E’ risorto!

 

 Perchè cercate tra i morti colui che è vivo? (Luca 24,5)

Il protagonista di questa giornata è Gesù, che non si sa dove sia andato a finire.
Vivo o morto non è poi così scontato trovarlo.
Comincia la caccia al TESORO.
Non trascuriamo gli indizi.
A Pietro e Giovanni si presentò la stessa scena, ma solo Giovanni credette.
Una cosa è certa.
Non cerchiamolo in un cimitero.
Buona caccia!
Pardon!

BUONA PASQUA

 

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Giustizia

 
 
Meditazioni sulla liturgia di 
domenica della  V settimana di Quaresima anno C
 
letture: Is 43,16-21; Salmo 125; Fil 3,8-14; Gv 8,1-11

“Va’ e d’ora in poi non peccare più” (Gv 8, 11)

M’interrogo Signore oggi, dopo aver letto la parola che hai consegnato alla tua Chiesa per darci istruzioni sul cammino che ci separa dalla Pasqua.
Non so cosa tu hai scritto per terra, ma sicuramente era cosa buona molto buona. Tu sei la parola, il verbo di Dio e solo qui, in questa occasione, in questo passo tu scrivi.
Ho pensato che non avevi a disposizione altro per emettere il giudizio che ti era stato richiesto, ma tu sei Dio e se avessi voluto avresti potuto trovare qualcosa di meglio per comunicare il tuo pensiero.
Sono stati scritti fiumi d’inchiostro sul mistero di quei segni che hai volutamente criptato.
La terra si sa è come la sabbia, basta un soffio di vento, qualcuno che ci cammini sopra e si cancella ciò che vi è scritto.
Forse è questo il messaggio che tu ci vuoi far passare. Davanti a te siamo tutti  adulteri,  chi più chi meno, perchè non ti mettiamo al primo posto e viviamo spesso come se non esistessi.
Siamo nel contempo anche accusatori di tutti quelli che non si comportano come dovrebbero.
I nomi degli accusati e degli accusatori oggi vedo scritti sulla quel foglio di terra che il vento è pronto a sollevare.
Tra due settimane celebreremo la Pasqua, entreremo nella terra promessa, dove non ci sono nomi scritti per terra, non ci sono condanne che pendono sul nostro capo.
Per questo Signore ti voglio lodare, benedire e ringraziare, perchè con il tuo sangue hai cancellato tutte le nostre colpe e ci hai costituiti un popolo di re, profeti e sacerdoti.
Sulla terra che ci hai preparato il vento non è riuscito a cancellare, nè mai potrà farlo la tua lettera di amore consegnata alla storia, una lettera dove emerge che noi siamo i destinatari della  tua misericordia  infinita.

“Dio sia invocato con tutte le forze”.(Gio 3,8)

