Fede

” La loro malizia li ha accecati”(Sap 2,21)
Oggi come allora Gesù ci scomoda, ci rende la vita difficile.
Piuttosto che ascoltare cosa dice e vedere quello che ha fatto e che continua a fare e a dire preferiamo tappargli la bocca, turarci le orecchie, chiudere a doppia mandata il nostro cuore, addestrare la mente ad accettare solo discorsi sostenibili, razionali, dimostrabili, la cui verità è sancita dalla maggioranza dei voti o dal nostro tornaconto.
Siamo ignoranti e non poco noi cristiani, quando permettiamo che Gesù sia messo a morte, quando ci adeguiamo al sapere comune, quando la nostra fonte di informazione sono solo i giornali e la televisione.
La Bibbia, il libro più venduto al mondo è il meno letto, il meno conosciuto, ancora oggi che, anche se in pochi, andiamo in chiesa e partecipiamo alle funzioni religiose.
Capiamo quello che vogliamo capire, crediamo solo a quello che ci conviene o riteniamo del tutto inutile o indifferente approfondire le basi su cui fondiamo il nostro credo.
Quante persone di fede se gli chiedi in chi credono ti rispondono in modo scontato che credono in Dio.
Cosa che non sarebbe sbagliata se sapessero di quale Dio stanno parlando, a quale Dio obbediscono.
Anche quelli dell’Isis credono in Dio, come gli Ebrei o qualsiasi altro uomo che non pensa di esersi fatto da solo.
Il Dio di Gesù Cristo sono in pochi a conoscerlo perchè il suo linguaggio è duro, difficile per quelli che non vogliono cambiare posizione, per quelli che hanno fretta, per quelli che non sanno aspettare, non amano sacrificarsi per cose che non portano vantaggi immediati e tangibili.
E’ triste constatare come continuiamo a condannare a morte il figlio di Dio, come continuiamo a prendercela con tutti accusando gli altri della nostra infelicità senza rimetterci in discussione.
Signore abbi pietà di noi e aiutaci a non scandalizzarci di te condannandoti a morte per chiuderti la bocca per sempre.

E’ fuori di sè

Vangelo (Mc 3,20-21)
 
In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare.
Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé».
L’agire di Dio a volte sembra oltremodo insensato, specie quando ripetutamente non accade ciò che ci aspettiamo, pur conducendo una vita retta e operando per il bene.
Meno male che lo Spirito Santo non si formalizza e non rispetta le nostre categorie mentali, e soffia dove vuole.
Diremmo anche di Lui che è fuori di sè, se dovessimo definirlo.
Ma se andiamo a riflettere sull’agire di Dio, mai parole come queste gli stanno a pennello.
Perchè per fare quello che ha fatto, Dio è dovuto uscire fuori di sè, come comanda l’amore, come fu ordinato ad Abramo, quando Dio gli disse di uscire dalla sua terra.
Dio ci ha dato l’esempio.
Siamo noi capaci di uscire fuori da noi stessi per andare verso l’altro senza scandalizzarci, ma amandolo fino a morire per lui?.

Lo stolto pensa: ” Non c’è Dio”»


SALMO 14
Dove ha abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia
(Rm 5, 20).

Salmo 13 (14)

Lo stolto pensa: «Non c’è Dio».
Sono corrotti, fanno cose abominevoli:
nessuno più agisce bene.

Il Signore dal cielo si china sugli uomini
per vedere se esista un saggio:
se c’è uno che cerchi Dio.

Tutti hanno traviato, sono tutti corrotti;
più nessuno fa il bene, neppure uno.
Non comprendono nulla tutti i malvagi,
che divorano il mio popolo come il pane?

Non invocano Dio: tremeranno di spavento,
perché Dio è con la stirpe del giusto.
Volete confondere le speranze del misero,
ma il Signore è il suo rifugio.
Venga da Sion la salvezza d’Israele!
Quando il Signore ricondurrà il suo popolo,
esulterà Giacobbe e gioirà Israele.

 

Parole

«Voi parlate quando non siete più in pace con i vostri pensieri;
E quando non potete più restare nella solitudine del vostro cuore, vivete con le labbra, e il suono è uno svago e un passatempo.
E in molte delle vostre parole il pensiero è quasi ucciso.
Perché il pensiero è un uccello leggero, che in una gabbia di parole può spiegare le ali, ma non può volare.

Vi sono quelli tra voi che cercano gli uomini loquaci per paura di restare soli.
Il silenzio della solitudine rivela a essi la loro nudità, e vorrebbero sfuggirla.
E vi sono quelli che senza consapevolezza o cognizione parlano di verità incomprese a loro stessi.
E ci sono quelli invece che hanno in sé la verità, ma non la esprimono a parole.
Nel loro petto lo spirito dimora in un silenzio pieno di armonie.
Quando per strada o in piazza vi imbattete in un amico, lasciate che lo spirito vi muova le labbra e vi guidi la lingua.
Lasciate che la voce della vostra voce parli all'orecchio del suo orecchio;
Perché la sua anima custodirà la verità del vostro cuore, come si ricorda il sapore del vino.
Quando si è dimenticato il suo colore e il bicchiere ormai non c'è più».

Kahlil Gibran