VENERDI’ SANTO.

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Sfogliando il diario….
25 marzo 2016
” Chi cercate?”(Gv 8,7)
E’ spuntato il sole Signore su questa giornata in cui tu porterai a compimento il sacrificio.
Hai passato la notte a pregare e noi ci siamo addormentati, almeno io che pensavo non fosse possibile per il dolore che mi aveva reso imposibile concentrarmi su quello che stava succedendo davanti a me, intorno a me, durante la messa in Coena Domini.
Emanuele che volevo vedere, fotografare mentre, vestito da lupetto con altri 90 bambini faceva la comunione, mi è stato coperto dalle persone che mi stavano davanti, che stavano in piedi, tutti con la stessa voglia di vedere i propri bambini e fotografarli mentre per la prima volta ti ricevevano nelle loro piccole mani.
Ma più che la gente a impedirmi di vedere sei stato tu, perchè, nel momento della comunione, uno dei quattro ministri si è messo proprio davanti alla mia postazione strategica dove la sedia a rotelle mi dava il privilegio ipotizzato di poter vedere tutta la cerimonia, senza ostacoli.
Lo sapevo che tu mi avresti spiazzato, lo dicevo,ma senza convinzione quest’anno, perchè mai sono stata così tanto male fisicamente da non provare nessuna emozione durante quella celebrazione eucaristica speciale.
I tuoi ricalcoli Signore sono i regali più belli di questa vita travagliata.
Così se non ho potuto vedere Emanuele mentre faceva la comunione, ho visto te nel gesto di Franco vestito da scout che si inginocchiava davanti ad un vecchio a cui don Massimo aveva lavato i piedi per rimettergli le calze e le scarpe, cosa che nel vangelo non è scritta di te, ma che sicuramente avresti fatto se, al posto dei sandali o dei piedi nudi, gli apostoli portavano scarpe ortopediche e spessi calzini.
ho visto Monia catechista degli otto lupetti che si sono fatti la prima comunione.
Erano gli unici dei 90 bambini che nella confusione del dopo sono rimasti fermi e in preghiera accompagnati, vigilati, abbracciati da te che ti mostravi in quella madre che si era fatta madre di tutti quelli che le erano stati affidati compreso Emanuele suo figlio.
Ho pensato che era una cosa bella, straordnaria che il catechista sia un genitore e che Emanuele era fortunato ad avere entrambi a trasmettergli la fede che tu hai dato loro.
Questa mattina, pensando a tutto questo, non posso che commuovermi e ringraziarti perchè non mi sono affaticata invano venendo ad una messa dove era impensabile trovare posto, ascoltare, vedere, meditare, essere toccati da te.
E invece è accaduto, perchè tu non butti niente di quel poco che uno si porta dietro e che non pensa serva a qualcuno.
Tu lo benedici e lo moltiplichi.
Hai passato la notte a pregare nell’orto degli ulivi.
L’altare della reposizione ce l’avevo davanti e non ho potuto fare a meno di fotografarlo anche se non leggevo le scritte nè distintamente distinguevo gli oggetti posti sul piano dell’altare.
L’idea che mi rimandava quel luogo che doveva simboleggiare l’orto degli ulivi era di un grande disordine, di un pasticcio, di una discarica, dove il sacerdote avrebbe riposto la teca con le ostie avanzate dall’ultIma cena. Sicuramente non mi conciliava la preghiera quello scenario e ho distolto lo sguardo.
Ma tu ci sei andato e ci sei rimasto tutta la notte in mezzo ai problemi di questo mondo che sei venuto a salvare, ne avevi bisogno sicuramente o meglio ne avevamo bisogno noi, per toccare con mano di cosa ti sei preoccupato e continui a preoccuparti, per cosa dovevamo pregare.
Lo sfruttamento minorile, gli spechi, il consumismo, la povertà, le guerre, i migrantes, le nuove ideologie assassine …
Solo tu potevi stare sveglio Signore di fronte a tanto sfacelo perchè ci ami davvero, ci hai amato fino alla fine.
Ieri sera di fronte ai problemi di questo mio corpo che non mi hanno dato tregua, mi è sembrato vano tutto quello che ho fatto per compiacere Gianni che ci teneva a vedere Emanuele fare la prima comunione , ma anche per far sentire la mia vicinanza a questo piccolo che si sente spesso messo da parte, perchè è nato dopo suo fratello che lo supera non solo in altezza a detta di tutti.
Abbiamo sempre il brutto vizio di fare paragoni, purtroppo anche se tu ci metti in guardia da questo inganno. Così mi sforzo di vedere in questo piccolo il dono grande che tu mi hai fatto, ci hai fatto e che man mano che lo scartiamo ci stupisce.
Non gli ho fatto fotografie ma mi sono rubata il suo viso, i suoi occhi, e il cappellino da lupetto per non dimenticare che tutto è dono, che tu continuerai a sussurrargli parole d’amore attraverso suo padre, sua madre e tutti quelli a cui tu vorrai concederlo.
Mentre attraversavamo la navata centrale a cerimonia finita per abbracciare il nostro cucciolo, Franco mi ha guardato con tenerezza e per la prima volta mi ha fatto una carezza.
Cosa dirti di più Signore che tu non sappia?
Non sono rimasta per la veglia anzi ho pregato, perchè questa notte , almeno questa notte fosse di riposo, perchè ero stremata e il dolore lo avevo offerto durante la messa.
Poteva bastare, non potevi chiedermi di rimanere sveglia a vegliare ancora un po’.
E tu mi hai esaudito Signore, hai guardato al mio bisogno e hai pregato anche per me in quella discarica di problemi da risolvere, in quella stalla che oggi è il mondo così ben rappresentato dai ragazzi del post-cresima.
Perchè tu non ti sei preoccupato di salvarci tutti insieme, ma ad ognuno hai riservato una preghiera, per tutti e per ognuno ti sei fatto uccidere.
Questa mattina voglio lodarti, benedirti e ringraziarti perchè il mio sacco di scintillanti l’hai riempito di doni preziosissimi, ricordi che nessuno potrà mai cancellare.
” Questo giorno sarà un memoriale” era scritto ieri sul calendario liturgico” e così è stato, quando non pensavo poter rispondere al tuo invito.
Per tutta la vita Signore canterò le tue lodi perchè ci hai dato il tuo corpo tra le mani.