“Dio sia invocato con tutte le forze”.(Gio 3,8)
Signore dammi la forza, le forze per continuare ad invocarti, a chiamarti in mio aiuto, continua a tenere sollevate le mie braccia perchè non si stanchino ad essere sollevate in alto.
Ogni momento della mia vita riempilo di sete , di fame, di desiderio di ciò che per me è buono, giusto e salutare, ogni momento Signore in te veda la salvezza, il perdono, l’accoglienza, l’amore.
Le braccia sono stanche, le membra appesantite da carichi troppo pesanti, i piedi sono gonfi per tanta strada su percorsi accidentati e poco battuti, il corpo è in rovina, una maceria desolata e tu solo puoi tenermi in piedi, Signore Gesù.
Non mi voglio mai stancare di tessere le tue lodi Signore, mai dimenticare il tuo nome.
Sulla mia bocca sia sempre la tua lode e la spada a due tagli per allontanare il male.
Cosa posso questa mattina offrirti che non sia il mio solito carico di sofferenza, di persecuzioni incessanti, di deserto e di arsura, di buio e di ricerca?
Cosa Signore oggi posso darti che non sia il mio grazie perchè tieni viva la speranza di rimanere in vita e di poterne godere con te per l’eternità?
Vivo in questo mondo ma è come se non ci fossi, come fossi partita per un lungo viaggio, su una mongolfiera che si solleva man mano che mi disfo della zavorra.
Il tuo Spirito mi solleva sempre più in alto e il mondo lo vedo rimpicciolirsi, cambiare i connotati, mentre il cielo diventa specchio luminoso della verità che riflette.
Gli occhi che sembravano non funzionare per vedere da vicino, ora che ho preso le distanze da tutto ciò che appartiene al mondo hanno recuperato un’acutezza e una visione d’insieme estremamente più confortante e vera soprattutto.
Vedo te che sei continuamente all’opera per saldare i fili spezzati, per ridare colore e splendore a fatti e persone perse nella memoria, che avevo dimenticato.
Man mano che mi sollevo da terra il mondo mi sembra un gioiello da tenere in grande considerazione, da ripulire dalle ingrommature del tempo, dello smog e dalla cattiva e insipiente gestione di chi non sapeva quanto fosse prezioso.
Tutto Signore hai messo ai nostri piedi, ci hai resi partecipi della tua ceazione, ci hai chiamati a collaborare alla tua redenzione, ci sostieni ogni giorno in tutto ciò che manca per compiere l’opera e portarla a perfezione.
La carne è pesante, purtroppo e ci riporta a terra.
Dalla visione torniamo bruscamente alla nostra quotidiana battaglia dove i mostri ci sembrano invincibili e troppo grandi per essere sconfitti con le sole nostre forze.
Signore così trascorre la nosta vita, con poche ma intense ascensioni, e molte cadute nei sentieri ingombri di letame di questo mondo cieco e sordo al tuo richiamo d’amore.
Voglio continuare ad invocarti con tutte le mie forze, non perchè mi levi dal mondo, ma perchè il mondo creda che tu sei il Signore, creda che senza di te non possiamo fare nulla ma con te tutto è possibile.

