Tienimi alla tua porta


Degnati di tenermi alla tua porta,
come servo sempre vigile e attento;
mandami come messaggero per il regno
ad invitare tutti alle tue nozze.

Non permettere ch'io affondi
nelle sabbie mobili della noia,
non lasciarmi intristire nell'egoismo,
in pareti strette senza cielo aperto.

Svegliami, se m'addormento nel dubbio
e sotto la coltre della distrazione;
cercami, se mi perdo nelle molte strade
tra grattacieli d'inutili cose.

Non permettere ch'io pieghi il mio cuore
all'onda violenta dei molti;
tienimi alta la testa,
orgoglioso d'essere tuo servo.

(Rabindranath Tagore)

Annunci

Credevo che il mio viaggio fosse giunto alla fine

Credevo che il mio viaggio

fosse giunto alla fine

mancandomi oramai le forze.

Credevo che la strada

davanti a me

fosse chiusa

e le provviste esaurite.

Credevo che fosse giunto

il tempo

di trovare riposo

in una oscurità pregna

di silenzio.

Scopro invece che i tuoi

progetti

per me non sono finiti

e quando le parole ormai

vecchie

muoiono sulle mie labbra

nuove melodie nascono dal

cuore;

e dove ho perduto le tracce

dei vecchi sentieri

un nuovo paese mi si apre

con tutte le sue meraviglie.

Tagore
(Gitanjali)

Io sono tu che mi fai

Mi hai fatto senza fine
questa è la tua volontà.
Questo fragile vaso
continuamente tu vuoti
continuamente lo riempi
di vita sempre nuova.

Questo piccolo flauto di canna
hai portato per valli e colline
attraverso esso hai soffiato
melodie eternamente nuove.

Quando mi sfiorano le tue mani immortali
questo piccolo cuore si perde
in una gioia senza confini
e canta melodie ineffabili.
Su queste piccole mani
scendono i tuoi doni infiniti.
Passano le età, e tu continui a versare,
e ancora c'è spazio da riempire.

RABINDRANATH TAGORE da Gitanjali

(Grazie ad Anna Vercors che mi ha portato a riflettere.)

Porta aperta

Io resterò nella casa, dove
       Tu mi hai messo in questo mondo,
       dimenticando tutti i dolori.
Facendola tua, notte e giorno,
       abbi pietà e lascia
       sempre una porta aperta.

In tutti i miei lavori,
in tutti i miei ozi
quella porta rimanga,
perché Tu possa entrare.
Attraverso essa soffierà
l'aria in cuore, portando
      la polvere dei tuoi piedi.
Attraverso quella porta
Tu verrai in questa casa
      ed io, aprendo quella porta,
      me ne andrò.

E poi per quante gioie
riceverò o non riceverò,
       tuttavia Tu lascia per me
       solo una gioia;
e quella gioia sarà
       solo mia e tua, o Signore.
       Tu veglierai sopra questa gioia.

 

Tutti gli altri piaceri non la coprano
e che il mondo non la rivesta di polvere,
tienila lontano dai litigi e con cura
mettila nascosta dentro i tuoi conti.
       Per quante gioie riempiano
la bisaccia dell'elemosina,
Tu tieni per me solo quella gioia.

O Capo, per quante fedi vengano meno,
      rimanga desta una sola fede.
Quando io sopporterò le bruciature del fuoco,
      esse possano segnare il tuo nome
      nel mio petto.

Quando verrà il dolore dentro l'animo,
porti con sé la tua firma;
per quante parole dure feriscano,
i tuoi colpi risveglino la tua voce.
      Se si spezzano cento fedi nell'animo,
che la mia mente resti aperta e desta
in una sola fede.(R.Tagore)