“Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio” (Sap 3,1)

“Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio” (Sap 3,1)
Bisognerebbe andare più spesso ai funerali, anche di quelli che non conosci, perchè la liturgia ti porta in alto, ti fa respirare l’aria degli angeli, il soffio dello Spirito.
Il cuore si apre alla speranza e almeno per un po’ vivi ciò che credi, ciò che non sempre ti appare così scontato e chiaro.
…che le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, ma anche quelle degli ingiusti, aggiungo io, perchè Dio le affida a noi affinchè possiamo intercedere per abbreviare la loro attesa.
“Il tuo volto io cerco, non nascondermi il tuo volto” ripeteva il Salmo, ieri, durante il funerale di un mio caro congiunto.. e l’ Eccomi usciva spontaneo e struggente dal cuore e dalle note dell’organo.
Un volto meno offuscato, benevolo, sorridente quello che attraverso le letture ci si mostrava.
Pensavo ai miei cari, a tutti quelli che mi hanno preceduto che lo vedono o aspettano da me un aiuto per accorciare le distanze.
Intorno a me volti tristi, il pianto dei più stretti congiunti mi lacerava, ma il mio cuore esultava perchè trovava la pace nella Parola che Dio, attraverso i suoi ministri, ci profondeva a piene mani: parole di compassione e di speranza, di certezza che il defunto è uno che ha assolto la sua funzione, che come il servo inutile del vangelo di oggi ha fatto quello che doveva fare per vivere pienamente la sua identità di figlio di Dio.
Mi è venuta in mente mia madre che nel sogno per la prima volta mi aveva sorriso e mi sono ricordata che le dovevo una rosa rossa.
Un desiderio mai realizzato perchè il percorso del perdono è stato lungo e difficile.
Ieri durante la messa ho sentito forte il desiderio di riconciliarmi con lei attraverso un segno di una rinnovata alleanza come quando ero piccola e lei si appoggiava a me, la più grande per affidarmi incarichi di fiducia.
Così sono andata al cimitero, superando tutte le barriere architettoniche fisiche e spirituali ( le più difficili da abbattere) e ho deposto la rosa sulla sua tomba,e ho pregato con lei , io per lei e lei per noi, che siamo rimasti in pochi a svolgere il nostro servizio.
Servi inutili, che brutta parola!
Eppure man mano che leggi ti accorgi di quanto grande sia l’amore di Dio.
Siamo inutili perchè il servizio, il servire non a Lui ma a noi giova per realizzare in pienezza il disegno del Padre, per diventare simili a Lui che doveva morire per eliminare definitivamente le conseguenze del peccato nella nostra carne e risorgere con un corpo nuovo perfetto e immacolato, eterno, indistruttibile e santo.
Se moriamo con Lui anche noi resusciteremo nell’ultimo giorno e sarà festa, un banchetto di grasse vivande e di cibi succulenti sarà imbandito sulle alture di Sion e tutti vi affluiranno e diranno: “Là sono nati, in te sono tutte le sorgenti”
Grazie Signore perchè oggi mi parli di vita, di vita piena, mi asciughi le lacrime e mi doni di condividere la gioia dei tuoi angeli e dei tuoi santi che ti vedono come tu sei, faccia a faccia.
Io ti immagino Signore, ma i contorni non sono definiti.
Gli occhi non servono quando il cuore è pieno di gratitudine, desiderio della patria beata, speranza, amore per ogni cosa che esce dalle tue mani, per ogni parola che esce dalla tua bocca.
Come raccontarlo? Come convincere?
Oggi prego perchè la mia fede rimanga salda e possa solo il mio sguardo far trasparire la luce che mi hai messo dentro.

“Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio” (Sap 3,1)

“Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio” (Sap 3,1)
Bisognerebbe andare più spesso ai funerali, anche di quelli che non conosci, perchè la liturgia ti porta in alto, ti fa respirare l’aria degli angeli, il soffio dello Spirito.
Il cuore si apre alla speranza e almeno per un po’ vivi ciò che credi, ciò che non sempre ti appare così scontato e chiaro.
…che le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, ma anche quelle degli ingiusti, aggiungo io, perchè Dio le affida a noi affinchè possiamo intercedere per abbreviare la loro attesa.
“Il tuo volto io cerco, non nascondermi il tuo volto” ripeteva il Salmo, ieri, durante il funerale di un mio caro congiunto.. e l’ Eccomi usciva spontaneo e struggente dal cuore e dalle note dell’organo.
Un volto meno offuscato, benevolo, sorridente quello che attraverso le letture ci si mostrava.
Pensavo ai miei cari, a tutti quelli che mi hanno preceduto che lo vedono o aspettano da me un aiuto per accorciare le distanze.
Intorno a me volti tristi, il pianto dei più stretti congiunti mi lacerava, ma il mio cuore esultava perchè trovava la pace nella Parola che Dio, attraverso i suoi ministri, ci profondeva a piene mani: parole di compassione e di speranza, di certezza che il defunto è uno che ha assolto la sua funzione, che come il servo inutile del vangelo di oggi ha fatto quello che doveva fare per vivere pienamente la sua identità di figlio di Dio.
Mi è venuta in mente mia madre che nel sogno per la prima volta mi aveva sorriso e mi sono ricordata che le dovevo una rosa rossa.
Un desiderio mai realizzato perchè il percorso del perdono è stato lungo e difficile.
Ieri durante la messa ho sentito forte il desiderio di riconciliarmi con lei attraverso un segno di una rinnovata alleanza come quando ero piccola e lei si appoggiava a me, la più grande per affidarmi incarichi di fiducia.
Così sono andata al cimitero, superando tutte le barriere architettoniche fisiche e spirituali ( le più difficili da abbattere) e ho deposto la rosa sulla sua tomba,e ho pregato con lei , io per lei e lei per noi, che siamo rimasti in pochi a svolgere il nostro servizio.
Servi inutili, che brutta parola!
Eppure man mano che leggi ti accorgi di quanto grande sia l’amore di Dio.
Siamo inutili perchè il servizio, il servire non a Lui ma a noi giova per realizzare in pienezza il disegno del Padre, per diventare simili a Lui che doveva morire per eliminare definitivamente le conseguenze del peccato nella nostra carne e risorgere con un corpo nuovo perfetto e immacolato, eterno, indistruttibile e santo.
Se moriamo con Lui anche noi resusciteremo nell’ultimo giorno e sarà festa, un banchetto di grasse vivande e di cibi succulenti sarà imbandito sulle alture di Sion e tutti vi affluiranno e diranno: “Là sono nati, in te sono tutte le sorgenti”
Grazie Signore perchè oggi mi parli di vita, di vita piena, mi asciughi le lacrime e mi doni di condividere la gioia dei tuoi angeli e dei tuoi santi che ti vedono come tu sei, faccia a faccia.
Io ti immagino Signore, ma i contorni non sono definiti.
Gli occhi non servono quando il cuore è pieno di gratitudine, desiderio della patria beata, speranza, amore per ogni cosa che esce dalle tue mani, per ogni parola che esce dalla tua bocca.
Come raccontarlo? Come convincere?
Oggi prego perchè la mia fede rimanga salda e possa solo il mio sguardo far trasparire la luce che mi hai messo dentro.

Mamme

S. Monica passò la sua vita a pregare per la conversione di suo figlio, che viveva da scapestrato.
A lei non fu concesso in vita di godere dei frutti del suo infaticabile impegno, perchè morì poco dopo il battesimo di Agostino.
Penso però che se quel figlio divenne santo è perchè sua madre continuò dal cielo a sostenerlo con la  preghiera fino alla morte.
Mia madre non mi parlò molto di Dio nella sua vita,  ma mi confidò di un voto che aveva fatto da giovane: recitare un rosario al giorno e il sabato tre, per la salvezza delle anime di noi figli.
A me è sembrata sempre una pazzia, specie quando si rammaricava del fatto che spesso per la stanchezza era costretta a ricominciare.
Ci fu pure un periodo in cui le proibii di pregare per me, visto che il risultato era un aumento di malattie.
Mio fratello fu il primo che si convertì, ma morì subito dopo. Io mi arresi al Signore dopo pochi mesi, colma di gratitudine per chi mi aveva aperto la strada.
Ho pensato sempre che a lui dovevo la grazia della fede e mai mi venne in mente che chi per anni aveva pregato per noi era stata mamma, che oggi voglio ricordare e ringraziare.
E’ bello e utile che la Chiesa ricordi e festeggi i suoi santi.
E’ un’occasione  favorevole per ricordare chi ci ha fatto del bene.
Grazie mamma!

Mamma

L’amore è da Dio
In questa giornata voglio ricordare la luce che si accese negli occhi di mamma, ricoverata in ospedale , quando vide la grande stella di Natale che Monica le aveva regalato.
Subito il mio pensiero andò allo spreco, perché il suo destino era segnato e di lì a poco sarebbe morta.
Monica era una ragazza che avevamo trovato per caso (oggi dico per grazia), nella frenetica ricerca di qualcuno che si occupasse di lei e ci sostituisse nei turni, che da due mesi e mezzo avevano massacrato noi tutti per alternarci al suo capezzale.
Quando la vidi, pensai che non faceva al caso nostro perché era piccola, fragile, spaesata e al suo primo incarico di questo tipo.
A mamma serviva una persona forte che la sollevasse, le desse da mangiare, la cambiasse, vigilasse su di lei per qualsiasi bisogno.
La prendemmo perchè eravamo disperate, noi figlie, pensando già a come cercare un’altra persona.
Monica le teneva la mano, le asciugava il sudore, l’accarezzava non staccando mai gli occhi da lei e, anche quando finiva il suo turno, si tratteneva come se avesse paura di interrompere il filo che la legava a mamma.
Oggi anniversario della sua morte, voglio ricordare quella luce, quella gioia, quel trasalimento che la pervase tutta, nel vedere il suo dono.
La speranza riaccesa per una vita che non si interrompe, quando ad alimentarla è l’amore.