Nulla è impossibile a Dio

” Il Signore stesso vi darà un segno”( Is 7,14)
Signore aiutaci a riconoscere i tuoi segni, le tue benedizioni, aiutaci a non smarrirci di fronte alle cose che non conosciamo e che non siamo in grado di spiegare, manipolare, usare a nostro profitto. Aiutaci Signore a vederti in mezzo agli escrementi delle nostre stalle, delle nostre sporche e maleodoranti mangiatoie.
Signore quanto è difficile vivere nella fede più assoluta in te che non tradisci mai le tue promesse!
Siamo uomini Signore, tu ci hai creato e sai quanto siamo fragili e indifesi, se tu non ci aiuti, se tu non ci difendi dagli attacchi del nemico.
Tu sei padre e madre, tu come noi, quando ci nascono i figli, desideri il meglio, e quale più grande garanzia abbiamo che non sia il fatto che tu sei Dio, onnipotente e santo, creatore e Signore di tutto il creato?
Perchè ce ne dimentichiamo Signore quando ci accadono imprevisti a cui non sappiamo fare fronte?
Perchè Signore le tue promesse ce le gettiamo dietro le spalle e agiamo come se tutto dipendesse da noi, come se fossimo dio?
Perchè ricadiamo sempre negli stessi peccati, ripercorriamo sempre vie sbagliate, dimenticando, o volendo dimenticare che ci portano nel precipizio?
Signore la via è lunga e faticosa e spesso sono presa dal panico per tutto ciò che non riesco a gestire con il corpo, con la mente, con tutte le mie facoltà, ma anche con la fede, che mi rendo conto è grande solo a parole.
Come vorrei potermi fidare di te ciecamente Signore, come vorrei rimanere nelle tue braccia sempre e sentire l’appoggio sicuro e il calore che mi difendono da qualsiasi insidia!
Come vorrei Signore rimanere sempre piccola per non atterrire di fronte al buio della notte, e non aver a che fare con la la solitudine, la malattia, la vecchiaia, la morte!
Tra 6 giorni è Natale.
La liturgia ci racconta di annunci che tu mandi attraverso un angelo.
Annunci di vita, segni della tua presenza in mezzo a noi.
Da sempre tu hai scelto di nascere nelle situazioni più difficili e di incredulità totale, da sempre continui a mandare i tuoi angeli per annunciarci che tu sei con noi, cammini con noi e non dobbiamo temere.
Zaccaria, Acaz, la madre di Sansone, Giuseppe, Maria, i personaggi che in queste ultime ferie di Avvento ci sono presentati come destinatari di annunci di salvezza.
Ad ognuno di noi mandi un messaggio Signore, ma non sempre anzi raramente siamo in grado di riconoscere la tua voce, raramente Signore, perchè la tua logica è lontana dalle logiche del mondo e tu scegli ciò che è debole, insignificante agli occhi degli uomini per manifestare la tua grandezza.
“Lui deve crescere e io diminuire” disse Giovanni Battista che ti aveva riconosciuto quando ancora era nel grembo della madre.
Ci sono persone che capiscono subito la loro missione e la distanza che li separa da te.
Capiscono che ti devono fare spazio, che devono diventare solo voce suono, strumento di una mano perfetta che ha fatto bene ogni cosa e dirige l’orchestra del cielo il cui eco si estende su tutta la terra.
Diventare piccoli, per permettere a te di farci grandi Signore, lasciarti fare, non imponendoti condizioni o dandoti consigli.
Signore quanto siamo presuntuosi, quanto dobbiamo ancora scendere per riconoscere la distanza abissale che solo il tuo amore può colmare!
Signore perdonami per tutti gli atti di superbia, di orgoglio che ti hanno legato le mani, ti hanno impedito di aiutarmi, grazie perchè sei stato paziente e non mi hai privato della tua eredità, anche se i tuoi doni li ho sperperati in cose che non contano e che non servono.
Ti ringrazio per questo tempo che mi doni nel silenzio del mattino per stare con te e parlarti a cuore aperto, grazie perchè la tua parola mi nutre e mi rassicura.
Come Maria vorrei dire:” Ecco la serva del Signore, si faccia di me secondo la tua parola” o come Giuseppe che decise di prendere con se Maria.
Maria è veramente colei che può portarmi te, Signore.
Non conosco le tue vie, nè angeli sono venuti ad annunciarmi cose straordinarie e risolutive.
Mi hai parlato attraverso un fermo della macchina, fermo degli occhi, dipendenza dagli altri, tutto per ricordarmi che la ma vita non dipende da me ma da te che non permetti mi accada alcun male.
Questo Natale vorrei farti nascere facendo felice qualcuno.
Ti offro il mio piccolo amore perchè tu lo trasformi in un grande abbraccio per chi ne ha più bisogno.
Voglio farti spazio perchè stabilmente tu venga ad abitare nella mia casa.

Preparativi


Rubo un po'di tempo alla convulsione di queste giornate, piene di impegni e di imprevisti, per aggiornare il diario di bordo.
E' straordinario come da una situazione di calma piatta si possa essere travolti da una bufera, bruciati da un fuoco divorante, ritrovandosi a ballare al centro della pedana.
Eppure è così. Sono cose che accadono.
Le vacanze sono finite per tutti, o quasi, ma non per noi che di questa estate tra gessi, dottori e ospedali volevamo portarci qualche “scintillante” più grosso.
Al corso di Discepolato a Loreto, ci hanno ribadito che gli sposi sono Vangelo che cammina, icona dell'Alleanza tra Dio e gli uomini, anche quando stanno solo vicini.
Così abbiamo deciso di fare una grande festa, in occasione del nostro 40° anniversario di matrimonio, invitando la nostra comunità parrocchiale insieme a parenti e amici, preferibilmente in coppia, ad unirsi al nostro rendimento di grazie al Signore, perchè è stato la nostra salvezza.
Mancano tre giorni all'evento e fervono i preparativi per la mensa del Pane e della Parola, a cui farà seguito un' agape fraterna in uno spazio che noi confidiamo si dilati, visto il numero dei partecipanti.
In un mondo in cui la famiglia fa notizia solo se si sfascia, vogliamo cogliere l'occasione che il Signore ci dà perchè venga alla luce ciò che per pudore si tende a nascondere, specie quando passano gli anni.

