negare che ce la sto mettendo tutta con il tuo aiuto per camminare sui tuoi sentieri, per non perdere neanche una delle parole che escono dalla tua bocca.
Da quale infedeltà vuoi guarirmi?
Io soffro come una bestia, come una bestia sono portata al macello, nessuno ha pietà di me.
Neanche tu Signore?
Non posso crederci.
Dammi una risposta ti prego, perchè la carie è entrata dentro le mie ossa e il mio corpo va in decomposizione per il troppo dolore.
Il mio corpo è il tuo corpo, il mio dolore è il tuo dolore.
Me lo ripeto spesso, come non voglio mai dimenticare che sei mio Padre.
Fammi riposare un poco Signore, l’agonia è troppo lunga, il deserto sterminato. Fammi guarire Signore, toglimi questa spina dal fianco e fammi vivere una vita normale.
Signore ti prego, se questo dolore serve a qualcosa, prendilo e benedicilo, se ti è utile usalo per combattere la bestia che vuole cancellare la tua immagine nel mondo. L’Eucaristia diventi scuola di vita, liturgia perenne alla tua scuola.

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Calcoli

“Ho peccato molto per quello che ho fatto”. ( 2 Sam 24,10)
Mi ha colpito molto il castigo di Dio piombato sulla casa di Davide, sul suo regno, anche su gente innocente che non si era macchiata del peccato attribuito a Davide, quello di fare un censimento delle sue forze.
Francamente è normale e anche utile sapere  ciò che uno ha per poter affrontare le battaglie ordinarie e straordinarie della vita, perchè la strada è irta di ostacoli, di nemici che potrebbero farci morire perchè non abbiamo un’attrezzatura adeguata.
“Armatevi delle armi dela luce, dice San Paolo” e in effetti solo con le armi dello Spirito di Dio, vale a dire la sua alleanza, il suo aiuto possiamo essere certi di uscire vincitori da qualsiasi battagli
Questo non significa che non dobbiamo fare i conti con le forze di cui disponiamo ma solo per rendere grazie a Dio di avere quel poco che abbiamo e presentarglielo perchè lo benedica.
Poi il miracolo è normale coneguenza della sua benedizione  che diventa anche nostra se vogliamo essere più che vincitori sul male che ci attanaglia.
La verità è che il nostro istinto ci porta a voler tenere tutto sotto controllo, a fare affidamento solo sulle nostre forze perchè ci piace gloriarci di quello che sappiamo e possiamo fare anche quando le cose riguardano Dio e sono quindi cose sue.

Previsioni

Luca 12,54-59 -In quel tempo, Gesù diceva alle folle:
«Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?
Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo».

Non ci vuole molto a capire che le cose così come ce le raccontano o come appaiono non vanno.
Il problema è che di fronte al male, alla sofferenza del mondo non sappiamo cosa fare, come agire.
Capita che ci si spenda anima e corpo per annunciare il vangelo, per incarnarlo nella propria vita e accorgersi che ci si è affaticati invano.
Viene voglia di fare marcia indietro, di rinchiudersi nel proprio appartamento e aspettare tempi migliori.
Chiediamo al Signore di non mollare mai la presa della sua mano, imploriamo il suo aiuto, quando sentiamo che tutto crolla e pensiamo che il piccolo resto è troppo piccolo per cambiare le cose.
Invochiamo il Suo nome santo su tutta la Chiesa, chiediamogli di vivere con più consapevolezza la nostra vocazione, nella comunione dei santi.
Con le mani protese al cielo offriamogli i nostri cuori , mostriamogli le nostre ferite e con Lui attendiamo con fiducia il compimento della promessa.