 

(Mt 5,13-16)
Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli.

Amicizia

Quando facemmo questa foto a luglio 2010 ognuno coprì con il cuscino ciò che non voleva far vedere.
Arriva il momento che la verità viene alla luce con grande dolore, a prescindere dalle coperture.

Ciao a tutti, compagni di viaggio.
Nella buona e nella cattiva sorte è bello stare insieme e lodare il Signore per tanti suoi benefici.

Signore, se tu fossi stato qui…

"Sono stato con te dovunque
sei andato"
(
2Sam 7,9)

 

Gv 11,19-27 –In quel tempo, molti Giudei erano venuti da Marta e Maria a consolarle per il fratello. Marta dunque, come udì che veniva Gesù, gli andò incontro; Maria invece stava seduta in casa.
Marta disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto! Ma anche ora so che qualunque cosa tu chiederai a Dio, Dio te la concederà».
Gesù le disse: «Tuo fratello risorgerà». Gli rispose Marta: «So che risorgerà nella risurrezione dell’ultimo giorno».
Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno. Credi questo?». Gli rispose: «Sì, o Signore, io credo che tu sei il Cristo, il Figlio di Dio, colui che viene nel mondo».

Lazzaro fu risuscitato quando già puzzava, essendo già passati tre giorni dal decesso. “Se eri qui non sarebbe morto” dice Marta a Gesù.
E Gesù non si muove subito per andare almeno a vederlo, per dargli l'ultimo saluto; ed era un amico di quelli speciali che gli aveva aperto le porte di casa, quella casa di Betania dove soleva rifugiarsi il Maestro, quando era stanco e aveva voglia di stare in famiglia a godersi l'intimità degli amici veri.
Non si muove Gesù, continua a fare quello che stava facendo.
Mi viene in mente quanto gli sia costato non precipitarsi al capezzale di Lazzaro, subito, lasciando tutto. Chi di noi non l'avrebbe fatto, senza ripensarci due volte?
Gesù sconvolge gli schemi e ci va a cose fatte, perchè i miracoli non sono magie, come si ostina a chiamarli Giovanni, ma segni visibili solo a chi ha recuperato la vista.
Così la fede delle due sorelle s'incontra con il mistero dell'amore di Dio, che si coniuga con l'umanità di Cristo in quel suo piangere commuoversi, aver compassione.
“Vedi come l'amava?” gli bisbigliano alle spalle.
Quella resurrezione temporanea, quell'atto di compassione gli sarebbe costato caro , ma per gli amici, si fa questo ed altro..
Perchè uno che fa risuscitare dai morti, sicuramente è da mandare a morte, per far cadere il velo sulla sua vera identità di sacrilego mistificatore e di imbonitore di poveri gonzi.
Eppure ci alletta l'idea di evitare la morte, e in attesa che gli scienziati ci trovino l'antidoto, la neghiamo, nascondendola o attribuendola alle cause più impensate.
Se capita di morire ad un povero vecchio è colpa del caldo o del freddo, se un giovane ricoverato in ospedale muore, sicuramente è una vittima della mala sanità.
Le morti violente, di cui parla la televisione, pur suscitando in noi ribrezzo e ribellione, ci esonerano dal pensare che è cosa che ci riguarda in tutti i sensi, primo fra tutti, quello di uscire dall'appartamento e incominciare a farci carico dei fatti degli altri, che non significa pettegolare.
C'è da chiedersi di che vita abbiamo bisogno e quale morte dobbiamo temere.